Il senso di colpa è caratterizzato da sensazioni di malessere, di disagio, di inadeguatezza, di frustrazione, di angoscia che non sempre si riferiscono ad un oggetto specifico e reale, ma rappresentano sensazioni vaghe, indefinite, pervasive, delle quali spesso non si distinguono le cause e alle quali si cerca di dare, spesso con scarsi successi, spiegazioni razionali.

Alcuni sensi di colpa possono considerarsi ragionevoli, ad esempio quando si arreca danno a qualcuno o si commettono gravi errori, poiché contribuiscono al cambiamento e alla crescita della persona. Altre volte però costituiscono un inutile fardello che inficia il nostro benessere. I sensi di colpa nascono dall’interiorizzazione di norme culturali e morali trasmesse dall’ambiente fisico, familiare, sociale, nel quale viviamo.

Ad esempio, se riceviamo un’educazione troppo rigida, interiorizziamo delle norme molto rigorose e rischiamo di divenire schiavi di standard troppo elevati ai quali siamo costretti ad aderire se vogliamo evitare il senso di colpa conseguente all’inadempienza di ciò che consideriamo un nostro dovere. Ad esempio, se cresciamo in una famiglia in cui uno dei messaggi maggiormente veicolati (più o meno direttamente) è “Bisogna sempre fare tutto da soli”, saremo “facili” al senso di colpa se o quando ci troveremo nella condizione di chiedere aiuto. A volte alcune norme sono talmente radicate nelle personalità, da essere difficilmente riconoscibili e, di conseguenza, difficilmente modificabili, anche perchè non ci si mette in discussione e non vengono prese in considerazione altre modalità (“E’normale/giusto essere così!”).

In particolare, un modello educativo basato rigidamente su valori quali il senso del dovere, la disciplina, la critica, l’enfatizzazione degli insuccessi, crea le condizioni ideali per lo sviluppo di una personalità rigida, pretenziosa con se stessa, incapace di darsi tregua. Il senso di colpa può nascere dall’incongruenza tra un’immagine ideale di sè (quello che vorremmo essere: perfetti, socialmente apprezzabili, infallibili) e l’immagine reale di sè. Chi è molto esigente e critico nei propri confronti avrà maggiori possibilità di sperimentare queste incongruenze e le sensazioni relative.

Spesso i successi vengono dati per scontati dall’esterno (e, successivamente, dall’interno), risultando a volte invisibili, mentre gli insuccessi vengono sottolineati, enfatizzati, rinfacciati.

Questa mancanza di riconoscimento, bisogno imprescindibile di ogni essere umano, può provocare profonde ferite narcisistiche che influenzeranno negativamente anche l’autostima. Inoltre, l’eccessiva sensibilità al senso di colpa, rende l’individuo facilmente manipolabile da parte degli altri e dunque maggiormente esposto ai ricatti affettivi: “Fai come vuoi ma sappi che mi farai soffrire”à “se faccio ugualmente questa cosa sono una persona cattiva”. Da qui due possibilità: scegliere di mettere in atto comunque il comportamento in questione ed esporsi al senso di colpa o “castrarsi”, “snaturarsi”, ed evitare tale comportamento, perdendo in autenticità.

I sensi di colpa possono portare una persona a vivere un’esistenza che non le appartiene, poiché si affanna ad adempiere a ciò che “è giusto”, senza chiedersi se lo è per se stessa e a punirsi quando, appunto, non si comporta “giustamente”. Il senso di colpa può tradursi in veri e propri disturbi psichici e/o fisici che possono rappresentare una sorta di “espiazione” o derivare da un accumulo di tensione. Quest’ultima può dunque ritorcersi contro se stessi oppure “esplodere” portando conseguenze negative nei rapporti interpersonali.

Importante sarebbe imparare a riconoscere la presenza del senso di colpa, le circostanze che ne favoriscono l’insorgenza e, soprattutto, indagarne le origini: trattandosi di meccanismi appresi, si potranno anche “dis-imparare” o sostituire con nuove modalità.

Paradossalmente però può risultare difficile liberarsi dal meccanismo dell’autopunizione che in un certo senso ci fa pareggiare i conti con la coscienza e perché rappresenta comunque una strada nota, che in qualche modo ci dà sicurezza. L’ignoto ci spaventa sempre anche se può essere più allettante. E poi chi ha tante colpe da espiare difficilmente riesce a concedersi il lusso del sollievo. Dunque, entrambe le strade sono difficili da percorrere ma le destinazioni sono innegabilmente diverse… a noi la scelta

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Dott. Giancarlo Ceschi Psicologo Padova – Mestre