Cosa è l’ipnosi?

28 Dicembre 2011

Ipnosi Padova - Mestre

Prima di dare una definizione di cosa è l’ipnosi bisogna dire cosa non è l’ipnosi.

Purtroppo ancora oggi l’ipnosi è avvolta in un fitto alone di preconcetti popolari e non solo. Il motivo di questa disinformazione è dovuto principalmente ai mezzi di comunicazione e in particolare alle televisione. Quando si parla di ipnosi in tv di solito gli autori delle trasmissioni chiamano dei mestieranti che espongono le proprie idee e fanno passare il messaggio che l’ipnotizzatore ha poteri paranormali e una volontà tanto forte da piegare quella del soggetto.

In realtà il soggetto nello stato di ipnosi è sempre libero di accettare o rifiutare qualsiasi suggestione ed è assolutamente impossibile fargli fare qualcosa contro le proprie convinzioni ideologiche o morali. Tra i preconcetti popolari c’è anche la credenza che in ipnosi ci sia una completa perdita di coscienza. Molto spesso questa perdita di coscienza è intesa come una anestesia generale del corpo e con una amnesia post ipnotica. Se non ci sono queste due condizioni la gente comune è portata a credere di non aver vissuto uno stato ipnagogico.

Nella realtà terapeutica invece l’amnesia post-ipnotica non corrisponde all’abolizione della coscienza, ma ad una interruzione di continuità tra stato di trance e stato di veglia e si è sempre assolutamente consapevoli, con l’assoluta libertà di scelta di qualsiasi cosa si faccia o succeda quando si è in trance. Molto spesso l’amnesia post-ipnotica in terapia è inutile e a volte anche dannosa. Ha valore solo in quei casi in cui compare spontaneamente e in modo selettivo, dando in questo modo indicazioni importanti al terapeuta.

Purtroppo i preconcetti non sono solo popolari ma troviamo anche preconcetti accademici. Il più diffuso è che lo stato di ipnosi sia una tecnica che ha come unico scopo quello di somministrare delle suggestioni.

Tali suggestioni hanno lo scopo di modificare il comportamento o eliminare un sintomo. Alcune scuole di pensiero asseriscono che esistono alcune ipnosuggestioni specifiche, malattia per malattia o per specifici sintomi. La conoscenza di queste ipnosuggestioni conferirebbe all’ipnoterapeuta il potere di guarire questa malattia o quel sintomo.

Anche questo preconcetto deriva dalle concezioni ottocentesche, che vedeva la persona in trance come uno schiavo totalmente succube dell’ipnotizzatore.

Chiaramente se vogliamo sapere dove siamo arrivati bisogna guardare indietro e vedere da dove siamo partiti.

La ricerca e l’utilizzo dell’ipnosi in Psichiatria e in Psicologia ci deriva dagli studi di Charcot e di Freud che la abbandonò subito, preferendola alle libere associazioni. Questo causò un rapido declino dello studio sperimentale dell’ipnosi nel vecchio continente. Trovò invece spazio e interesse negli Stati Uniti dove ebbe modo di crescere. In Italia e più in generale in Europa le odierne conoscenze risultano superate e limitative, per non dire anacronistiche. Il mondo accademico e di conseguenza anche l’immaginario collettivo non sanno che l’ipnosi moderna è nata dopo Freud. L’ipnosi moderna deriva dal lavoro di M.H. Erickson (1901-1980).

Secondo Erickson l’ipnosi è uno stato mentale naturale che si sviluppa spontaneamente o può essere indotto con particolari tecniche.

L’ipnosi non è altro che un processo del tutto naturale. La parola ipnosi è solo un termine con il quale indichiamo una forma di comunicazione cha ha l’obiettivo di amplificare le nostre risorse.

Nel 1958 Erickson definiva così l’ipnosi “uno stato di attenzione e ricettività intensificate e di accresciuta reattività a una idea o a una serie di idee”.

L’ipnosi non è uno stato anomalo o alterato, ma è uno stato che ci accompagna in molte delle nostre esperienze quotidiane.

Pensiamo che il nostro stato di coscienza sia sempre lucido e coerente, ma è stato dimostrato in alcune ricerche americane che le capacità dell’attenzione seguono un ritmo interno che si chiamo ultradiano.

Il ciclo ultradiano segue quello circadiano (sonno – veglia) e ogni ora e mezza sviluppiamo spontaneamente una alterazione dello stato di coscienza in altri fenomeni ipnotici. Alla luce delle nuove scoperte neuropsicologiche possiamo distinguere tre stati mentali: lo stato di veglia, di sonno e di ipnosi.

Se vogliamo fare una distinzione dei tre stati possiamo definire:

  • Lo stato di veglia come un modo consapevole di comunicare verso la realtà esterna.
  • Lo stato di sonno come una situazione di comunicazione prevalentemente intrasoggettiva.
  • Lo stato di ipnosi come una comunicazione non consapevole rivolta verso l’interiorità.

Nello stato di coscienza l’attenzione è rivolta all’esterno, anche se continuamente manteniamo un flusso costante di feedback intrasoggettivo, fatto di elaborazione e trasformazione.

Nello stato di ipnosi invece l’attenzione è rivolta più all’interno che non all’esterno.

Bisogna chiarire che nello stato di ipnosi si continua a percepire il mondo esterno e posso concentrarmi sui rumori che provengo da fuori come il rumore delle macchine, voci di passanti o suoni che la natura  ci offre come il canto di un uccello. Allo stesso modo mi posso concentrare sul mio passato, su una situazione particolare o concentrarmi sulla mia  immaginazione.

Il direttore della SMIPI (Scuola Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi) Riccardo Arone di Bertolino, ama ripetere alle persone che mettono in dubbio d’essere stati in trance perché continuavano a sentire i rumori e il mondo esterno, “tutto questo è normale, perché solo chi è morto non sente nulla”.

Erickson definiva così l’inconscio “la mente inconscia è quella parte della mente che si occupa prevalentemente del pensiero simbolico nel quale non vi è alcun bisogno di un orientamento verso la realtà esterna……la mente inconscia è il deposito di tutte le nostre esperienze della personalità, delle cose apprese dalla personalità e degli atteggiamenti della personalità”.

Una testimonianza di un paziente dopo la terapia:

Quando finisce una terapia

Le lettere di Pietro

Santa respirazione!!!

Come affrontare le nostre paure

Una terapia psicologica riuscita

Bibliografia:

  • Erickson M. H., 1982, La mia voce ti accompagnerà, Edizione Astrolabio, Roma
  • Erickson M. H., 1985, La ristrutturazione della vita, con l’ipnosi, Edizione Astrolabio, Roma
  • Arone di Bertolino R., 2003, L’ipnosi per un medico, Edizione Martina, Bologna
  • Erickson M. H., Rossi E. L., Rossi S. I., 1976, Tecniche di suggestione ipnotica, Edizione Astrolabio, Roma

Dr. Ceschi Psicologo Padova – Vicenza – Mestre