Anoressia Bulimia

Che correlazione ci può essere tra anoressia nervosa, bulimia e intelligenza emotiva?

A questa domanda hanno cercato di dare una risposta gli psicologi americani facendo uno studio longitudinale (condotto per diversi anni) con gruppi piuttosto ampi di adolescenti. Questi studi volevano, far emergere se la presenza di genitori dominanti era una variabile che influenzava il comportamento alimentare dei figli. Oltre a ciò, attraverso questi studi è stato possibile identificare l’insieme delle condizioni che favoriscono il problema.

Uno studio di questo tipo venne condotto su un campione di novecento adolescenti. Lo studio fece emergere che gli adolescenti che soffrivano di un disturbo alimentare, anoressia o bulimia, soffrivano anche di una forma di carenza emozionale – in particolare l’incapacità di individuare i sentimenti dolorosi e di poterli controllare. Lo studio fece emergere che queste carenze emozionali erano un fattore chiave che conduceva all’insorgere di disturbi alimentari. Lo studio fece emergere anche che le ragazze bulimiche e anoressiche, reagivano agli insuccessi, alle difficoltà ed alle seccature con forti sentimenti negativi che non riuscivano a placcare. Inoltre emerse che le stesse ragazze avevano una consapevolezza molto bassa di quello che gli stava succedendo. Quando queste due tendenze emozionali, stress e poca consapevolezza dello stato emotivo venivano associate ad un sentimento d’insoddisfazione per il proprio corpo, l’esito era l’anoressia o la bulimia.

Lo stesso studio fece emergere che la presenza di genitori dominanti non influenzava il comportamento alimentare delle figlie e nemmeno una precoce pubertà o una bassa autostima.

La catena causale messa in luce dallo studio, fece emergere che gli effetti prodotti sulle giovanissime adolescenti di una società ossessionata dalla magrezza innaturale come simbolo di bellezza era fonte di anoressia e bulimia. Inoltre lo studio fece emergere che le adolescenti erano già sensibili al loro peso corporeo prima dell’adolescenza, già a sei sette anni.

Le ragazze che soffrivano di un disturbo alimentare dimostrarono d’avere una scarsa consapevolezza dei propri sentimenti e dei segnali del proprio corpo, questo era il più marcato fattore predittivo del fatto che avrebbero sviluppato un disturbo alimentare nell’arco di due anni.

Secondo la psicologa Gloria Leon un trattamento efficace per queste ragazze deve includere un certo recupero delle abilità emozionali di cui sono carenti, «queste ragazze hanno bisogno d’imparare a riconoscere i propri sentimenti e di apprendere i metodi per rasserenarsi senza usare il cibo come sostituto».