Di cosa hai paura

Paura

Paura. Penso che la nostra mente sia veramente cattiva ma, soprattutto, paurosa, stupida, ignorante, nel senso che ignora. Non conosce noi stessi e quello che ci fa piacere. Ho già scritto degli articoli che dimostrano come la nostra mente sia cocciuta, paurosa, limitata ed ingannevole, in questo modo la crescita personale ne risente. A livello razionale sappiamo bene di ragionare in modo disfunzionale. Sembra quasi che ci divertiamo a farci del male. Ad esempio tutto quello che ci fa paura ci allontana. Sembrerebbe normale: ho paura mi difendo. Ma non è sempre così. Se ho paura d’essere amato non devo allontanarmi dall’amore.

Perché lo facciamo?

Domanda da cento milioni di Euro. La risposta è una sola: non abbiamo ancora raggiunto la perfezione e, forse, siamo molto lontani da questa ipotetica perfezione funzionale al nostro benessere.

Molte delle persone che conosco, e non parlo solo di quelle che vedo per il mio lavoro, si lamentano, sono insoddisfatte, tristi, poco motivate o sempre arrabbiate. Sono così dentro ai propri pensieri che non riescono a vedere nulla di diverso. Continuano ogni giorno a vivere gli stessi schemi disfunzionali.

L’altro giorno, mentre ascoltavo la radio, ho sentito che un adolescente di un istituto alberghiero, del centro Italia mi sembra, cadendo da una sedia mentre si dondolava è andato a sbattere con la testa sul calorifero ed è morto sul colpo. Ho pensato a quel ragazzo che quella mattina si era alzato come avrà sempre fatto. Magari aveva litigato con la madre, perché si era alzato in ritardo o forse era in apprensione per una ipotetica interrogazione. Sarà andato a scuola come faceva sempre, senza sapere che quelli erano gli ultimi gesti che faceva tutti i giorni da anni. Mi sono chiesto: se avesse saputo che da lì a poco sarebbe finita la sua vita, cosa avrebbe cambiato?

 

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Ritorniamo alla nostra cara amata mente: anche quando arriva a vivere i giorni di un ottantenne, non pensa mai che potrebbe essere l’ultimo giorno; immaginiamoci in un imberbero adolescente. Perché non lo fa? Ho pensato che se la mente iniziasse a pensarlo, le nostre scelte sarebbero completamente diverse.

Pensa alla tua vita come se ogni giorno fosse l’ultimo.

Io l’ho fatto e sono arrivato a capire che la mia vita sarebbe completamente diversa. Stai attento: non ho detto “meglio o peggio”, ma solo diversa. Di sicuro sarebbe stata un po’ più egoista. Questo non vuol dire ci sono solo io, anzi, l’esatto contrario. Se fossi stato egoista, non avrei praticamente mai litigato, non mi sarei permesso di perdere energie e tempo per litigare, non mi sarei mai annoiato.

Avendo poco tempo da vivere (o meglio, pensando d’averne poco) ed avendo la salute, avrei cercato di realizzare tutti i miei sogni. Non mi sarei mia pianto addosso. Non è mia abitudine farlo, ma conosco un’infinità di persone che lo fanno. Sono tutte quelle che non si sentono amate e, in modo passivo, cercano qualcuno che gli dia l’amore che pensano di meritarsi solo perché sono venute al mondo.

Beh! Se avessi avuto poco tempo (o meglio, pensando d’averne poco) non avrei aspettato l’amore, ma sarei andato a cercarlo, avrei cercato d’amare senza aspettare l’amore. Non si dice che è più bello dare che ricevere? Mah! Non ne sono molto convinto, ma penso che un sano equilibrio tra dare e ricevere sia la cosa migliore. Inoltre, se avessi avuto poco tempo (o meglio, pensando d’averne poco) non avrei aspettato di fare le cose che mi interessano e non avrei perso tempo per cose inutili, come accumulare beni o rimanere ore ed ore imbottigliato nel traffico.

Penso proprio che se le menti di tutti gli uomini del mondo iniziassero a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, la società sarebbe molto diversa.

Forse anche la mia professione non avrebbe ragione d’esistere, perché gran parte delle turbe mentali nascono e persistono a causa della permanenza. Penso di non dire nulla di nuovo, visto che lo stesso Sidhartha aveva capito più di tremila anni fa che la sofferenza dell’uomo è causata dal pensiero della permanenza e che per uscire dalla sofferenza la strada era accettare la trasformazione.

Se sei arrivato/a a leggere fino a qua, allora la tua mente si è messa in uno stato di ascolto. Bene! allora aiutala a crescere ulteriormente. Ora individua  tutte le cose che fai quotidianamente pensando che ci sia un domani e che, proprio per questo motivo, rimandi cose molto più importanti. Ora inizia ad immaginare la tua vita finita, non fra venti, trenta o cinquant’anni, ma tra qualche giorno. Cosa cercheresti di realizzare? In cosa non perderesti più il tuo tempo? Cosa chiederesti alle persone a cui vuoi bene? Inizia un nuovo percorso di vita utilizzando questo schema!!!