Dieta e mindfulness

Ti sei mai ritrovato a mangiare in modo caotico e compulsivo – mindfulness eating?

Tutti ci siamo trovati ad abbuffarci, forse per un eccesso di fame o perché stavamo mangiando il nostro cibo preferito. Ci sono persone però che lo fanno molto spesso e non sono capaci di fermarsi. Mangiare in modo compulsivo senza nemmeno gustarsi il cibo è uno dei principali comportamenti di chi soffre di un disturbo alimentare: il binging eating.

Seguendo persone con questo problema, conosco bene quali sono le conseguenze fisiche ma soprattutto psicologiche di chi soffre di questo disturbo. Quelle fisiche le potete ben immaginare (l’aumento di peso), ma quelle psicologiche vanno da un profondo senso di colpa al sentirsi assolutamente incapaci di gestire la propria vita.

La mindfulness eating

Un giorno una mia paziente mi ha raccontato di essere andata ad un incontro di mindfulness eating. Incuriosito dall’esperienza della paziente le ho chiesto come si è svolto l’incontro.

La mindfulness Based Eating Awerwness Training (MB-EAT), nome lungo ed incomprensibile, per chi non mastica l’inglese è un training alimentare basato sulla mindfulness. Se segui il mio sito saprai che ho scritto molti articoli sulla mindfulness.

Gli esercizi vengono svolti in gruppo una volta alla settimana ed hanno lo scopo di migliorare la consapevolezza fisica/psicologica della persona. La mindfulness, anche se può sembrare una disciplina mistica-religiosa, è l’evoluzione delle tecniche cognitivo comportamentali che hanno avuto molto successo negli anni 80’ in America.

 

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In questi incontri si insegna alle persone a porre l’attenzione sulle sensazioni corporee, sui pensieri che si vivono nel presente e, soprattutto, a mantenere tale consapevolezza più a lungo possibile.

Quanto sei consapevole del cibo che mangi?

Se ci pensi bene, molto poco. Molto spesso mangiamo e percepiamo solo una piccola parte dell’intera esperienza gustativo-sensoriale del cibo e delle bevande che mangiamo e beviamo. La MB-EAT, attraverso queste sedute a cadenza settimanale, ma soprattutto con  la costanza dell’allenamento quotidiano, insegna ad essere consapevoli delle emozioni, degli stati d’animo, dei pensieri e delle sensazioni corporee e fisiologiche del nostro corpo nella sua globalità e della nostra mente sia quando mangiamo sia quando non lo stiamo facendo.

Le abbuffate 

Per chi soffre di abbuffate apprendere questa tecnica è fondamentale per sentirsi più “centrati” su se stessi, per sentirsi più sicuri e meno in balia del cibo.

Chiaramente la tecnica ha bisogno di costanza ed impegno, altrimenti non funziona. Questo è un po’ il limite della mindfulness ma gli ideatori sono sempre stati molto chiari: solo con l’esercizio quotidiano si possono avere dei risultati, solo se ci impegnano anche per pochi minuti al giorno abituando la nostra mente a reagire in modo diverso agli schemi automatici ed incondizionati che la mente ha appresso in anni di pratica disfunzionale.