Autoipnosi

04 Dicembre 2011

Autoipnosi

Sempre più spesso mi arrivano delle email con la domanda specifica di come si fa l’autoipnosi.

Partendo dalla famosa affermazione di Erickson che l’ipnosi non esiste perché tutto è ipnosi, non servirebbe rispondere a questa domanda. Ma questo è un paradosso che Erickson amava fare.

La stessa figlia di Milton, Betty Erickson, ha strutturato una tecnica tanto semplice quando efficace per entrare velocemente in uno stato ipnotico. Una tecnica così semplice che tutti la possono imparare.

Tale tecnica è stata chiamata 5-4-3-2-1.

La tecnica si basa su due principi fondamentali del modello ericksoniano il “yes set” e il “ricalco” .

Ma senza annoiarvi con la teoria passiamo alla pratica.

Semplicemente una volta trovato un ambiente confortevole e una posizione comoda, iniziamo con ripetere mentalmente quattro affermazioni verificabili (4.AV) e una non verificabile (1.ANV). Bene.

Il passo successivo è di ripetere mentalmente tre affermazioni verificabili (3.AV) e due non verificabili (2.ANV), continuiamo così con due affermazioni verificabili e tre non verificabili fino ad invertire le affermazioni verificabili con quelle non verificabili.

Facciamo un esempio pratico così puoi iniziare subito. Poi potrai crearti un modello tutto tuo.

 

4 AV: sono seduto, e sto leggendo questo articolo, ascolto i rumori dell’ambiente circostante e sento la temperatura della stanza dove sono,

1 ANV:  ed inizio a sentire un cambiamento interno,

3 AV:  sento le parti di contatto del mio corpo sulla poltrona e la temperatura delle mani e la tensione dei muscoli attorno agli occhi,

2 ANV: e mentre sento tutto questo percepisco uno stato di rilassamento e un cambiamento della pressione sanguigna

2 AV: e mentre sento la pressione dei piedi sul pavimento  e sento la temperatura che hanno,

3 AVN:  continuo a rilassarmi più profondamente e la temperatura interna del mio corpo è cambiata ed inizio a percepire un cambiamento di tensione interna.

1 AV: e mentre continuo a leggere

4 AVN:percepisco dei cambiamenti interni e mi abbandono a un rilassamento sempre più profondo e la mia pressione sanguigna si è stabilizza come il mio respiro.

Bene! L’esercizio non ha scopo terapeutico. Se dovessi provare un significativo disagio a livello emozionale o fisiologico si consiglia di rivolgersi a uno ipnoterapeuta.

Dr. Ceschi Psicologo Padova – Mestre