perdono

L’importanza del perdono

Il significato di perdonare. Perdonare l’etimologia dal latino medievale ci dice che perdonare è composto da per completamente e donare donare acquisisce il valore di donare completamente. Il perdono è un atto di umanità e generosità che induce all’annullamento di qualsiasi desiderio di vendetta, di rivalsa, di punizione.

La psicologia ci dice che perdonare non è un processo facile. Perdonare richiede una forma di distacco. Richiede un insieme di atteggiamenti coraggiosi che portano ad abbandonare il sentimento di rancore che consuma dentro e logora per accettare ciò che è successo e andare avanti in maniera pro-attiva. Fare questo passo, oltre a permetterci di andare avanti con maggiore libertà nel nostro presente, ci dà l’opportunità di integrare nel nostro essere nuovi valori e strategie, per affrontare qualsiasi fonte di stress e di ansia. Perdonare e quindi riciclare i risentimenti è un atto di forza e coraggio.

Il perdono nella psicologia

Enright, dell’Università del Wisconsin, uno degli esperti più celebri nello studio della psicologia del perdono ci dice che non tutte le persone riescono a fare quel passo che porta al perdono. La ragione di ciò risiede nella credenza per cui perdonare sia una forma di debolezza.

Ci ricorda anche che ci sono molte ragioni che giustificano e sostengono l’atto del perdono. La migliore di tutte è che la salute ne ha benefici. Sono molti gli studi che dimostrano la stretta relazione fra il perdono e la riduzione dell’ansia, della depressione e di altri disturbi che riducono drasticamente la qualità della nostra vita.

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Recalcati, psicoanalista, saggista e accademico ci dice che il perdono è un lavoro che richiede tempo e dolore psichico. E’ simile al lutto. Nel lutto si lavora su un’assenza, sulla perdita. Nel perdono siamo di fronte a qualcuno che ci chiede di essere perdonato ed è ancora vivo. Ci si chiede di perdonare colui che ha “ustionato la nostra anima” quel colui che allo stesso tempo è vivo e morto. Recalcati definisce il perdono come un atto d’amore. Il dono del perdono è restituire la vita a quell’amore che pareva morto.

Perdonare se stessi

Molto spesso sento dire ai miei pazienti che non si perdonano per quello che hanno fatto. Un caso emblematico che ho scritto in questo articolo, dimostra bene quanto questo schema disfunzionale può arrecare danni alla persone.

Non perdoniamo noi stessi perché rimaniamo ancorati nel passato e non ci spostiamo dal quello che è stato perché pensiamo di non essere capaci d’andare avanti.

Solo con una completa accettazione nei confronti del proprio Sé e dalla proprie caratteristiche possiamo fare il passo verso un completo perdono.

Caratteristiche del processo verso il perdono

  • Prendi tempo. Non è possibile perdonare nell’immediato. Il perdono ha bisogno di una fase preparatoria fatta di una miriadi di emozioni, ma la principale sarà la rabbia e la delusione, seguita dalla tristezza. Queste emozioni si possono alternare, sovrapporre  e susseguirsi. Quindi non avere frette se sei stata ferita lascia che tutte le emozioni sia libere, ma ricordati che il perdonare è un processo e che ha bisogno di proseguire verso nuovi stati.

  • Accettazione è un fondamento delle filosofie orientali. Accettare vuol dire non trattenere, vuol dire osservare senza giudicare, in modo passivo e non volere sempre essere parte attiva di un processo. Accettare che le persone (quando uso questo termine mi riferisco sempre a persone a noi vicine, importanti come i genitori, i fratelli o i figli) siano libere di fare e di comportarsi come sono capaci e non come dovrebbero farlo, secondo quanto noi desideriamo o idealizziamo.

  • Lascia andare. Se riesci ad accettare l’individualità altrui ti sarà facile anche lasciare andare. Saper non trattenere, sia gli oggetti sia le emozioni è il primo passo per imparare a perdonare. Lasciare andare il passato, che non c’è più che non esiste più, per poter afferrare il presente che ci condurrà verso il futuro è indispensabile per perdonare.

  • Impara ad essere migliore. Perché si deve perdonare. Riuscire a perdonare riuscire ad andare oltre a quelle emozioni negative ti farà sentire migliore, ti farà sentire bene. Immagina il proces so del perdono come la salita di una impervia montagna. Dovrai fare molta fatica per arrampicarti fino alla vetta. Per arrivare in cima dovrai superare molte insidie fatte da cespugli, rovi e da pareti ripide ed impervie, ma una volta arrivato in cima lo spettacolo e la soddisfazione sarà enorme e tutte le fatiche passeranno per lasciare spazio a sensazioni uniche. Ecco cosa vuol dire perdonare.

Per concludere   

Mi piace ricordare in questo momento il significato etimologico di perdonare che è donare completamente.

Il processo del perdono quindi richiede dei passaggi emotivi:

dopo aver subito un “torto” si vivono sentimenti di rabbia, di tristezza, di sfiducia, si può arrivare a vivere un dolore profondo. Sentire, riconoscere, esprimere questi sentimenti aiuta a iniziare a rielaborare la delusione. La comprensione dell’evento può servire nel processo di elaborazione del perdono ma la spiegazione che ci si dà non deve essere troppo razionale, mentale. Il passo finale è decidere di perdonare, quindi fare un atto di coraggio verso se stessi. Decidere quindi di abbandonare pensieri che riportino al fatto accaduto, decidere di non rimuginare riguardo al torto subito. Dare spazio a sentimenti quali la speranza, l’ottimismo per vivere assaporando un senso di libertà e leggerezza.

Cosa ci insegna l’autunno?

Che dobbiamo lasciare andare le cose che non ci nutrono più.

Nella malinconia c’è una bellezza struggente.

Per poter voltare pagina bisogna trovare il coraggio di far cadere le foglie secche, a costo di lasciar spoglio e freddo il nostro ramo.

Solo così un giorno potranno nascerci nuovi germogli