Cura della sindrome dell'intestino irritabile

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) è uno dei disturbi più frequenti dell’apparato gastroenterico, incide prevalentemente nelle donne ed in soggetti in piena attività lavorativa. La sintomatologia è caratterizzata dalla presenza di dolore addominale e da alterazioni della defecazione (stipsi, diarrea o alternanza dei due sintomi). Questa sindrome non ha una causa certa, ma sembra che più fattori contribuiscano a determinarla. Tra questi le abitudini alimentari, lo stile di vita, fattori psicologici e fattori genetici. La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sulla presenza di un quadro sintomatologico che risponde ai cosiddetti Criteri di Roma.
La terapia è complessa e prevede, a secondo dei casi, l’utilizzo di farmaci antispastici, antidiarroici, antidepressivi o ansiolitici, ed in alcuni casi la psicoterapia.

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) rappresenta una parte di un più vasto gruppo di malattie funzionali gastroenteriche ed è un disturbo molto frequente e può essere associato ad alterazioni della sfera psichica, riduzione della qualità della vita, disabilità sociale e ha, da un punto di vista di politiche sanitarie, elevati costi socio-sanitari (considerando che colpisce prevalentemente, una popolazione in piena attività lavorativa).
Questa Sindrome è molto eterogenea e, negli ultimi anni, è stata oggetto di studi di fisiopatologia mirati ad individuarne i meccanismi eziologici che hanno confermato una multifattorialità della stessa. La sua diffusione nelle popolazioni industrializzate ha provocato un notevole interesse scientifico da parte degli specialisti del settore con un aumento dei lavori pubblicati, negli ultimi cinque anni, riguardanti sia la fisiopatologia che la clinica di questa sindrome. Notevole è anche il coinvolgimento pratico della classe medica sia per quanto riguarda la medicina di base, che quella specialistica, in quanto questa sindrome rappresenta la seconda patologia gastroenterica, dopo la GERD (gastroesophageal reflux disease), valutata negli ambulatori medici.

Da quanto precedentemente descritto, ne risulta che la IBS è una delle patologie con impatto economico e sociale più elevato e, pertanto, giustifica un approfondimento clinico per una sua migliore conoscenza e per una ottimale valutazione dei pazienti che soffrono di questo disturbo.

Presentazione del caso clinico

M. 35 anni impiegato in un’azienda, sposato con un figlio di tredici mesi e un secondo in arrivo. M. mi contatta tramite e-mail chiedendomi un appuntamento senza specificare quale sia il suo problema.

Nel primo colloquio emerge che M. soffre di un disturbo intestinale e ogni volta che deve uscire di casa, deve correre in bagno perché ha dolori addominali e deve defecare, con defecazione diarroica. Questo problema lo affligge da sempre e non c’è giorno che non succeda. Mi riferisce che se non deve uscire di casa non sente questa impellenza, ma se deve anche solo andare a bere un caffè con un amico (una situazione neutra, non carica di ansia o stress) il suo intestino reagisce sempre allo stesso modo. Mi dice che ha anche rischiato di fare degli incidenti in auto per questo problema. Sono capitati episodi in cui prima di uscire di casa non è riuscito ad andare in bagno o perché si è imposto di non farlo o per cause maggiori; una volta uscito si è trovato per strada in auto e ha dovuto fare delle manovre pericolose per fermarsi nel primo bar che vedeva. Mi spiega che gli succede anche quando è in vacanza. È solito trascorre le vacanze in campeggio utilizzando una roulotte. Mi riferisce che, finché è all’interno del campeggio sta bene, ma se per qualche motivo deve uscire dal campeggio, allora gli si ripresenta la stessa dinamica. La sintomatologia cambia anche in base agli impegni della giornata. Se la giornata prevede impegni carichi di stress o di ansia, il suo problema lo affligge anche più volte durante lo stesso giorno.

Mi riferisce anche che, dopo la nascita del primo figlio, ha iniziato a soffrire di reflusso gastroesofageo ed ad avere alterazioni del ritmo sonno-veglia (insonnia e sonno poco ristoratore); il paziente vive questi problemi come minori se confrontati con il problema per cui ha richiesto una psicoterapia. Visto che ne soffre fin dall’infanzia ha fatto tutti gli esami clinici, ma non è emerso nulla a livello fisiologico. Al momento non è seguito da nessun specialista, assume l’Imodium tutti i giorni e il Prazolam (benzodiazepina) il fine settimana, ansiolitico prescritto da una psichiatra. Dopo la presentazione del caso clinico ipotizzo che M. soffra di un disturbo somatoforme e più precisamente della Sindrome dell’intestino irritabile.

Nei prossimi post potrete leggere come si è svolta la psicoterapia.