Perché provo ansia?

Pochi giorni fa un amico mi disse: “Mi sono alzato l’altro giorno con una forte ansia. Non riesco a spiegarmela perché la mia vita va molto bene. Ho da poco un lavoro a tempo indeterminato, una relazione da molti anni con la mia compagna che va bene, la salute, degli amici e delle passioni, ma lo stesso sto vivendo una forte ansia. Non riesco a capire perché…

Nulla di strano perché l’ansia “patologica” non è mai causata da un pensiero razionale o da un evento concreto. L’ansia “patologica” non ha nulla di razionale e la causa è inconsistente: c’è ma non la riusciamo ad afferrare.

Il mio amico (voglio precisare che la conversazione con il mio amico è avvenuta realmente) aveva cercato fin dall’inizio del suo malessere di trovare il motivo di questo disturbo. L’aveva cercato nelle cose che secondo lui non andavano e mi aveva raccontato che, secondo lui, la causa della sua ansia poteva dipendere dalla saluta precaria della madre. Ma la madre non stava bene da molti anni ed il suo stato di salute non era peggiorato nell’ultimo periodo. Aveva cercato di capire la causa dell’ansia prendendo in considerazione la relazione con la compagna ma non riusciva a vedere cosa non andava.  Sapeva anche lui che non erano quelle le cause perché erano cose di poco conto. Il mio amico aveva cercato di dare ordine ai propri pensieri, di “normalizzare” il suo malessere e di spiegarlo con un semplice schema di “causa – effetto”.

Siamo abituati a spiegare tutto con questo semplice schema di “causa – effetto”. Siamo stati abituati a spiegare il mondo fisico esterno, ma anche il nostro mondo interiore. Ce l’hanno insegnato a scuola: il metodo scientifico sta alla base del nostro sapere e si basa sui fenomeni di “causa – effetto”. Nessuno, però, ci ha insegnato che il nostro mondo interiore non segue sempre questa semplice regola. Le nostre emozioni più intime, soprattutto la paura e la rabbia, non sono sempre scatenate da qualcosa di reale. Possiamo provare paura anche solo pensando di non essere capaci: se non ci sentiamo capaci è facile che la paura si faccia viva nei nostri pensieri.

Ecco a cosa dobbiamo stare attenti.

Molto spesso l’ansia è dovuta ad un’immagine di noi stessi incapace d’affrontare una determinata situazione.

Invece di cercare le cause di uno stato d’ansia, si dovrebbe imparare a capire di cosa non ci sentiamo capaci. Dalla mia esperienza il più delle volte l’ansia è dovuta ad una incapacità di accettare il naturale sviluppo di crescita. Una volta venuti al mondo siamo obbligati a crescere, non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Non tutti, però, sono disposti a farlo e a volte non sono messi nelle condizioni di farlo.

 

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Crescere non vuol dire solo avere un lavoro o essere capaci di vivere da soli; crescere vuol dire anche sentirsi capaci di dare la vita e prendersi cura di una persona che per un lungo periodo della sua vita sarà al 100% dipendente da te. La vita è fatta di cicli ed ad ogni ciclo ci viene chiesto un nuovo adattamento; ci dobbiamo adattare a qualcosa di nuovo che non conosciamo. Tutto quello che è nuovo, però, ci fa paura, solo per il fatto che è nuovo. Quando ci blocchiamo in una fase e non abbiamo il coraggio (unico antidoto alla paura) di affrontare il “nuovo”, iniziamo a provare un forte disagio.

Nella stragrande maggioranza dei casi, il più grande scoglio che incontrano le persone è il passaggio dall’essere figlio a genitore. Non è difficile capirlo visto che fin da quando nasciamo siamo figli ed il passaggio al ruolo di genitore non ci viene insegnato da nessuno.

Ritornando al mio amico, un giorno mi disse che la compagna insisteva per avere un figlio e lui, pur faticando a prendersi questa responsabilità, aveva deciso di condividere comunque questa scelta. Me lo disse come se fosse una cosa del tutto accettata ma venni a sapere solo successivamente che, in quel periodo in cui il mio amico soffriva d’ansia, la compagna aveva avuto un ritardo. Solo dopo che il ritardo si dimostrò tale, la sua ansia, come d’incanto, svanì….