Come affrontare la tua paura

Paura. In questo articolo ti racconterò quanto sia importante sentirsi soli per stare bene. Inizio a dirti che bisogna demonizzare l’idea che la solitudine è sbagliata, che le persone sole sono “sfigate” e che chi si sente solo è una persona triste, depressa o, peggio, malata. In questo articolo non ti parlerò delle persone isolate o emarginate, bensì di una solitudine interiore, molto più importante e forte perchè è una solitudine che ci fa sentire adulti capaci.

In questo articolo voglio esaltare la solitudine o, meglio, esaltare quelle persone che sono riuscite ad affrontare la propria angoscia di separazione. Ti chiederai se sono impazzito, ma sono sicuro che alla fine della lettura mi darai ragione.

Perché pensiamo che la solitudine sia “out”?

Principalmente per un fattore culturale. Fin da quando sei andato a scuola, ti hanno detto che devi farti degli amici e che non devi restare da solo. Chi sta da solo ha dei problemi relazionali, non è simpatico o, peggio, prova rancore nei confronti dell’altro.

 

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Stare da soli non vuol dire non avere relazioni, bensì avere una bellissima “relazione” con se stessi. Vuol dire essere in assoluta armonia, accettarsi e, soprattutto, sentirsi forti.

Ebbene sì!

solo le persone che si sentono forti, con una buona autostima e che si accettano, riescono a stare da soli.

Partiamo dal principio che l’essere umano è un animale sociale, quindi, sta bene assieme agli altri. Ma stai attento a non fare l’errore di pensare che solo assieme agli altri si può stare bene.

Se prendi in considerazione la tua genesi, potrai notare che per nove mesi sei stato in stretto simbiosi con un’altra persona. Dopo, per alcuni anni hai avuto bisogno di qualcuno per poter sopravvivere; successivamente la vita ti dovrebbe avere dato la forza per individualizzarti e dovresti aver appreso l’importanza di essere un essere unico, ma, per fare tutto questo, dovresti aver superato la paura di essere da solo.

Purtroppo, nessuno ci insegna che siamo unici e, per questo, difficilmente assimilabili agli altri.

Prima imparerai a restare da solo e sentirti unico, prima imparerai ad affrontare le tue paure. Freud, aveva visto lontano quando scrisse che la prima emozione che un bambino prova è l’angoscia di separazione. Niente di più vero: la prima emozione che proviamo è una fortissima paura, ed è la paura di essere lasciati soli. Bene! Se questo è quello che proviamo nelle prime fasi di vita, non dobbiamo fare altro che superarla.

Non di rado, nella mia professione di psicoterapeuta vedo persone adulte che vivono costantemente questa paura e, a causa di tale sentimento, si complicano enormemente la vita. Vedo persone che non riescono a lasciare la famiglia d’origine (in molti casi è la famiglia che fa di tutto per non lasciarli andare) e non si conoscono perché rimangono degli eterni bambini. Vedo persone che non lasciano un partner distruttivo solo per paura di ritrovarsi soli.

Dico a tutte queste persone che l’unica cosa che li blocca è la paura. Una paura cosi grande che si trasforma in angoscia, che hanno già conosciuto ma ora le cose sono cambiate e non sono più in pericolo se la affrontano.

Per superare una paura bisogna solo fare il contrario di quello che la paura ci porta a fare. Se ho paura di un cane, la mia reazione sarà quella di allontanarmi. Se voglio imparare  a superare la mia paura non mi devo allontanare, bensì avvicinarmi. Ora non voglio scendere nella tecnica della desensibilizzazione sistematica delle fobie, ma l’importante è non assecondare la paura ma reagire e fare il contrario.

La paura della solitudine è la principale causa dell’ansia e degli attacchi di panico. Chi non ha appreso a rimanere con se stesso ed ha sempre bisogno di qualcuno per sentirsi al sicuro, è di sicuro un potenziale ansioso patologico e non mi stupisco se nella vita proverà la terribile esperienza dell’attacco di panico.

Come superare la paura di rimanere da soli?

Premetto che non apprendiamo mai nulla in modo veloce o senza fare fatica. Tutto quello che hai imparato lo hai appreso lentamente e facendo anche fatica. Anche questa competenza avrà bisogno di tempo ed energia. Ma non ti demoralizzare, perché il risultato finale ti farà sentire bene, anzi, ti assicuro che ti farà sentire unico.

Ti consiglio di scrivere una lista di tutto quello che ti potrà succedere se decidi di percorrere questa strada. Se decidi di lasciare il compagno o di allontanarti dalla tua famiglia d’origine, scrivi cosa immagini possa succedere. Analizza punto per punto quello che hai scritto ed inizia ad eliminare tutte le fantasie negative che ti accorgi che non si realizzeranno mai. Metti in pratica una serie di comportamenti o di atteggiamenti adeguati. Alla fine rimarranno solo dei punti pratici e, se li analizzi bene, ti accorgerai che sono passi evolutivi che le persone adulte affrontano quotidianamente.

Ora, sta a te decidere se essere una persona adulta o rimanere in eterno un infante nel corpo di un adulto, avvolto da un mantello chiamato “ansia”.

Anche in questo caso il libero arbitrio fa la differenza.

Buon cammino a tutti quelli che decidono di diventare grandi dentro… prima che fuori.