Tecniche per curare l'ansia

Nell’ultimo articolo ti ho parlato dei rimedi immediati per affrontare l’ansia e l’arrivo di un attacco di panico.

In questo articolo, invece, ti parlerò di tutte quelle tecniche a lungo termine, da fare soprattutto quando non ti senti in ansia, che sono consigliate per migliorare il tuo stato psicofisico.

Queste tecniche vanno apprese lentamente e vanno praticate per lunghi periodi, come se fossero un’abitudine.

Come dico sempre ai miei pazienti, quando si inizia a fare, ad esempio, del training autogeno, non bisogna pensare ad una meta, ad un obiettivo da raggiungere come siamo abituati a pensare quando facciamo qualsiasi altra attività. Tutte queste tecniche non hanno come fine ultimo un risultato da raggiungere. Il risultato finale è farle e continuare a farle.

Ritengo importante anche dire che una tecnica non esclude l’altra.

 

Cammina

Ebbene sì! Camminare fa molto bene e ti aiuterà tantissimo a gestire l’ansia. Tutti sanno che camminare fa bene, tutti i dottori consigliano a grandi e piccini di camminare almeno 30/40 minuti al giorno. Non ci sono dubbi: camminare fa bene al fisico ma anche alla mente. Personalmente ho percorso due Cammini di Santiago e per un mese ho camminato per 20 o 30 Km al giorno. Perché l’ho fatto? Perché ne sentivo il bisogno. Tutti possiamo avere dei momenti difficili, emozioni pesanti da metabolizzare e stati d’animo opprimenti. Personalmente ritengo che camminare sia un’attività fisica utile a dissolvere molti stati d’animo pesanti e al contempo aiuti a rielaborare emozioni e pensieri negativi. Dedica al cammino almeno 30 minuti 3/4 volte alla settimana. È un’attività che si può fare sempre con il bello o brutto tempo.

 

Articoli correlati: Rimedi contro l’ansia Cosa è la presenza mentale La pratica mindfulnessMindfulness e BuddhismoIl cervello illusionista Come la nostra mente ci rende infelici 

 

Training autogeno   

Il training autogeno è una tecnica sviluppata negli anni trenta dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz. Questa tecnica si fonda su sei esercizi, due dei quali sono basilari e gli altri quattro complementari. È una tecnica che, come dice lo stesso nome, deve essere considerata un allenamento costante a rilassarsi, ma soprattutto è stata studiata perché la persona diventi assolutamente autonoma nello svolgimento una volta appresa. Per apprenderla correttamente ci vogliono circa sei mesi. Innumerevoli studi hanno dimostrato che, se praticato quotidianamente, il training autogeno migliora lo stato psicofisico della persona diminuendo tensioni, stress ed ansia.

Se sei interessato a questa tecnica puoi scaricare l’ebook gratuito cliccando QUI.

 

Rilassamento progressivo di Jacobson

Questa tecnica ideata dal medico statunitense Edmund Jacobson negli anni trenta, si basa su contrazione e successivo rilassamento di alcuni gruppi muscolari. Praticamente, contraendo per un periodo variabile alcuni gruppi muscolari e successivamente rilassandoli, si percepisce un profondo stato di benessere. È una tecnica più veloce, attiva e mobile rispetto al training autogeno e gli uomini la preferiscono. Anche questa tecnica ha dimostrato che, se fatta con regolarità (è consigliato non saltare più di quattro giorni), migliora lo stato psicofisico diminuendo tensioni, stress ed ansia.

Se sei interessato a questa tecnica puoi scaricare l’ebook gratuito cliccando QUI.

 

Mindfullnes

La mindfulness o consapevolezza è un modo di osservare le proprie esperienze. Potrebbe essere scambiata per meditazione, ma la terapia ACT fa delle distinzioni.

La mindfulness ha come scopo quello di far apprendere alle persone la capacità di osservare i propri pensieri e di prenderne la giusta distanza.

Fondamentale per questa tecnica è far capire alle persone che i nostri pensieri, che ci sono utili per spiegare il mondo e le nostre esperienze, non sono noi.

La frase: “Tu non sei i tuoi pensieri”, la troverai molto spesso nella tecnica mindfulness.

I pensieri sono il prodotto di un nostro organo, il cervello. Credere di essere i propri pensieri è come credere di essere l’anidride carbonica che è il prodotto delle nostre cellule o essere la bile solo perché viene prodotta dal fegato.

La mindfulness è uno dei pilastri della terapia ACT. La tecnica prende spunto dalla meditazione, ma ha aggiunto delle tecniche specifiche per modificare i comportamenti che ci fanno soffrire.

L’obiettivo della mindfulness è insegnare alle persone a capire quali “occhiali” – i pensieri – usiamo per dare un senso ed interpretare le nostre esperienze ed il mondo. Attraverso gli esercizi di mindfulness, che imparerai a fare leggendo i prossimi articoli, imparerai a liberarti dalle illusioni dei pensieri e del linguaggio, che si usano per mantenere la sofferenza.

Usando specifiche tecniche, imparerai a guardare il dolore, piuttosto che vedere il mondo a vantaggio del tuo dolore.