sindrome dell'intestino irritabile

Alcuni anni fa ho avuto la fortuna di avere in cura un paziente affetto dalla sindrome dell’intestino irritabile. La cura della patologia è stata rapida e duratura, per questo motivo ho ritenuto di scrivere un articolo che è stato pubblicato dalla Rivista di psicoterapia clinica ed ipnosi. In questa serie di post troverete l’articolo completo.

Essendo l’articolo un pò lungo, ho deciso di suddividerlo in più post e per non farvi aspettare una settimana ho anche deciso che questa serie di post usciranno ogni tre giorni. Buona lettura, vi aspetto Mercoledì.

Cos’è l’ipnosi

Nella trance ipnagogica il soggetto ha la possibilità di recuperare ricordi, immagini, sensazioni o stati emotivi che ha vissuto nella propria vita. Affidandosi al proprio inconscio il soggetto può ricordare e rielaborare avvenimenti ed emozioni che ha già vissuto e dare nuovo senso, nel qui e ora, a stati emotivi passati. Il ruolo dello psicoterapeuta è quello di guida, di accompagnatore, essere il Virgilio della situazione, lasciando a Dante il compito di esperire quello che sta vivendo.

L’ipnoterapeuta non deve scegliere dove portare il paziente, non deve nemmeno far rivivere l’episodio o le emozioni uguali a quelle che il paziente ha già vissuto. La bravura e la competenza del terapeuta sta proprio nello stare affianco al paziente, farlo sentire sicuro e permettergli di viversi il passato in modo diverso e più funzionale. Non bisogna mai far rivivere le esperienze e gli avvenimenti traumatici come nel passato. Il rischio è di recare altri danni emotivi al soggetto, rinnovando e facendo rivivere il vissuto patogeno e gli effetti ad esso collegati.

L’ipnosi regressiva viene usata per rielaborare ferite o traumi del passato, per ritrovare risorse o competenze che il paziente ha già usato in precedenza, rielaborare blocchi o limiti che ha appreso in un preciso periodo della propria vita o per rafforzare l’identità e il proprio Sé. Molto spesso quando si usa questa tecnica si lavora in tutti questi ambiti lasciando sempre che sia il paziente a decidere su cosa è più importante lavorare.

Le tecniche per indurre una regressione ipnotica sono molte, l’importante è tenere sempre ben presente che bisogna partire dal comportamento del soggetto o non affidarsi a semplici protocolli e applicarli senza considerare il paziente.

Durante la trance ipnagogica, spesso, si consiglia l’utilizzo di metafore o di fiabe che abbiano attinenza con l’avvenimento traumatico. In questo modo si aggirano le resistenze e le emozioni collegate al vissuto traumatico. Nell’ipnosi regressiva, l’utilizzo delle metafore e delle fiabe, permette al paziente di ridare nuovi significati alle esperienze passate, favorendo lo sviluppo della personalità. Le fiabe offrono significati a più livelli, e arricchiscono l’esistenza del paziente in molti modi, lasciando che sia il paziente ad attingere alle competenze e ai significati più funzionali per se stesso (dal proprio repertorio di conoscenze e di esperienze). Per poter arricchire la vita di un paziente, la fiaba deve stimolare la sua immaginazione, aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni, armonizzarlo con le sue ansie e aspirazioni riconoscendo appieno le sue difficoltà e nel contempo suggerire nuove soluzioni ai problemi che lo affliggono. Si può dire che la fiaba deve toccare tutti gli aspetti della personalità del paziente, senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che lo affliggono e nel contempo promuovere la fiducia in se stesso e nel suo futuro. Le fiabe possono essere istruttive e rivelatrici circa i problemi interiori dell’essere umano e tracciare le vie per le giuste soluzioni alle difficoltà che la vita ci mette di fronte. Le fiabe della cultura popolare si occupano di problemi umani universali, soprattutto di quelli che preoccupano la mente sia dei bambini sia degli adulti, e quindi lavorano a livello consapevole incoraggiando lo sviluppo e, nel contempo, placcando pressioni subconscie e inconsce.

Questa premessa è stata doverosa per capire come l’ipnosi abbia aiutato il paziente a guarire. Nel prossimo articolo vi presenterò il caso clinico e la patologia. 

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