Valori e scelte

Hai capito che i valori sono il modo in cui fai le cose, che non li puoi possedere o descriverli con il bagaglio verbale che possiedi.

Se fossimo dei matematici potremmo dire che le parole stanno all’essere umano come l’acqua sta ai pesci. Come i pesci, conosciamo solo il nostro mondo e non ci sono alternative. Abbiamo iniziato a vivere quando abbiamo iniziato a parlare e riusciamo a dare senso a quello che viviamo solo attraverso il linguaggio.

I valori sono qualcosa di più di pure e semplici parole. I valori sono vitalizzanti, danno energia, sono come una luce bianca che ci spinge a fare delle scelte per seguire una direzione.

I valori ci portano a scegliere, e scegliere non vuol dire decidere o giudicare. Quando si decide o si esprime un giudizio, usiamo i parametri della razionalità. Nella decisione valutiamo le diverse prospettive usando la categorizzazione per assoluti: meglio/peggio, buono/cattivo o bello/brutto, e secondo ciò che si vuole, si fa una scelta.

Per esempio, questa sera potrai decidere di mangiare carne oppure pesce. La tua mente inizierà a valutare la scelta da farti prendere. Inizierà a portarti in giro pensando che il pesce è più salutare della carne. Allo stesso modo potrai valutare che la carne costa meno del pesce. la tua mente ti porterà a scegliere se mangiare un hamburger o il petto di pollo oppure se mangiare del salmone o un’orata. In sostanza stai valutando i pro e i contro e arriverai alla tua decisione.

Prendere decisione e giudicare, nel 90% dei casi funziona e funziona anche bene. Poter usare quest’abilità della mente è meraviglioso. È la stessa abilità che ci ha permesso di adattarci e di svilupparci in modo armonioso.

Ma non è sempre così. I giudizi in molti casi non funzionano così bene e in altri non funzionano per nulla.

Di sicuro non funzionano con i valori.

Nell’esempio precedente, quando dovevi scegliere cosa mangiare, hai utilizzato una valutazione. Tieni presente che per valutare una cosa si deve avere una “misura”. Alla base della valutazione c’è l’unità di “misura” imprescindibile dalla valutazione.

Ora stai attento a questa domanda.

Se per valutare abbiamo bisogno di una “misura”, per quanto riguarda la “misura” di per se stessa, come hai scelto la tua “misura”?

Scegliere una “misura” è in sé un giudizio, (o almeno molto spesso lo è) questo significa che esiste un’altra “misura” che non dipende dal giudizio e che ci può aiutare nelle scelte.

I valori sono il nostro posto dove fermarci: i valori non sono giudizi, i valori sono scelte.

Una scelta però che non è legata a nessun parametro valutativo verbale, ma esperienziale. Questa definizione non si discosta molto dal concetto di stato ipnagogico o ipnosi, non vi pare?