Mente Emotiva

Credi di poterti fidare del tuo cervello?

Ti sei mai trovato in una stanza e non ricordarti più cosa eri andato a fare?

Hai mai vissuto l’imbarazzo di dimenticarti cosa stavi dicendo e dire «scusa ho perso il filo del discorso». Perché segui un filo per parlare? Molto probabilmente si.

Ci fidiamo ciecamente del nostro cervello, ma facciamo bene?

In questa serie di articoli potrai imparare come il tuo cervello elabora le informazioni del mondo esterno con quello interno.  A volte il cervello t’inganna o se vuoi, la mente ti mente.

Oggi ti parlerò come le emozioni influenzano il tuo modo di pensare. Come il tuo cervello sia influenzato dalle emozioni.

Spesso pensiamo che le nostre decisioni, anche quelle prese dopo complicati calcoli mentali, siano dovute solo alla nostra parte più razionale.

Sarà vero?

Per spiegare come gli esseri umani prendono delle complesse decisioni, gli psicologi hanno fatto un esperimento.

Uno psicologo ha chiesto a dei volontari di scegliere delle carte. Il volontario aveva davanti a se quattro mazzi di carte e doveva, prima scegliere un mazzo tra i quattro e da questo estrarre una serie di carte. Ogni carta aveva un punteggio, e il volontario vinceva se totalizzava un alto punteggio. I volontari non avevano ricevuto molte informazioni, solo che alcuni mazzi erano meglio degli altri.  Non sapevano che due mazzi facevano totalizzare punteggi elevati, ma allo stesso tempo avevano delle carte che causavano delle perdite eclatanti. Gli altri due invece si rivelavano più vantaggiosi alla lunga, perché davano vincite meno elevate ma anche perdite meno devastanti.

Lo psicologo registrava le reazioni emotive dei volontari misurando la conduttanza epidermica, cioè quanto sudavano i soggetti al momento della scelta. Anche se lo schema delle vittorie e delle sconfitte era troppo complesso perché i volontari riuscissero a calcolare i mazzi migliori, alla fine dell’esperimento quasi tutti avevano scelto le carte dei mazzi migliori. Praticamente avevano sviluppato un “sesto senso”, che gli suggeriva il mazzo migliore.

Come hanno fatto i volontari a scegliere quasi sempre il mazzo migliore, da cosa sono stati influenzati? Dalla mente o dal corpo?

Gli  psicologi hanno scoperto che era la conduttanza epidermica a determinare la scelta. Quando la mano si avvicinava al mazzo da evitare la sudorazione delle dita aumentava, senza che il soggetto ne percepisse coscientemente l’aumento.

All’inizio mentre i volontari sceglievano le carte in modo casuale e non avevano ancora uno schema mentale, perché privi di informazioni, la conduttanza epidermica era normale. Dopo le prime scelte, i valori della conduttanza epidermica si impennavano in modo significativo quando la mano si avvicinava al mazzo perdente. Questa risposta viscerale permetteva al volontario di non prendere le carte dal mazzo sbagliato. Quindi era la mente emotiva a percepire il pericoloso, prima di quella consapevole.

Questo esperimento ha dimostrato come la mente profonda e inconsapevole, che si esprime con delle risposte neurovegetative, influenzi e guidi la nostre scelte, e di conseguenza i nostri pensieri.

Questo potrebbe spiegare perché l’ipnosi terapeutica, che lavora con le sensazioni e le emozioni, lasciando che il pensiero si associ di conseguenza a quello che viviamo, dia buoni risultati in abito clinico terapeutico.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come l’umore può influenzare le nostre scelte.