Tenersi per mano, una comunicazione profonda

tenersi per mano
Comunicazione non verbale

Tenersi per mano è un gesto nutrito dall’intimità che esprime e conferma il modo di procedere fianco a fianco.

Tenersi per mano una comunicazione profonda

Una mano che si intreccia con l’altra è una comunicazione non verbale, va cioè oltre le parole, perché a volte le parole stentano ad arrivare o non bastano oppure la sintonia e l’armonia di coppia bastano. Il gesto del prendersi la mano arriva dritto al cuore e accarezza con gentilezza l’anima.

Non solo può rappresentare una vera e propria terapia contro il dolore, aiutare a ritrovare l’equilibrio affettivo e fisiologico della coppia.

Un esperimento scientifico

La scienza ce lo dimostra con una ricerca condotta su 22 coppie eterosessuali di età compresa tra i 23 e i 32 anni.

Le coppie sono state divise in tre gruppi, al fine di valutare gli effetti psicofisiologici del contatto fisico.

In un gruppo le coppie sono state divise in due stanze separate.

In un gruppo le coppie sono rimaste insieme nella stessa stanza, ma senza avere la possibilità di avere contatto tra di loro.

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Infine, in un gruppo le coppie dovevano tenersi la mano tra loro per tutta la durata dell’esperimento.

Inoltre quest’ultimo gruppo veniva sottoposto ad un’altra variabile. La variabile consisteva nel dare uno stimolo doloroso al braccio della donna. L’esperimento ha dimostrato che le donne che hanno mantenuto il contatto fisico, con il compagno, hanno riferito la minor percezione di dolore. Inoltre è emerso che in queste coppie avveniva un ripristino della sincronizzazione dei parametri vitali, battito cardiaco, respiro e sincronizzazione delle onde cerebrali. Questo studio evidenzia che la sincronizzazione può essere ripristinata, se uno dei due percepisce dolore, se vi è empatia tra i partner.

La ricerca ci ricorda l’importanza delle relazioni affettive autentiche.

L’importanza dell’empatia nella coppia

Quando si vive una circostanza spiacevole o si vive una paura, condividere attraverso un contatto fisico spontaneo e sincero, con una persona affettivamente importante, può fare la differenza.

Tenersi per mano oggi ha un effetto più forte che mai. Riflettiamoci meglio. A fronte delle nuove regole di contatto post-pandemia e delle limitazioni di vicinanza che abbiamo dovuto seguire. Tenere per mano il partner rappresenta un vero e proprio esercizio di stile dell’amor gentile.

Marco Pacori, psicologo, esperto di Linguaggio non verbale ci insegna che “ il palmo è una zona fortemente erogena: ospita più di venti tipi di terminazioni nervose che sono connesse con il sistema limbico, la parte del cervello che regola il piacere. Sfiorando le mani, si possono suscitare tantissime sensazioni nel partner, tenere viva l’intesa sessuale e creare complicità”

Tenersi per mano attiva uno scambio profondo a livello emotivo. Val la pena ricordarlo e ricercarlo!

Le risposte dei lettori

Buongiorno Dr. Ceschi,

il Suo articolo mi è  molto piaciuto e posso solo immaginare quanto debba risultare  gratificante essere presa per mano o, ancora meglio, il prendersi per mano tra una coppia, un gesto semplice e spontaneo, ma molto intimo, profondo, di una sensualità unica.

A volte, quando per strada vedo due persone che hanno questo atteggiamento, non posso fare a meno di guardarli rapita dalla loro complicità e dal loro affiatamento che traspare dirompente.

Penso che in quel sublime momento esistano solo loro e da quelle due mani intrecciate passi il nutrimento dei sentimenti di entrambi.

C’è da dire però che l’intesa tra la coppia deve essere molto buona perchè questo gesto possa risultare spontaneo, che parta da uno dei due, che si faccia accettare dall’altro, che gli faccia capire: “Questo sono io, se vuoi puoi aggrapparti a me, puoi camminare al mio fianco e assieme procediamo verso la Nostra Metà”.

