Terapia ericksoniana e fibromialgia

La fibromialgia “FM” è una sindrome cronica che colpisce i tessuti connettivi (tendini e fibre muscolari), accompagnata da dolore diffuso e da una elevata reattività sia a stimoli innocui sia a stimoli nocicettivi. La fibromialgia spesso è accompagnata anche da affaticamento, rigidità muscolo-scheletrica e spesso tale sindrome ha ripercussione anche a livello neuropsicologico con disturbi del sonno, ansia e depressione.

Per la diagnosi di FM il dolore deve essere diffuso e persistente per almeno 3-6 mesi e il dolore deve essere evocabile con stimoli pressori soprattutto in certe parti del corpo, detti siti bersaglio.

L’eziologia della sindrome non è ancora conosciuta, anche perché la percezione del dolore muscolo scheletrico è assolutamente soggettivo e multidimensionale, cioè coinvolge non solo il soma ma anche la psiche. Praticamente ognuno di noi reagisce al dolore in modo diverso perché gli stimoli dolorosi dipendono dalle proprie esperienze pregresse (memoria del dolore), da una componente emotiva associata al dolore e dalla componente cognitiva – motivazionale al superamento e alla gestione del dolore.

La fibromialgia colpisce circa il 2% della popolazione di ogni età, estrazione sociale e gruppi etnici e le donne sono le più colpite da tale sindrome.

Chi soffre di fibromialgia ha tutti i muscoli tesi con dolori diffusi in tutto il corpo. Spesso le parti del corpo più colpite sono il collo, le gambe, le spalle e la schiena. Non di rado la sindrome colpisce tutte le parti del corpo dal cuoio capelluto alla piante dei piedi.

I muscoli sono in costante tensione provocando rigidità e gonfiore ed è come se fossero costantemente sotto sforzo, per questo motivo chi  soffre di fibromialgia si sente sempre stanco e si affatica molto velocemente.

Un approccio multidisciplinare che vede coinvolti varie figure professionali come medici, reumatologi, fisiologi, psicoterapeuti e fisioterapisti ha dimostrato di dare ottimi risultati nel trattamento della sindrome.

Per quanto riguarda la parte psicologica le tecniche di rilassamento come il training autogeno al rilassamento progressivo di Schultz si sono dimostrate delle ottime tecniche per la diminuzione delle tensioni muscolari. Spesso però i pazienti incontrano delle difficoltà ad aderire ai protocolli di tali tecniche e non riescono a mantenere nel tempo un impegno costante nello svolgere i vari esercizi.

L’ipnosi ericksoniana si è dimostrata invece molto più rapida ed efficace, per questo viene anche definita “terapia a breve termine”.

La terapia ericksioniana inizia con un rilassamento muscolare per indurre una riduzione dell’iperattività neurovegetativa che sta alla base del dolore. La terapia prevede l’uso del linguaggio non verbale per la stimolazione dell’emisfero destro del cervello e l’attivazione delle funzioni neurovegetative che stanno alla base della FM. Il trattamento prevede di individuare eventuali tensioni intrapsichiche e rimuoverle attraverso delle tecniche della Programmazione Neuro Linguistica.

 

Dr. Ceschi Psicologo Ipnoterapeuta Padova-Mestre