Psicoterapia breve

Se vuoi conoscere la storia delle prime sedute di psicoterapia puoi cliccare qui: PRIMA PARTE  SECONDA PARTE Dopo i primi tre incontri di psicoterapia la paziente mi aveva ricontattato per vederci un’altra volta. La vidi arrivare da sola. Mi sorpresi perché di solito i pazienti fanno cambiamenti lenti in psicoterapia e, a volte, non vogliono proprio apportare nessun cambiamento reale alla propria vita. Potrà sembrare strano ma se abbiamo appreso un comportamento, che è sempre una forma di comunicazione, l’abbiamo fatto perché ci serviva a qualcosa.

Tutto quello che non ci serve, lo eliminiamo velocemente. Questa paziente non era mai venuta in città da sola; per questo motivo, quando la vidi arrivare, mi aspettavo di vedere dietro di lei l’amica che l’aveva sempre accompagnata. Non vedendo nessuno, capii che aveva fatto il viaggio da sola. Non ancora convinto, appena la salutai glielo chiesi e con grande orgoglio mi rispose che era da sola.

Dall’ultimo incontro erano passate alcune settimane. Mi disse che erano usciti altri “scorci” del suo passato, ma solo “piccole” cose perché il grosso di quello che le era successo, era già uscito nelle settimane precedenti. Il puzzle era completo: ora aveva una visione ed una consapevolezza maggiore della sua infanzia e di quello che le era successo. Mi disse anche che prima di partire era passata dalla madre e le aveva detto che veniva dallo psicologo.

Non glielo aveva mai detto. La madre fece finta di nulla, come se le avesse detto che stava andando a prendere il latte. Già negli incontri precedenti la paziente mi disse che la zia materna soffriva da anni di una depressione molte forte e che sua madre una volta le aveva detto “imparerai a gestire le tue paure e le tue ansie, come ho fatto io”.

Questa ed altre frasi che si era sentita dire nonché le dinamiche della famiglia materna ora le erano diventate molto più chiare. Ora, sentendosi molto più forte, poteva osservare il mondo con occhi nuovi e vedere tutto quello che per anni non era stato in grado di vedere perché troppo doloroso.

 

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Durante i colloqui trascrivo sempre qualcosa: frasi che mi sembrano significative, momenti importanti che il paziente ha vissuto. Mi piace tenere sempre un resoconto delle varie sedute. In tutti i colloqui ci sono frasi che si fermano nell’aria come se avessero un peso, un carico, uno spessore emotivo speciale. Le potrei chiamare “ espressioni chiave”.  Sono farsi che racchiudono un intero mondo e che spiegano cosa sta vivendo o cosa ha vissuto il paziente. In questa terapia le espressioni chiave che ho fissato sono state:

“prima volevo andare bene a tutti….”

“prima avevo una voce che mi diceva: «non ce la puoi fare.…»”

“il mito lo avevo creato io, per giustificare….”

prima ero un personaggio creato dalla testa, ora inizio a conoscermi…..;

Queste sono le frasi che ho ritrovato nei miei appunti. Sono espressioni molto chiare di come la paziente abbia iniziato un percorso di guarigione che la porterà a viversi il quotidiano in modo completamente diverso.

Come ho scritto nel precedente articolo posso solo ringraziare la paziente per avermi dato la possibilità di conoscere quanto la nostra mente sia affascinante e delle potenzialità del nostro inconscio.

Di seguito c’è l’ultima email che mi ha inviato una volta arrivata a casa.

..sono appena uscita dal suo studio e ho la necessità di tradurre in parole le mie sensazioni..ce l’ho fatta!!!…sono riuscita ad arrivare da lei senza essere accompagnata….ho finalmente avuto bisogno solo di me stessa….mi sono finalmente bastata…è una cosa meravigliosa..da provare..la sensazione di libertà guardandomi attorno e poter pensare che domani o dopo ancora posso ritornare da sola senza chiedere a nessuno….quando sono arrivata a destinazione le lacrime mi sono scese come una cascata, interminabili….a dimostrazione della gioia che ho provato in quel momento….ce l’ho fatta….e mi voglio bene per questo…e voglio bene anche a chi ha creduto in me e nella possibilità di farcela …so che il mio cammino non è finito ma è solo all’inizio… so che non si fermerà perché io ora sono consapevole di essere capace…grazie per questo.

Grazie a te C.