Genitore buono o cattivoTutti abbiamo avuto dei genitori e molti di noi lo sono. Ci chiediamo spesso chi è un genitore buono e allo stesso tempo chi è un genitore cattivo. A volte pensiamo che i nostri genitori sono stati cattivi e a volte ci chiediamo se siamo dei buoni genitori.

Oggi non voglio fare due semplice categorie dove mettere i cattivi ed i buoni genitori e nemmeno riprendere la polemica di genitore uno e genitore due, che sinceramente non comprendo, ma solo per un mio limite.

Ultimamente ho vissuto delle esperienze sia dirette sia indirette per quanto riguarda la gestione dei figli e di come i genitori crescono la prole.

Sono arrivato alla conclusione che tale figura è camaleontica perché il buono si mimetizza con il non funzionale e il cattivo fa solo il bene per il proprio figlio.

Essere dei bravi padri e madri

Come molte persone sanno e dicono: “Genitore non si nasce!” e non ci sono scuole che ci insegnano ad esserlo, per questo si dice che è il lavoro più difficile del mondo. Fare il genitore è veramente un lavoro eppure dovrebbe essere uno stato naturale, visto che esiste l’istinto genitoriale, dunque dovrebbe venire facile esserlo, come dovrebbe essere facile crescere e diventare adulto.

Crescere, diventare adulto essere genitore non è per nulla facile e non c’è nulla di scontato, anzi, la natura umana, molto diversa da quella di altri animali, ci porterebbe a fare una infinità di sbagli senza nemmeno accorgerci che li stiamo facendo.

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Genitore buono e cattivo

Riprendendo la dicotomia tra genitore buono e genitore cattivo sono sempre più convinto che il genitore buono, non è quello che fa il bene del figlio, bensì è il genitore che lo mette di fronte alle mille difficoltà della vita e lo lascia nella difficoltà affinché scopra il suo vero valore. Chiaramente questo genitore è lì, che osserva che supervisione, ma non fa nulla che potrebbe fare il proprio figlio.

Il figlio in questo caso potrebbe scambiare tale atteggiamento come un atto ingiusto e cattivo da parte del genitore, invece, solo in questo modo potrà crescere sicuro, fiducioso e forte, ma deve passare per le epiche “forche caudine” per diventare un vero uomo o una vera donna.

L’aiuto che non aiuta

Il genitore buono che si sostituisce al figlio che cerca di spianargli ogni dosso che la vita gli mette davanti, che farà di tutto perché il figlio non faccia fatica farà solo del male al proprio figlio. Il genitore buono che vuole essere buono nel breve tempo e vuole che il figlio sia sempre nella propria “confort zone” farà crescere un figlio psicologicamente disabile ed emotivamente debole.

Con questo non voglio essere frainteso e dire che un buon genitore deve essere cattivo, insensibile o cattivo. Un buon genitore potrà essere visto così dal proprio figlio perché la natura umana cercherà costantemente di risparmiare le energie e di non fare fatica e se troviamo qualcuno che ci elimina la fatica ne siamo solo felici.

L’importanza dell’autonomia

Essere un bravo tutore vuol dire essere consapevoli che nel breve periodo i figli magari ci possono anche considerare cattivi, perché non facciamo per loro quello che loro devono ancora imparare. Nel lungo periodo il genitore “cattivo” saprà raccogliere i frutti di questo lavoro ritrovando un uomo o una donna al suo fianco quando il frutto della vita sarà maturo. Allora sarà così orgoglioso del lavoro fatto, perché vedrà nel proprio figlio o suoi valori la sua educazione la sua etica e la sua morale, ma migliorata perché avrà il valore aggiunto di una generazione in più.

Voglio dire a tutte le persone che leggeranno queste righe di non cercare la via più breve solo perché è più facile, ma di persistere nel sentiero che porta verso la salita e di rimanere nella frustrazione delle difficoltà, perché solo se verranno superate le difficoltà che la salita comporta potranno ritrovarsi in cima e vedere un cielo stellato.