Depressione e trappole mentali

18 giugno 2014

depressione

Quando si parla di depressione non è facile orientarsi tra tutti i diversi modelli che hanno cercato di spiegare tale male. Nei secoli si è parlato di melanconia, di male oscuro e oggi si è cercato di definire varie forme di depressione con un metodo categoriale:

  •  depressione endogena o maggiore,
  • depressione reattiva o disturbo distimico o nevrosi depressiva
  • depressione cronica,
  • depressione mascherata,
  • depressione senile,
  • depressione organica
  • depressione atipica, di valenze ciclotimiche o bipolari,
  • depressione pre e post-parto.

Difficile orientarsi tra tutte queste forme di depressione.

Allora come orientarsi nei confronti di tale patologia?

Secondo la psicoterapia strategica il depresso assume degli schemi ben presi nei confronti di se stesso, degli altri e del mondo. Si possono trovare delle linee guida che il depresso segue innescando nel contempo una serie di reazioni negli altri.

  • un senso di resa nei confronti della vita, tanto si soffrirà;
  • impersonare il ruolo di vittima, incapace di cambiare;
  • il cambiamento deve avvenire dall’esterno, delegando qualcuno;
  • il senso di frustrazione e di inadeguatezza che vivono le persone vicine al depresso;
  • il continuo lamentarsi delle propria sofferenza o il mutismo più assoluto.

Per uscire da questi schemi perniciosi, bisogna intervenire su più livelli, visto che il depresso usa gli altri e il mondo esterno per mantenere i sintomi.

  • Le persone coinvolte non dovrebbero assecondare le lamentale del depresso, ma dedicare un tempo ben prestabilito ai lamenti, per poi tenersi ben al di fuori, evitando qualsiasi discorso inerente la patologia e i disagi annessi. 
  • Non permettere alla persona depressa di attaccarsi costantemente alla propria visione, ma iniziare a lasciare un tempo ben prestabilito in cui la delega del benessere viene annullata e le emozioni coinvolte nella sofferenza si lasciano andare. 
  • Una tecnica molto utile per rielaborare le emozioni coinvolte è la tecnica del romanzo dei disastri realizzabili, in cui il paziente scrive le proprie emozioni utilizzando la forma narrativa, fiabesca o la rima.

Una volta disattivate queste trappole, l’attenzione del soggetto viene dirottata verso se stesso, facilitando un nuovo apprendimento e una nuova visione di se stesso, degli altri e del mondo.