Una terapia psicologica riuscita

17 novembre 2014

Terapia ed ipnosi

E siamo giunti all’ultima lettera di Pietro.

Hai letto le altre?

Ti consiglio di leggere come Pietro ha affrontato questo anno e mezzo dalla fine dell’ipnositerapia ad oggi. Prima di leggere l’ultimo aggiornamento che mi ha inviato, ti consiglio, se non conosci Pietro, d’iniziare dal primo articolo che paradossalmente contiene la parola fine, perchè per iniziare bisogna prima finire.

Articoli correlati: Quando finisce una terapiaLe lettere di PietroSanta respirazioneCome affrontare le nostre paure.

Questa ultima lettera è piena di speranza per tutti quelle persone che “combattono” ogni giorno, contro qualcosa o qualcuno. Quando parlo di combattere intendo stringere i denti per riuscire in qualcosa o per cercare di trovare un contatto, un punto in comune con le altre persone. In un articolo precedente avevo scritto che una volta venuti al mondo non possiamo più fermarci. Siamo geneticamente programmati per andare avanti. L’andare avanti, il progredire costa sempre un certa dose di fatica e d’impegno, forse, è l’impegno e la fatica che ci fanno sentire vivi.

Questa serie di articoli nascono dopo aver pubblicato una lettera di un paziente: Le piace il suo lavoro? Quando è il paziente a chiederlo al dottore.  Dopo aver pubblicato la lettera di Fabio, mi sono ricordato l’ultima lettera di Pietro che io ho intitolato: come affrontare le nostre paure. Anche se erano passati un po’ di mesi, ho scritto a Pietro se era d’accordo di pubblicarla. La sua risposta la potrai leggere di seguito, ma andando a cercare tra la posta, ho ritrovato tutte le lettere che mi aveva scritto. Mi sono accorto subito che mi ricordavo solo una piccola parte del percorso di Pietro, ma che in verità il percorso iniziava molto prima, da quando avevo tolto la stampella della psicoterapia a Pietro, perchè mi ero accorto che poteva camminare con le proprie gambe. Ora posso dire che da solo Pietro ne ha fatto di strada e nel suo percorso mi ha insegnato tanto anche a me. 

Settembre

Titolo: Risposta al 2 di Maggio passato…

Ciao Giancarlo,

che piacere sentirti!

Io sto bene, prima di Natale nascerà Giordano, mia moglie e mio figlio stanno bene stanno bene, ho iniziato a collaborare con un casa discografica di Milano che produrrà e distribuirà le mie canzoni in 600 store mondali di musica digitale, è solo un primo passo ma sono felice, cosa posso volere di più! 

L’ansia e il panico sono ormai lontani ricordi, ma se anche dovessero tornare ormai so come batterli perché mi sento ogni giorno più forte.

Ti racconto questa: ieri ero al bar, seduto al tavolo, pausa pranzo con dei colleghi, ad un certo punto sento un po’ la testa che gira, qualche problema di equilibro, la vista che balla un po’ … No, non è possibile, ci risiamo!!! … comincio a respirare di pancia ma niente, caspita! non mi fai paura, so cosa sei e tra un minuto te ne andrai …  ma niente ….  poi mi giro sulla sinistra e vedo che la mia collega aveva appoggiato il piede sulla mia sedia e continuava a dondolarsi freneticamente … sono scoppiato a ridere … gli altri non hanno capito ovviamente ma mi hanno raccomandato di prendere un po’ di ferie.

Ho letto la mail che hai pubblicato e la trovo una bellissima idea; certo che puoi pubblicare anche la mia, ne sono onorato.

Spero davvero che tu stia bene.

In attesa di rileggerti.

Un abbraccio.

Pietro.

Quando lessi questa risposta ho pensato che Pietro ha molto da insegnare a tutti noi.

Pietro non è più venuto in studio, ma è come se non fosse mai uscito. Sembra quasi che in questo anno e mezzo non sia mai uscito dallo studio e che continui a viversi i nostri incontri nella sua intimità più profonda. Uno degli ultimi libri pubblicati da Milton Erickson ha il suggestivo nome “La mia voce ti accompagnerà”, nulla di più esemplificativo per far capire cos’è la psicoterapia ipnostica ericksoniana.