Inconscio e sogno. Quando l’inconscio anticipa il comportamento

sogno ed inconscio
sogno ed inconscio

In questo post riporto una lettera che mi è arrivata qualche giorno fa da una mia ex paziente che ho seguito. Non ti anticipo nulla.

Buona lettura

Buongiorno Dottor Ceschi,

dopo aver ascoltato la Sua interessante intervista radiofonica per “Story Time” su Radio Canale Italia è riaffiorato in me il ricordo del primo approccio che ho avuto con l’ipnosi nel Suo studio e soprattutto a cosa mi ha portato a prendere il primo appuntamento.

Mi portavo sulle spalle esperienze molto dolorose, un lutto, malattie e un fallimento nel progetto di vita prefissato.

Per un certo periodo mi ritrovai con tre persone della mia famiglia in ospedale da dover accudire contemporaneamente.

Quando alla sera ritornavo a casa, vedevo dalle finestre le famiglie raccolte intorno al tavolo per la cena e non riuscivo più a trattenere le lacrime, quelle che dovevo trattenere davanti ai miei cari. 

Per me quel raduno intorno al tavolo, tutti assieme per parlare, cenare, scherzare e, perché no, pure bisticciare, non si sarebbe più presentato. Quanto calore e protezione percepivo da dietro quelle finestre illuminate, sarei voluta essere con loro e ricordo con precisione che non volevo più essere me stessa, non ce la facevo più. 

Non mi voglio dilungare sul prima, ma sul poi, come Lei ben mi insegna Dottore, il passato non si cambia e il presente va vissuto e bisogna farlo nel miglior modo possibile.

Il tempo passa, a giorni é galantuomo, ad altri mascalzone, le cose da farsi erano tante, la stanchezza fisica e psicologica era ormai una componente della mia vita quotidiana.  

Non staccavo mai il cervello, le decisioni da prendere erano tante, i nodi da sciogliere, i cocci erano miei, va da sé che dormire era un optional al quale avevo rinunciato, soffrivo di insonnia e se dormivo un po’ era un sonno breve, agitato, superficiale, non ristoratore. Non sognavo più, probabilmente lo facevo, ma non ricordavo nulla, mi alzavo distrutta.

Una mattina però mi svegliai e nel breve sonno che aveva fatto ero riuscita a sognare e a ricordare tutto nei minimi particolari.

Ero nella mia camera da letto, di fronte all’armadio, e provavo ad aprire un’anta, ma subito la richiudevo in fretta perché da essa usciva un fumo grigio, una polvere scura e questa cosa mi disturbava e spaventava.

Ad un tratto, vicino a me apparve un mago, con tanto di tunica lunga blu, cappello a punta e bacchetta magica; quella figura mi tranquillizzò alquanto, io contavo su di lui, mi dava fiducia ed egli, senza tante parole, aprì l’anta dell’armadio, brandì la sua bacchetta magica e dalla sua bocca uscirono delle stelle che subito neutralizzarono la nebbia oscura, il fumo grigio si dissolse, lasciando posto a una scia di stelline luminose”.

L’indomani mi recai fuori per delle commissioni e vidi una targa, non ci avevo mai fatto caso, c’era scritto il Suo nome e mi saltò all’occhio la parola “ipnosi”, qualcosa o qualcuno da dentro mi diceva “chiama, chiama” e da lì….Grazie infinite Dottore.

Articoli correlati: Cosa può fare una sola seduta di ipnosi terapiaDermatite atopica curata con l’ipnosi terapiaUna psicoterapia riuscitaPaura. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo Perché la mia vita e difficile e insostenibile

Questa lettera, intensa di Vita e ricca di umanità riporta, anche se brevemente, il vissuto di una persona che stava affrontando un momento difficile della propria vita.

Prendersi cura dei propri cari, per malattie o per altre necessità, significa che dobbiamo chiedere a noi stessi di cercare nel nostro profondo le forze che con il tempo sembrano abbandonarci. All’inizio pensiamo di riuscirci da soli, ci sentiamo capaci e motivati. Con il tempo la vitalità e la resilienza iniziano a indebolirsi e ci sembra che il tutto, sia troppo pesante, troppo difficile per affrontarlo da soli.

Il sogno dalla paziente è molto significativo, sembra un sogno premonitore. Come lei stessa scrive, la targa dello studio c’era anche prima, c’era sempre stata, ma lei non l’aveva vista o per meglio dire: così pensa la signora. In realtà la sua mente l’aveva memorizzata.

Quante cose vediamo e non ne siamo consapevoli?

La scienza ci insegna che sono la maggioranza.

Il pensiero irrazionale inconscio della signora aveva trasformato “magicamente” le sue paure in un armadio (simbolo arcaico che rappresenta la tana di mostri di tutti i bambini) pieno di fumo e di mistero negativo e un “mago”. Il mago capace con la sua bacchetta di dissolvere quel fumo.

La rappresentazione inconscia di un bisogno molto forte di sistemare una situazione è stata traslata ad un livello primordiale, “semplice” e infantile. Nel sogno emerge il bisogno di rifugiarsi in un mondo fantastico, per soffrire meno. Ma quel “magico” pensiero inconscio aiuta la Signora ad accettare la realtà.

Ella infatti racconta che solo dopo aver fatto quel sogno, ripassando davanti ai soliti luoghi di via e va quotidiani, è riuscita a “vedere” la targa affissa al muro e a consapevolizzare cognitivamente la scritta IPNOSI. Nella targa però si riporta prima il nome e cognome poi i riferimenti, la professione e solo alla fine compare la scritta ipnosi terapia.

Per poterla vedere e successivamente chiamarmi, la Signora, ha dovuto primo riconoscerla e poi accettarla. Ha dovuto prima viverlo a un livello profondo ed inconscio (attraverso il sogno magico), successivamente consapevolizzare ed infine agire.

L’inconscio ci aiuta sempre: sia nel bene sia quando sviluppa un sintomo. Se si sviluppa un sintomo – ansia, depressione, pensieri ossessivi, fobie – la nostra mente è molto concentrata e lavora solo sul versante razionale. Dialogare con il proprio mondo interiore, ascoltare l’inconscio, entrare in contatto con noi stessi è l’aspetto affascinante e stimolante che la vita ci dona. La psicoterapia, l’ipnosi terapia, la psicologia come scienza aiuta ad aprire un mondo interiore che permette all’essere umano di vivere il Ben Essere e affrontare le situazioni difficili della vita.

Lascia un commento