Quando una psicoterapia funziona?

21 Dicembre 2015

Quando una psicoterapia funziona

Molto spesso, per non dire sempre, la prima domanda che ricevo quando una persona mi contatta telefonicamente è: “l’ipnosi mi potrà aiutare a risolvere il mio problema?

Mi verrebbe molto semplice rispondere di sì perché credo molto in questa tecnica terapeutica, ma non lo dico mai. Non lo dico perché una terapia psicologica non è fatta e non deve essere fatta di tecniche da applicare in modo sterile e distaccato. Una terapia psicologica deve avere un qualcosa di diverso per funzionare. Il terapeuta, oltre ad essere preparato ed eticamente corretto nei confronti dei propri pazienti, deve prendersi cura di loro. L’ipnosi che applicava Erickson era qualcosa di assolutamente personale e nessuno potrà mai riproporre il suo modo di fare terapia. Il grande merito di Erickson è stato sdoganare questo termine e, sinceramente, penso che ci sia riuscito fino ad un certo punto, visto quello che è l’immaginario collettivo sull’ipnosi.

Di cos’ha bisogno una terapia psicologica affinché funzioni?

Il primo ingrediente è la fiducia. Il paziente si deve fidare del proprio terapeuta, si deve affidare a questo estraneo. Viceversa, il terapeuta si deve fidare del proprio paziente e non deve sentirsi manipolato o usato.

Il secondo ingrediente è l’accoglienza. Accogliere senza pregiudizi e stereotipi il paziente è fondamentale perché la terapia sia efficace.

Terzo ingrediente è la formazione del terapeuta, il quale non dà consigli, come a volte può sembrare, ma indica la strada del benessere. Il terapeuta munito di buon senso, conosce cosa fa bene e cosa non aiuta lo sviluppo del benessere psicofisico e guida il paziente a scegliere la strada migliore per se stesso. Molto spesso i pazienti vedono solo una strada, che è il sentiero della sofferenza; è compito del terapeuta, con le sue competenze, fornirgli nuove realtà più funzionali al benessere.

 

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Di seguito potrai leggere una email di una mia paziente, che seguo da tempo e che ha sofferto per molti anni di depressione. Era giunta a me dopo una storia sentimentale finita male, era già seguita dal centro di psichiatria, aveva già fatto altre terapie e conosciuto altri colleghi. Secondo me la paziente racconta in modo semplice, ma molto bene, cosa l’ha fatta stare meglio e cosa si deve cercare in un rapporto terapeutico.

Buona lettura

Buongiorno dottore,

avere deciso, l’anno scorso, di proseguire la terapia con lei, è stata UNA SCELTA VINCENTE.

Non frutto di casualità, ma di esperienza personale nel valutare i miei NUMEROSI terapeuti.

Intanto la frase, che non scordo: LE PROMETTO CHE NON STARA’ SEMPRE COSI’ MALE…

Davvero un anno fa non ci credevo.. ma si è avverato..

E il  piccolo informale e disinteressato colloquio quando venni a ritirare ricevuta.

Da là ne è nata la fiducia, ingrediente essenziale , per qualsiasi psicoterapia.

Non tanto per l’ ipnosi, che non abbiamo utilizzato poi così frequentemente, ma per i piccoli consigli pratici che mi ha spesso dato (es. palestra, vacanza, distrazioni…),e, soprattutto, per la possibilità , che mi ha dato, di esternarmi tramite mail… 

In certi casi e/o momenti, è per me più facile scrivere che parlare: mi sento più libera nel confronto e nell’ espressione, sebbene lei non si sia  mai dimostrato pregiudizievole verso il mio modo..operandi.

Come invece i suoi precedenti colleghi hanno fatto…

E’ chiaro che, sebbene lei non giustifichi certe mie azioni, sicuramente ne ha compreso la motivazione (es. relazione col vicino di casa..), e per me vale molto.

Per questo la ringrazio tanto …a presto.

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