Ipnosi ericksoniana

Continua la terapia ericksoniana di M., ma siamo già arrivati alle ultime sedute.

Quinto colloquio

Arriva sempre in orario e appena si siede mi dice che sta continuando ad andare bene, che continua a non prendere più l’Imodium e anche dopo il terzo colloquio ha sospeso l’ansiolitico. Pensa anche che per il 95% il suo problema sia risolto. Mi racconta anche che lo stesso giorno, una volta ritornato a casa, è andato a vedere i suoi vecchi quaderni delle elementari e ha visto che scriveva proprio come mi aveva fatto vedere. È assolutamente sorpreso di come sia riuscito a ricordarsi certe cose che pensava fossero dimenticate per sempre. Ora M. ha una certa praticità nell’entrare in trance e ci scivola dentro facilmente. Questa volta userò l’ipnosi regressiva per aiutarlo a dare nuovo significato a quella parte della sua vita in cui ha dovuto abbandonare il sogno di diventare un calciatore professionista. Per farlo userò le competenze del suo Io bambino, che ha imparato tanto; facendolo muovere lungo la linea del suo tempo, lo porterò avanti fino a quando ha dovuto fare questa scelta. Seguirà tutte le suggestioni, e una volta uscito con un sorriso mi dice che è riuscito a fare tutto. Visto che la terapia sta andando bene gli dico che secondo me possiamo iniziare a vederci con cadenza quindicinale, lasciandogli la possibilità di chiamarmi e fissare un appuntamento la settimana successiva. Lui è d’accordo e mi dice di non preoccuparmi, che non ce ne sarà bisogno.

Sedute precedenti

 

 Sesto colloquio

M. arriva sempre in orario e mi conferma che va bene per il 95%. Gli chiedo cosa manca per arrivare al 100%. Mi dice che ora la mattina va al bagno ma senza avere i soliti dolori addominale e che la defecazione non è più diarroica. Poi la giornata scorre tranquillamente. Lo rassicuro, gli dico che è normale andare in bagno almeno una volta al giorno e che di solito si va al bagno con regolarità e sempre alla stessa ora. Lo vedo più sereno, non sapendo come dovesse essere, aveva paura che non fosse la cosa giusta. Per rassicuralo gli dico che anch’io dopo colazione vado in bagno ogni mattina. Mi conferma che non ha più preso l’Imodium e che anche il sonno è migliorato. Ora dorme meglio e si sveglia riposato.

Facciamo l’induzione ipnotica sempre regressiva e lo riporto nella classe dov’era già stato. Questa volta si sente molto più sicuro e me la descrive molto bene. Gli faccio cambiare ruolo e lo porto a viversi quel bambino, ora che sta vivendo delle emozioni diverse. Mi dice che sta bene e lo faccio andare avanti lungo la linea del suo tempo. Gli lascio il tempo per fare tutte le sue esperienze ed esce da solo dalla trance. Gli chiedo come stia e mi dice che sta molto bene. Mi dirà anche che si è accorto d’aver saltato tutto il periodo delle superiori. Gli dico che va bene o lo riporto in trance per viversi queste nuove parti di se stesso. Quando esce dalla trance, mi racconta che ha rivissuto tutta la sua infanzia dalla prima elementare in poi, con un nuovo atteggiamento di sicurezza e che non si è mai sentito sbagliato. Finiamo il colloquio e concordiamo il successivo appuntamento dopo un mese.