Amarsi

Saper amare

Dopo l’ultimo articolo sull’amore e sull’amarsi, mi sono arrivate molte email. Ho scelto questa lettera di una lettrice, perché la ritengo ricca di spunti e di riflessioni interessanti.

Ringrazio tutte le persone che hanno voluto condividere il proprio pensiero; purtroppo ho dovuto scegliere solo una risposta.

Buona lettura.

Buongiorno Dottor Ceschi,

Amore, croce e delizia di ogni vissuto di ogni essere umano.

Dovrebbe essere uno dei sentimenti più naturali e spontanei al mondo, ma i fatti parlano chiaro, così non è. A volte è fonte di dolore, drammi e sciagure.

Nessun essere umano può dare ordini all’amore”.

L’intelligenza cerca, ma chi incontra è il cuore”.

 

Così recitava l’emancipata scrittrice George Sand.

Erich Fromm, dalla sua esperienza di psicologo e psicanalista, nonché filosofo, si era soffermato ad analizzare le varie prospettive del “giusto amore” e aveva elaborato gli elementi che, a suo parere, componevano questo altissimo sentimento: premura, responsabilità, rispetto e conoscenza. 

Premura: cura e attenzione che poniamo verso la vita e la crescita di coloro che amiamo con affetto e gentilezza. Se non c’è questo interesse va da sè che non esiste amore.

L’amore senza ammirazione è solo amicizia” G. Sand

Responsabilità: viene da pensare ad una sorta di dovere, qualcosa di gravoso e imposto. Ma Fromm non intendeva questo, bensì un qualcosa di spontaneo, la risposta alle necessità, alle esigenze che ha l’altro individuo e a volte cela. Le persone responsabili sono coloro che rispondono ai bisogni altrui.

Non c’è vera felicità nell’egoismo”. G. Sand.

La sana responsabilità poi non deve mai sfociare nel dominio o nel possesso di un ‘altra persona e si affianca al rispetto.

Rispetto: non vuol dire né timore, né terrore, ma lasciare all’altra persona di poter esprimere tutto il proprio essere. Rispettare il proprio partner significa anche provare piacere nel vederlo crescere, maturare, mettersi in gioco, camminare con le proprie gambe, che egli sia libero.

Ti amo per amarti e non per essere amata, dato che nulla mi piace tanto come vederti felice”. G. Sand.

Conoscenza: se si ama veramente una persona bisogna avere la pazienza e anche il coraggio di conoscerla veramente e vederla per come è realmente, senza idealizzarla, essere il più obbiettivi possibile. Solo così si potrà amare nel modo più giusto e sincero.

La vita in comune, fra la gente che si ama reciprocamente, corrisponde all’ideale di felicità”. G. Sand.

 

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Freud parrebbe, invece, non andar tanto per il sottile, per lui l’amore non sarebbe altro che il sublimare l’istinto sessuale.

Lacan, molto più poetico e romantico, vede nell’amore un dare al partner ciò che non si ha (intendeva forse dare ciò che a noi è mancato e avremmo desiderato ardentemente?).

Per il più recente Massimo Recalcati pronunciare le parole “ti amo” equivale a dire all’altro “mi manchi”.

Tutti questi controversi aspetti sull’amore sono la prova che ciascuno di noi ha le proprie esigenze, sente le proprie mancanze su questo tema e, soprattutto, che ognuno di noi vorrebbe essere amato a proprio modo e piacimento.

Ci sono persone che si bastano, il loro amarsi è già qualcosa di sublime, conoscono i propri bisogni, le proprie esigenze, si rispettano, stanno bene con loro stesse e alla fine non sono nemmeno egoiste. Che persone eccezionali!

Altre, invece, che hanno una terribile “fame d’amore”, i loro partner sono magari i migliori rappresentanti dei quattro elementi citati da Fromm ma, ahimè, non è mai abbastanza, anche se adorate non si sentiranno mai amate e il senso di vuoto se lo porteranno appresso per tutta la vita.

Ci sono poi i semplici, gli individui ai quali basta poco, si accontentano di ricevere poche briciole di amore, non sono esigenti, forse a loro volta un po’ vuoti e scarni di sentimenti? Chi si accontenta gode.

Io penso, tuttavia, che al di là di quelli che possono essere i dettami, le regole, per un amore più o meno perfetto, la cosa bella è che avere accanto un altro essere con il quale condividere complicità, un percorso di vita, gioie dolori, il sopportarsi e il supportarsi, il perdersi per poi ritrovarsi per chiarirsi e riprendersi, sia una delle cose belle che la vita ci può riservare. Ci si deve impegnare ma é una conquista non da poco. Utopia?

C’è una sola felicità nella vita, amare ed essere amati”. G. Sand

Cordiali saluti.

XXX

Grazie alla lettrice per la risposta all’articolo “Amore e psiche secondo Eric Fromm”. Sono certo che altri lettori hanno avuto modo di riflettere sul significato dell’amore a cui molti psicologi, psicoanalisti, letterati, poeti e pensatori hanno dedicato studio e passione.

Fa bene ogni tanto fare un “Inno all’Amore” per ricordare che amare e sentirsi amati fa stare veramente bene ma perché questo accada dobbiamo ritornare ad ascoltare l’altro, con l’anima. Spesso siamo sintonizzati su canali disturbanti, frivoli, innaturali. Canali che non ricevono più le frequenze dell’amore. Dobbiamo ritornare a vedere le cose con gli occhi della fratellanza per dare spazio all’ascolto e non solo alla voglia di vincere. Non è facile ascoltare con l’anima, ma è l’unica ancora di salvezza.