Quando finisce una terapia psicologica?

20 ottobre 2014

Quando finisce una terapia psicologica

Quando termina una terapia psicologica?

Il caso di Pietro (nome di fantasia) un mio ex paziente, ma preferisco chiamarlo una persona vera che ha molto da insegnare a tutti noi, può far comprendere cos’è la terapia ipnotica ericksoniana e come si svolge questo intervento psicoterapico. La sua testimonianza, raccolta nell’arco di un anno e mezzo circa,  può far capire bene cosa vuol dire terminare una terapia psicoterapeutica continuando ad usufruirne in maniera autonoma. 

Questa è la prima lettera di cinque che Pietro mi ha spedito nell’arco dell’ultimo anno. Il percorso individuale di Pietro era iniziato mesi prima. La lettera mi fu spedita dopo la pausa estiva che avevamo concordato come primo momento di pausa dai nostri incontri.

Avevamo concordato assieme di non prendere un altro appuntamento, inoltre, avevo rassicurato Pietro dicendogli che quando voleva poteva chiamarmi e fissare un colloquio.

 

Agosto

Titolo:Buone Vacanze

Dottore buon giorno, come sta?
Qui tutto bene, le ferie sono passate e sono rientrato al lavoro in un periodo di ritmi piuttosto bassi e quindi bene così, la prossima settimana faremo alcuni giorni in montagna a Lappago, un paesino sperduto della Valle Aurina, sicuramente l’aria sarà fresca e frizzante.
I primi giorni successivi all’incontro del 23 luglio non sono stati buoni, anche durante il colloquio stesso, mentre in qualche modo ponevo fine ad un ciclo, pur preventivando e volendo una continuazione del rapporto, le sensazioni sono state tutt’altro che buone. Mi sono detto ahi!! è troppo presto. Poi ho pensato, invece, che potesse essere abbastanza naturale quando si decide di non fare più uso del bastone, sentirsi un po’ spaesati, ma poi ci si abitua. Ed in effetti è stato così, ora le cose vanno meglio e ho ripreso buona parte dell’equilibrio perduto.
Mi sto concentrando con grande gioia e impegno sull’ultimazione dei lavori di missaggio del cd e ora, finalmente, vedo la fine del lavoro abbastanza vicino, ho preso contatti con le tipografie per la stampa, il cd master dovrebbe essere pronto in una settimana o due, ho iniziato a predisporre le pratiche per l’associazione alla SIAE, insomma mi sento vicino ad un traguardo e questo mi rende felice. Mia moglie è molto comprensiva e mi lascia lavorare, spesso lei e il bambino escono da soli! Poi dovrò recuperare un po’ ma il tempo che passiamo insieme è comunque sereno e piacevole. So che lei è in ferie e quindi le auguro un buon riposo, ci vediamo alla fine dell’estate, la contatterò più avanti. La ringrazio davvero molto per ciò che ha fatto sinora, sento che qualcosa è davvero cambiato nell’intimo, mi sento più maturo e consapevole ma soprattutto mi sento addosso quella forza necessaria per scegliere ciò che è bene per me. Buone vacanze, a presto. Pietro

Forse è sempre troppo presto per terminare una terapia psicologica e Pietro aveva vissuto il distacco in modo narcisistico pensando che tutta la responsabilità fosse sua ma allo stesso tempo si era sentito capace di sopportarla. Vedere la psicoterapia come una stampella fa pensare a qualcosa di rotto. Forse in Pietro si era rotto qualcosa e negli incontri aveva trovato un modo più sicuro per andare avanti. Nel momento in cui le ipotetiche “lastre” stavano dimostrando che la rottura si era ricomposta, mi è sembrato giusto alleggerirlo di un peso e di un ingombro inutile.

Nei prossimi articoli potrai leggere come Pietro ha portato avanti le proprie attività sia quelle individuali come la musica sia quelle familiari e lavorative. Ti posso assicurare che Pietro che per il momento non conosce ancora il suo potenziale farà molte cose in questo anno e mezzo.

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