Perché   ogni coppia per essere tale deve avere una meta comune.

Significativo l’esperimento da Lei raccontato Dr. Ceschi, con le coppie divise in tre gruppi.

Il contatto fisico tra partner è risultato curativo se uno dei due stava soffrendo.

Pura alchimia!

Chiaramente solo quando tra la coppia c’è la magia dell’empatia.

Nel mio vissuto questa bella prassi non c’è mai stata, perché se da una parte non c’era la volontà di procedere assieme verso una metà comune , di proteggerci a vicenda, insomma mancava lo spirito di coppia, c’era puro individualismo, dall’altra invece la non volontà a porgere per prima la mano era dettata dalla rabbia e dalla frustrazione di dover sempre prendere l’iniziativa per prima, il dover sempre proporre ció che avresti tanto voluto ti fosse proposto.

Nella vita non si può sempre elemosinare!

Questo atteggiamento può apparire infantile, anzi lo è, e non ha portato a nulla, ma penso che fosse inevitabile.

Spero in una prossima vita… la speranza è l’ultima a morire, perché amare ed essere amati, sia con gesti clamorosi che semplici, è la cosa più bella che ogni essere umano ha diritto di provare.

C’è da dire anche  che  a volte bisogna lasciarsi andare ed accogliere e farsi accogliere.

Da parte mia sono sempre stata una sostenitrice dell’abbraccio, forse meno sensuale tra la coppia, ma decisamente incisivo tra i più.

Abolitissimo ai tempi di pandemia, riusciremo mai a ripristinarlo?

Senza questa bella pratica tutto sembra più freddo, ogni approccio appare meno spontaneo e impacciato.

Penso anche che questo gesto, per quanto debba risultare sincero e spontaneo, debba avere comunque un suo vademecum.

L’abbraccio di una persona che ha subito la perdita di un congiunto è quello che implica il più possibile tanto impegno. Tu che abbracci,  con quell’abbraccio, devi farti carico di sollevare chi hai di fronte di un peso di sofferenza non indifferente. Un quasi voler dire implicito: “Il tuo dolore è immenso e io sono qui e voglio sollevarti da questa croce aiutandoti a sostenerla “.

Se la persona che hai di fronte è assalita dalla paura: “Ti avvolgo con il mio abbraccio, ti proteggo, ti faccio da scudo, ci sono anch’io”.

Se invece ti imbatti in una persona triste, depressa e con l’autostima sotto ai tacchi: “Ti prendo tra le mie braccia, ti cullo, ti coccolo”.

Per chi deve affrontare una prova e deve tirare fuori tutto il suo coraggio, l’abbraccio sarà accompagnato da dei colpettini sulla schiena di incoraggiamento.

Ma tutti questi gesti risulteranno

spontanei al momento opportuno.

Anni fa le mie figlie arrivarono a casa eccitate nel raccontarmi che in piazza si festeggiava “il giorno dell’abbraccio” e un personaggio, travestito da orsacchiotto, e con una scritta “abbracci gratis”, abbracciava tutti coloro che lo accoglievano.

Cosa buffa ma anche tanto carina.

In mancanza del mega orsacchiotto accontentiamoci anche di un bel cuscino. Funziona!

Penso, comunque , a proposito di linguaggio non verbale,  che sia il  tenersi per mano, che l’abbracciarsi, che il  baciarsi, o altro, purché venga fatto con sincerità e spontaneità risulterà sempre positivo e mai ridicolo, a volte meglio di mille parole.

Un abbraccio sincero e spontaneo

XXX

Gentilissima….

al suo intervento aggiungo questa frase che lascia spazio ad una riflessione profonda e attenta.

“La gente pensa che l’intimità riguardi il sesso. Ma l’intimità riguarda la verità. Quando ti rendi conto di poter dire a qualcuno la tua verità, quando puoi mostrarti a loro, quando ti trovi di fronte a loro e la loro risposta è “sei al sicuro con me” – questa è l’intimità. “

(T. J. Reid)