Autostima

Autostima! Ovvero quello che penso di me stesso. Strano ma l’autostima è sì quello che penso di me stesso, ma non dipende da me, bensì dalle persone che ho incontrato nelle mia vita.

Possiamo dire che l’autostima è il più grande paradosso psicologico con cui dobbiamo fare i conti nella nostra vita.

La vita è fatta di successi ed insuccessi. Impossibile sperare, credere o desiderare di vivere solo esperienze positive. La vita è costellata di successi e di fallimenti per tutti, e ribadisco per tutti, ma alcuni hanno una bassa autostima ed altri, invece, hanno una buona autostima.

Perché? Visto che le esperienze sono per tutti belle e brutte?

Dipende da chi abbiamo frequentato, soprattutto nei primi anni della nostra vita. Purtroppo queste persone non le abbiamo scelte noi, ci sono capitate e avevamo solo quelle persone che ci dicevano quanto siamo stati bravi o incapaci. Queste persone sono: genitori, nonni, fratelli ed insegnati.

Non c’è molto da capire. Se una persona crescendo si sente costantemente dire che non è capace, che ogni cosa che fa è sbagliata, che è un’incapace, cosa potrà pensare di se stesso? Sono un incapace! Penso proprio di sì! Una volta un paziente mi disse che il padre continuava a dirgli: “non sei capace di fare nulla e quando imparerai sarà troppo tardi”. Sbalordito gli ho chiesto quando gli diceva questa frase. Il paziente con le lacrime agli occhi mi disse che glielo diceva costantemente quando aveva quattro, cinque anni mentre lui, come tutti i bambini, voleva aiutare il padre nei lavoretti di fai-da-te.

Forse dovremmo iniziare a cambiare il nome da “autostima” in “eterostima”.

Quello che io penso di me stesso dipende da quello che tu (genitore o figura di riferimento)  pensi di me, dai paragoni che fai, da come mi aiuti a credere in me stesso o da quanto mi discrediti e mi umili.

 

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Quando un bambino vive costantemente critiche e rimproveri per quello che fa, inizierà a pensarsi sbagliato e poco meritevole d’amore. Crescendo diventerà un adulto che non crederà in se stesso.

Non disperate, perché anche se pensate d’avere un’autostima bassa (se iniziate a chiamarla eterostima sarà meglio) non tutto é perduto, perché si può migliorare la propria autostima anche senza dover camminare sui carboni ardenti.

Come migliorare la propria autostima

Se pensate di migliorare la vostra autostima con il pensiero positivo, vi devo dare una brutta notizia perché non funziona, soprattutto a lungo termine. Una persona che pensa di non valere, difficilmente potrà pensare che è brava, che ha fatto delle cose con successo.

Per migliorare la propria autostima si deve capire che non è la propria  autostima, ma quello che gli altri pensano di me che io faccio diventare la mia autostima. Proprio così. Se inizi a pensare alla tua autostima come ad una eterostima, allora ti sarà molto semplice pensare diversamente chi sei. Purtroppo noi pensiamo d’essere quello che gli altri pensano di noi e quando dico “gli altri”, nella stragrande maggioranza dei casi, parlo dei nostri genitori. Se i nostri genitori non hanno mai creduto in noi, non crederemo in noi stessi e per  migliorare la nostra autostima dobbiamo iniziare a mettere in dubbio quello che gli altri ci hanno sempre detto, soprattutto se ci hanno sempre detto che non valiamo nulla.

Vuoi migliorare la tua autostima?

Abbandona il giudizio altrui, soprattutto quello delle persone che consideri importanti.

Questa è l’unica strada percorribile per migliorarla. È molto più semplice pensare a se stessi e chiedersi quando veramente questa immagine è nostra e quando, invece, sia la proiezione di altre persone. Pensare di essere incapaci, inutili o inconcludenti non vuol dire esserlo veramente. Puoi capire che tutte queste immagini negative non sono altro che proiezioni di altre persone su te stesso. Per migliorare la propria autostima, quindi, bisogna mettere in dubbio, se non addirittura negare, quello che gli altri pensano noi ed iniziare ad accettare sia i nostri punti deboli sia i nostri punti di forza.