gestire la rabbia

L’ultima zona erronea è il tuo rapporto con la rabbia o meglio l’ira.

Se sei una persona che si adira facilmente. A fine della giornata sei esausto, perché l’hai passata arrabbiandoti per ogni cosa, allora c’è qualcosa che non va.

L’ira può essere una reazione che paralizza.

La persona irosa è un soggetto che si arrabbia quando le proprie attese non vengono corrisposte.

L’ira viene espressa con l’ostilità, le sfuriate, la violenza fisica o il mutismo perverso. Si può dire che l’ira è anch’essa uno schema appreso. È l’incapacità di sopportare le frustrazioni della vita è può assomigliare alla follia, se intendiamo il folle chi non riesce a controllare il proprio comportamento.

Quando le cose non vanno come vorresti, vivi uno stato di frustrazione, questo è normale. Non è funzionale scegliere l’ira come unica emozione da viverti per superare la frustrazione di un mondo che non è giusto o giusto quanto vuoi.

A volte l’ira serve per farti raggiungere i tuoi scopi alzando la voce, rompendo degli oggetti o isolandoti rimanendo in un silenzio coercitivo.

Se ci pensi bene quando sei in preda all’ira l’altra persona ti ha in pugno e ha il completo dominio su di te, perché sa bene come farti entrare in questo stato psicofisico e sa benissimo anche come farti rimanere adirato, mentre tu se completamente bloccato.

Ogni volta che scegli l’ira come emozione per cambiare qualcosa o qualcuno, stai scegliendo di lasciarti immobilizzare dalla realtà e di farti del male sia sul piano fisico sia su quello psicologico.

Il modo più facile per combattere questo stato psicofisico è ridere.

Ti sembrerà impossibile, ma se nel momento in cui senti salire il sangue alla testa, invece di far partire il solito schema, impara a ridere di quella situazione.

Che tu ti adiri o che rida, la situazione esterna non cambia, ma la situazione interna sarà completamente diversa. Magari la prima volta ti sentirai stupido, perché se sei una persona che si adira spesso non sei una persona che ride spesso e soprattutto sai prendere il mondo e gli altri con leggerezza.

Dare un tono solenne a tutto quello che si fa e volere che gli altri facciano lo stesso, porta solo una grande frustrazione.

Ricordati che all’opposto dell’ira c’è il buon umore e per quanto folle tu possa essere non c’è nemmeno da scegliere lo stato emotivo più funzionale per il tuo benessere.

Come tutte le altre zone erronee anche l’ira ha le proprie ricompense, per questo l’apprendiamo, altrimenti senza alcun rinforzo non si apprende nulla.

L’ira serve per attirare l’attenzione, per spostare il focus all’esterno e deresponsabilizzarti, ti può servire per manipolare le persone, per scappare da una situazione in cui hai perso il controllo.

Cosa puoi fare per gestire la rabbia:

  • La prima cosa da fare è prendere consapevolezza della rabbia. Ricordati con non devi pensare in quel modo solo perché in passato hai fatto così.
  • Una volta che hai imparato a riconoscere la rabbia, impara a posticipare le reazioni dell’ira. Vivi la rabbia e aspetta quindici secondi prima di esplodere.
  • Non ingannarti da solo, imponendoti quello che ti piace.Una cosa può non piacere, ma non è detto che tu debba arrabbiartici.
  • Ricordati che ognuno ha il diritto di essere come vuole. Accetta la diversità degli altri e la tua nei confronti degli altri.
  • Quando non sei adirato, parla con la persona che di solito ti fa arrabbiare. E’ facile che vi mettiate d’accordo, sarà il primo passo e potrete trovare altre modalità per relazionarvi.
  • Impara a togliere la miccia alla tua ira. Definisci ciò che provi e ciò che deve provare l’altra persona. Esci dai valori assoluti che ti imponi.
  • Liberati dalle speranze che hai riposto in altri. Eliminate le speranze e le attese, la rabbia si attenuerà. Le speranze le devi ricercare dentro te e non negli altri.
  • Invece d’essere emotivamente schiavo delle circostanze frustranti, cerca le situazioni per cambiarle. In questo modo non perderai tempo a riproporre lo schema della rabbia.