Pensieri disfunzionali

Mi piace dire ai miei pazienti che siamo come i pesci rossi. Quando lo dico mi guardano e mi chiedono: “stupidi?” oppure, se hanno visto il cartone animato Nemo: “smemorati?”

Né stupidi né smemorati ma come i pesci rossi che nascono nell’acqua e non sanno di viverci. Noi siamo nati con i nostri pensieri (o, se vogliamo, con le parole) e non sappiamo che stiamo costantemente pensando. Siamo immersi nei nostri pensieri come i pesci che sono immersi nell’acqua ed entrambi non ne siamo consapevoli.

Mentre leggi queste righe lo stai facendo: stai pensando. Ma, se ci pensi bene, lo fai sempre e da sempre. Ora starai pensando che non c’è nulla di male, anzi, chi non pensa è uno stupido o è morto. Nulla di più sbagliato perchè come insegna la mindfulness si può prendere le distanze dai propri pensieri e vederli come una parte distaccata da noi. Se lo fai potrai capire una cosa molto importante: che tu non sei i tuoi pensieri, ma che ti rappresenti e rappresenti il mondo attraverso questi.

 

Articoli correlati: Distorsioni cognitiveLa scelta giusta…lettera di una ex paziente Psoriasi e psicosomatica I diversi volti della depressionePerché andare dallo psicologoGiudizio e realtà…una storia zen 

 

Ma che tipo di pensieri fa l’essere umano e quali sono quelli che lo fanno stare male?

 

Pensieri generalizzanti

L’essere umano pensa che se una volta è successa una cosa, allora potrà sempre risuccedere. L’uomo generalizza e la generalizzazione è la prima fonte di malessere per l’essere umano. L’uomo pensa che se una cosa è vera in un caso, lo potrà essere anche in tanti altri casi. Cosa facciamo? Semplifichiamo. Sarebbe più corretto dire che la mente, essendo pigra, non vuole fare fatica e per questo motivo semplifica la realtà attraverso le generalizzazioni.

 

Pensieri categorizzanti

Il mondo è bello perché è vario. Quante volte l’hai sentito dire? Ma alla nostra mente piace semplificare e, in moltissimi casi, divide il mondo in: bello/brutto, buoni/cattivi, semplice/difficile o simpatico/antipatico. Dividiamo tutto e tutti in categorie già belle predefinite per il semplice motivo che è facile e ci costa poca fatica.

 

Lettura del pensiero

Quante volte hai avuto l’impressione di comprendere le persone, magari senza prima conoscerle? Capire cosa pensano o, meglio, pensare di capire quello che pensano. Magari in alcune occasioni hai pensato di non andare bene, perché qualcuno ti guardava in certo modo. Stavi facendo la più classica delle distorsioni cognitive: la lettura del pensiero. Magari stavi proiettando le tue insicurezze su un’altra persona. Per capire realmente le persone bisogna parlarci ma, soprattutto, bisogna imparare ad ascoltarle. Forse c’è un motivo perché abbiamo una bocca sola e due orecchie…

 

Pensieri assolutistici

Ogni volta che ti accorgi di dire: “mai”, “sempre”, “tutti”, “nessuno”, fermati! Fermati perché stai commettendo un altro grave errore. Ti stai dimenticando che la realtà e la natura in generale prediligono l’unicità, la peculiarità e non gli assolutismi. Se siamo arrivati fino ad oggi e non ci siamo estinti prima è grazie alle nostre peculiarità e non perché siamo “tutti” oppure “nessuno” uguali.

 

Pensieri di confronto

Confrontarsi con gli altri potrebbe essere considerato lo sport mondiale delle persone. Quante volte avrai sentito dire a tuo figlio dopo aver preso un brutto voto: “ma Luca ha preso meno”. Lo abbiamo fatto tutti e molti lo fanno ancora con colleghi di lavoro o amici. Il confronto positivo o negativo serve solo a non vedere le differenze ma a porsi sopra o sotto gli altri. Non è importante che tu stia sopra o sotto perché ti stai perdendo le differenze tra te e gli altri e le differenze non sono né positive né negative, sono solo differenze.

 

Pensieri catastrofici

Molte persone vedono solo nero e, per la verità, non sono solo i depressi. Queste persone hanno l’abitudine di focalizzarsi solo sugli aspetti negativi. Sono quelle persone che dicono: “non ce la farò mai”, “è terribile”, “è troppo difficile”. Se è troppo difficile dovresti essere solo che felice perché solo se riuscirai a superare i tuoi limiti potrai sentirti più forte e meglio con te stesso. Dico sempre ai miei pazienti di stare ben lontani dalle cose semplici perché non imparano nulla. È meglio confrontarsi con le cose difficili perché ci insegnano sempre qualcosa.

E tu, quali pensieri fai che ti rendono infelice?