Di cosa hai paura

Questa storia zen spiega molto bene cos’è la paura. Se non conosci la filosofia orientale, Ti devo avvisare che la risposta o la morale la dovrai trovare tu.

Il maestro e l’allievo pauroso

C’era una volta in un monastero un allievo che continuava a lamentarsi con il proprio maestro perché non riusciva a raggiungere mai nulla di stabile e di definitivo. L’allievo si lamentava tutti i giorni perché non riusciva a fare degli esercizi, non riusciva a raggiungere degli obiettivi ma, soprattutto, non riusciva a mantenere uno stato sereno e duraturo. Il maestro lo stava ad ascoltare ma non gli dava nessuna risposta, lasciando l’allievo in preda alla propria disperazione. Un bel giorno, dopo l’ennesima lamentela, il maestro gli disse: “la colpa è solo tua”. L’allievo già sapeva che la colpa era solo sua, ma voleva sapere in cosa sbagliava. Allora chiese al maestro: “Maestro, cosa sbaglio? cosa mi manca?”.

Il maestro, che non amava dare risposte, lo invitò a seguirlo. Mentre stavano uscendo dal monastero il maestro chiamò anche un altro allievo. Il primo allievo si stupì quando sentì il maestro chiamare proprio quell’ allievo perché l’allievo che il maestro chiamò era cieco. Il maestro portò i due allievi in cima ad una montagna fino davanti ad un crepaccio su cui era stato posto un sottile e vecchio tronco che serviva da ponte. Il maestro invitò l’allievo vedente ad attraversare il crepaccio. L’allievo guardò il maestro e rispose: “non ci riesco, mi fa paura”. Il maestro allora si rivolse all’allievo cieco e lo invitò ad attraversare. Il secondo allievo attraversò il ponte senza esitare. Il maestro chiese al primo allievo: “hai capito?”.

 

La storia termina così. Ti avevo avvisato che le storie zen non danno mai una spiegazione ed è proprio questo che le rende molto istruttive.

 

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Io non sono un maestro zen e non voglio rovinarti il gusto dicendoti cosa ho pensato quando l’ho letta. Ti dirò solamente che ho pensato a molti miei pazienti e non ti nego che ho pensato anche alla mia esperienza personale.

Ti voglio solo dire che molto speso ci perdiamo a pensare a come sarà, a come potrà essere, a cosa mi potrà succedere e ci facciamo mille domande ma in pratica non facciamo nulla per rispondere ad una sola di quelle domande.