Nell’ultimo articolo vi ho raccontato la vita di Mario. Oggi invece vi racconterò la vita relazionale di Anna, la cugina fortunata di Mario e nel prossimo articolo vi racconterò le relazioni di Andrea, il vicino di casa di Mario.

Attaccamento sicuro

Chiameremo la nostra “cavia psicologica” Anna. Supponiamo che Anna abbia appreso un attaccamento di tipo sicuro. Sicuramente il merito va a lei e a chi l’ha accudita. Il merito di Anna è di essere riuscita a gestire i momenti di frustrazione e successivamente di aver trovato una persona adulta capace di prendersi cura di lei. Quando era piccola, nei momenti di stress o quando si sentiva in pericolo aveva appreso che la figura di accudimento era disponibile, pronta a rassicurarla e a soddisfare i propri bisogni. Sulla base di questo schema Anna si sentirà sicura di esplorare l’ambiente e di mettersi alla prova, riconoscendo nella figura di accudimento qualcuno di cui fidarsi e sentendosi accettata e amata sarà capace di amare e di accogliere anche gli altri. Questo schema relazionale una volta appreso verrà riproposto in modo inconsapevole per tutta la vita, sia quando Anna inizierà le scuole, sia quando incontrerà un ragazzo che la corteggerà. Questo schema, per essere confermato e riconfermato dovrà essere riprodotto e diventare inconsapevole. Possedere l’inconsapevole certezza che c’è qualcuno che è pronto a proteggerci, soprattutto quando siamo più vulnerabile e inermi crea quell’immagine di noi stessi caratterizzata dalla sicurezza che porta all’autonomia.

Anna potrà avere una vita relazionale bella o brutta, perché non dipende solamente da lei, ma riuscirà sempre ad affrontarla in modo sicuro.

Già all’asilo Anna si dimostra socievole e riesce a giocare sia da sola, sia con gli altri. Dimostra d’essere capace di gestire la rabbia e quando si fa male o litiga va a farsi consolare dalla sua maestra, che ha individuato come base sicura. Nell’adolescenza ha molte conoscenze ma tra queste ha stretto amicizia con alcune ragazze. Con loro condivide gli stessi interessi, si sente libera di esprimersi e di viversi le proprie emozioni. Ora preferisce il gruppo di amiche per trovare delle conferme e per trascorrere il suo tempo, ma le fa piacere anche “sapere” che, se avesse bisogno di aiuto ci sono sempre i genitori che l’aiuteranno. È capace anche di riconoscere le emozioni e i messaggi che le arrivano dalle altre persone. Avrà alcuni flirt, riconoscendo in Stefano un ragazzo ambivalente che l’attrae e la respinge senza una reale motivazione, in Paolo un ragazzo troppo riservato e chiuso, non capace di trasmetterle quel calore affettivo conosciuto da piccola.  Porterà avanti per alcuni mesi una relazione con Roberto, un ragazzo che passava dal folle innamoramento, a una forma che lei definirà parlando con le proprie amiche più strette, molto simile all’odio puro.

Alla fine si fidanza con Alberto un ragazzo anch’esso sicuro, capace di lasciare spazio ad Anna e di darle quella sicurezza che, la fa sentire tranquilla e rilassata, pronta ad affrontare il futuro assieme ad Alberto. Anna sa bene che le rose hanno le spine e che non è oro tutto quello che luccica, ma ha la consapevolezza che il suo impegno sarà totale e si sente sicura.

Nel prossimo articolo vi parlerò di Andrea, il vicino di casa e coetaneo di Mario.