Trauma psicologico, quali conseguenze?

Trauma psicologico
Trauma psicologico

TRAUMA PSICOLOGICO. Improvvisamente, nel corso della vita, determinati eventi possono stravolgere l’esistenza delle persone, influenzando profondamente il proprio stato emotivo, cioè come si sentono verso sé stessi e verso gli altri, nell’ambiente in cui vivono e nella loro visione del mondo. Dopo un evento traumatico le persone possono provare un enorme confusione e spesso terrore.

Le reazioni e le risposte dopo un trauma spesso sono vissute in modo così intenso e opprimente che le persone si sentono come se stessero impazzendo. Sentono che la loro vita è completamente cambiata, lì dove vivevano la gioia, la piacevolezza ora vedono un mondo di ombre e vedono una nuvola scura.

Lavorando sull’esperienza traumatica (spesso attraverso l’aiuto di una terapia specifica) puoi superare il trauma e ricostruire la tua vita. Spesso, la persona che ha attraversato questo processo, sente d’essere cresciuta interiormente e di avere trovato in sé la forza che non credeva di avere.

Che cos’è il trauma psicologico?

Un trauma è un qualsiasi evento stressante che, nell’esperienza di chi lo vive stravolge completamente le normali risorse di fronteggiare la quotidianità. Si vive un senso di impotenza, paura intensa e terrore.

Quasi tutte le persone che subiscono un trauma riferiscono che l’esperienza è diversa da qualsiasi altra avuta prima. Si ha la sensazione che tutto il proprio essere sia stato influenzato e si rimane con profonde ferite fisiche e/o emotive.

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Quali sono gli eventi traumatici?

Gli eventi potenzialmente traumatici possono essere classificati in tre gruppi.

  • Azioni umane volontarie. Sono i casi di danno creati dall’uomo di natura intenzionale doloso, frequentemente malvagio, come la guerra, la violenza, i crimini, il terrorismo, i bombardamenti, gli atti di abuso, inclusa la violenza domestica:

    • abuso sessuale: incesto, stupro, esibizionismo, pornografia forzata;

    • abuso fisico: percosse, calci, maltrattamenti, tentativi di soffocamento …

    • abuso psicologico ed emotivo: minacce di abbandono o tradimento, umiliazioni, minimizzazione o negazione dell’abuso, trascuratezza …

    • aggressioni criminali: crimini violenti, accoltellamenti, rapine a mano armata, furto o incursioni …

    • assistere a un omicidio, aggressioni sessuali, maltrattamenti o torture;

    • sparatorie o attacchi da parte di un cecchino;

    • risse;

    • atti di disumanità: isolamento, torture.

  • Azioni umane involontarie. Sono i casi di un evento traumatico dovuto da un errore umano:

    • incidenti automobilistici;

    • disastri su mezzi di trasporto: treni, aerei, metropolitane;

    • incendi, esplosioni;

    • incidenti industriali: crollo di un edificio o di una diga;

    • disastri ambientali: fuoriuscite accidentali di petrolio o di sostanze chimiche;

    • disastri nucleari;

    • incidenti medici: danno chirurgico, amputazione …

  • Disastri naturali:

    • terremoti;

    • tsunami  o maremoti;

    • alluvioni e nubifragi;

    • tempeste, tornado, uragani;

    • eruzioni vulcaniche;

    • carestie;

    • attacchi da parte di animali.

Quando l’esperienza traumatica accade, non c’è tempo per prepararsi mentalmente a reagire e di norma prende il comando il nostro Sistema di Sopravvivenza Fisica. Questo avviene in modo automatico ed è completamente fuori dal nostro controllo, non possiamo influenzarlo o fermarlo.

Come funziona il sistema di sopravvivenza?

