La mente ti mente

05 Gennaio 2015

La mente ti mente

Molte persone credono di riflettere mentre stanno solo riordinando i propri pregiudizi

William James

 

 

Siamo giunti al primo lunedì del 2015 e con grande piacere auguro a tutti voi che seguite questa rubrica settimanale un felice anno nuovo.

Le persone che seguono questa rubrica oramai sapranno che la nostra mente non è affidabile come pensiamo ma molte volte ci inganna. Non a caso questa serie di articoli sono raccolti nella categoria denominata: trappole mentali.

Perché vi ricordo questo?

Perché con l’inizio del nuovo anno potremmo iniziare a vedere la realtà con nuovi occhi, ma soprattutto usando nuovi schemi mentali per leggere la realtà, magari grazie anche a questi articoli.

Per cominciare ricordiamoci sempre che il nostro cervello è molto pigro e cerca sempre delle scorciatoie per non sovraccaricare la mente nel momento in cui deve fare una stima statistica più precisa. Inoltre, sfrutta gli elementi che più facilmente ci ritornano alla mente e non i dati statistici accurati che ci porterebbero ad un giudizio più accurato.

Articoli Correlati: Giudizio realtà –  Depressione e trappole mentali – Giustizia un’illusione psicologica

Ad esempio molti pensano che negli Stati Uniti sia troppo facile procurarsi un’arma e gli ultimi eventi di cronaca, ma anche quelli più eclatanti come la strage nella scuola Columbine, ci portano a pensare che una normativa più restrittiva potrebbe limitare, se non eliminare, molti omicidi negli Stati Uniti.

Le statistiche invece dicono che il paese con il maggior numero di armi non sono gli Stati Uniti, ma uno dei paesi più pacifici al mondo: la Svizzera, dove ogni adulto maschio chiamato al servizio di leva obbligatorio può tenere un fucile in casa. Ma in Svizzera non ci sono tutti gli omicidi che ci sono negli Stati Uniti, quindi il problema è molto più complesso di come la nostra mente vuole farci credere.

Questo è solo un esempio.

Sono morti più giovani nella guerra del Vietnam o negli Stati Uniti in modo volontario?

Nella guerra del Vietnam sono morti 54.708 soldati; nello stesso periodo tra le persone di età inferiore ai 35 anni rimaste in America, 101.732 morirono suicide.

Perché facciamo queste inferenze sbagliando anche grossolanamente?

Le ricerche hanno dimostrato che quanto più un evento ci colpisce emotivamente, tanto è più facile il ricordo. Ad esempio diamo più importanza alle morti derivanti dalle droghe illegali come la cocaina o l’eroina, ignorando le morti derivanti dalle droghe ordinarie e legali come il tabacco o l’alcool che causano molte più morti, secondo le statistiche il 75% in più.

Sono convinto che questi esempi non siano sufficienti per cambiare il nostro modo di fare inferenze su un evento o su una scelta, ma spero che questo articolo vi abbia insegnato che l’unica cosa di cui dobbiamo essere sicuri è di non esserlo mai al cento per cento, sia quando dobbiamo dare un giudizio su una persona o su un fatto sia quando dovremmo decidere a chi dare il nostro voto politico.