ACT e Mindfulness

Mindfulness

La mindfulness o consapevolezza è un modo di osservare le proprie esperienze, potrebbe essere scambiata per meditazione, ma la terapia ACT, fa delle distinzioni.

La mindfulness ha come scopo far apprendere alle persone la capacità d’osservare i propri pensieri e di prenderne la giusta distanza.

Fondamentale per questa tecnica far capire alle persone che i nostri pensieri ,che ci sono utili per spiegare il mondo e le nostre esperienze, non sono noi.

 La frase: “Tu non sei i tuoi pensieri”, la troverai molto spesso nella tecnica mindfulness.

I pensieri sono il prodotto di un nostro organo, il cervello. Credere di essere i propri pensieri è come credere d’essere l’anidride carbonica che è il prodotto delle nostre cellule o essere la bile, solo perché viene prodotta dal fegato.

La mindfulness è uno dei pilastri della terapia ACT. La tecnica prende spunto dalla meditazione, ma ha aggiunto delle tecniche specifiche per modificare i comportamenti che ci fanno soffrire.

L’obiettivo della mindfulness è insegnare alle persone quali “occhiali” – i pensieri – usiamo, per dare senso ed interpretare le nostre esperienze ed il mondo. Attraverso gli esercizi di mindfulness che imparerai a fare leggendo i prossimi articoli, apprenderai a liberarti dalle illusioni dei pensieri e del linguaggio, che si usano per mantenere la sofferenza.

Usando specifiche tecniche, imparerai a guardare il dolore, piuttosto che vedere il mondo a vantaggio del tuo dolore.

La mindfulness è difficile, non perché è difficile per se stessa, ma perché è sfuggente. La pratica della mindfulness è importante, ma non basta. Perché questa tecnica funzioni veramente, l’importante è mantenerla costantemente, non solo quando si fanno gli esercizi. Fare gli esercizi di mindfulness è il primo passo, poi la persona la deve mantenere sempre durante tutto l’arco della giornata.

All’inizio ti potrà sembrare difficile e potrai anche provare dello scoramento a fare tutti i giorni degli esercizi di mindfulness, ma i benefici sono immediati e dopo un po’ diventerà piacevole farli.

È importante capire che non è fondamentale rilassarsi per fare mindfulness, che non stai facendo meditazione, ma stai portando la consapevolezza sul tuo stato, quindi si può fare mindfulness anche se ci si sente tesi, arrabbiati o felici.

Ora ti insegnerò un semplice esercizio per imparare a portare l’attenzione su te stesso e a mantenerla nel tempo.

Prenditi del tempo per te stesso (all’inizio bastano pochi minuti) e un luogo dove svolgere l’esercizio. L’esercizio può essere fatto da seduti, sdraiati o in piedi.

Prima di iniziare fai qualche bel respiro lento e profondo e inizia a portare l’attenzione sul tuo corpo. Inizia da una parte precisa. Parti dai piedi o dalle mani e senti la temperatura, la pesantezza o la tensione di queste parti. Poi lentamente inizia a spostare l’attenzione su altre parti del corpo sentendone la tensione, il rilassamento, la temperatura, la pesantezza o la leggerezza. La tua mente inizierà a portarti in giro con vari pensieri «Cosa sto facendo» – «Cosa mi serve tutto questo» – «Mi aiuterà veramente».

Ricordati che sono solo pensieri, cioè il prodotto del tuo cervello, accettali e lasciali andare, riportando l’attenzione sulle sensazioni del corpo. Di sicuro dopo un po’ il cervello produrrà altri pensieri, è il suo compito, accettali e lasciali andare. L’esercizio consiste nel riportare costantemente l’attenzione sulle sensazioni e accettare che il cervello faccia il suo lavoro, cioè produrre pensieri. Questo è un esercizio di mindfulness, se sei interessato all’argomento ti consiglio il libro di Steven C. Hayes “Smetti soffrire e inizia a vivere”.