Quando il nostro cervello registra un segnale di pericolo o una minaccia alla nostra sicurezza (reale o solo percepita), in una sua zona, chiamata Sistema Limbico, vengono rilasciate delle sostanze chimiche specifiche: i neurotrasmettitori. Questi ultimi fanno attivare il Sistema Automatico per la sopravvivenza. Chiamato Sistema Nervoso Autonomo. All’inizio l’obiettivo è quello di massimizzare le nostre possibilità di contrastare il pericolo o di fuggire da esso (quindi attuare un attacco o una fuga). Per questo una parte del nostro sistema automatico per la sopravvivenza, chiamata Sistema Nervoso Simpatico viene pienamente attivata con l’aiuto di sostanze chimiche. Il Sistema Nervoso Simpatico è deputato per attivare al massimo la capacità del nostro organismo di affrontare un attacco o una fuga. Il Sistema Nervoso Simpatico prepara il corpo così bene che molto spesso le persone possono trovare una tale forza, anche quando sono ferite in modo grave, da non sentire per lungo tempo il dolore causato dal danno fisico. Di solito, se la reazione di attacco/fuga, è riuscita, il Sistema Nervoso si acquieta. A questo punto ci si sente esausti ed è importante prendersi del tempo per riposare.

Quando una reazione di attacco/fuga non è possibile, il sistema automatico per la sopravvivenza possiede un opzione di riserva che è l’attivazione del Sistema Nervoso Parasimpatico. Quest’ultimo congela le reazioni del corpo in modo tale che i muscoli si affloscino oppure si irrigidiscano al massimo con la conseguente perdita di sensibilità verso gli stimoli fisici, simile ad uno stato di morte.

Si può superare un trauma?

Dopo un trauma può essere molto utile comprendere come hai reagito e come esso ti ha danneggiato, così da poter elaborare l’esperienza, darle un senso e adattarla alla propria vita conseguente. Comprendere non significa trovare le risposte a tutte le domande che il trauma ti ha suscitato. Significa piuttosto trovare un modo per integrare l’esperienza traumatica nella tua vita, con lo scopo di poter riavere una vita piena nonostante il trauma e i cambiamenti che ha comportato.

INTERVENTI DEI LETTORI

Buongiorno Dottore,

con questo Tuo articolo hai descritto in maniera molto comprensibile ciò che si intende per trauma psicologico, ciò che possono essere gli eventi che lo provocano e la loro classificazione e come il nostro Sistema di Sopravvivenza Fisica prende in mano la situazione per mezzo del nostro cervello, che si organizza per il da farsi. 

Credo che tutti noi abbiamo avuto delle esperienze traumatiche, più o meno pesanti, sopportabili o meno e metabolizzate con l’aiuto del Sistema Nervoso Simpatico che viene in soccorso, ma quando la reazione attacco/fuga non è riuscita, perchè impossibile, ecco entrare in gioco il Sistema Nervoso Parasimpatico, che ci aiuta anestetizzandoci, in modo da renderci insensibili al dolore, ma quella anestesia durerà per poco, il dolore prima o dopo si farà sentire in modo subdolo, velato, nascosto, scavando, risalendo in superficie, infastidendoci non poco nell’anima e nel fisico. 

Ed ecco servito un trauma in piena regola, mi sembra di capire che i fatti si svolgano così.

Descrivi alla perfezione il mio trascorso quando spieghi “Che cos’è un trauma psicologico?” “Un trauma è un qualsiasi evento stressante che, nell’esperienza di chi lo vive stravolge completamente le normali risorse di fronteggiare la quotidianità. Si vive un senso di impotenza, paura intensa e terrore “. 

Aggiungo io “Non vorresti essere te, il respiro si fa corto, “un qualcosa” ti attanaglia la gola, vorresti scappare da quella situazione, ma non puoi, devi affrontare tutta la disperazione che ti si è attaccata addosso, la sensazione è terribile. 

Ti guardi attorno e non c’è nessun appiglio al quale aggrapparti, in quei momenti sei sola e devi farcela da sola. 

Tutto passa!  Rimangono  però i brutti ricordi, quelli dei momenti bui.

Un giorno Dottore mi hai chiesto se mi sentissi orgogliosa di aver affrontato il tutto ed esserne uscita. 

Si lo sono, ma vorrei anche essere più forte.

A volte quella spiacevole sensazione si ripresenta, sono i brutti ricordi che bussano, “quel qualcosa“ risale alla gola e prontamente lo rimando giù. 

Vorrei arrivare ad espellere “quel qualcosa”, non è impossibile, Tu me lo insegni.

I miei migliori saluti.

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