Emozione felicità. Istruzioni per essere felici

Felicità

Emozione felicità. Quanto sei felice? L’emozione felicità è l’emozione che tutti vogliono avere. Sembra che se non sei felice la tua vita non è bella. La ricerca della felicità viene perseguita con tutti i mezzi, anche quelli sbagliati.  Riusciresti a provare l’emozione felicità se acquistando un Gratta e Vinci scopriresti d’aver vinto cinquecentomila euro o meglio ancora un milione di euro? Anche se non sono un indovino posso dirti che la tua risposta è si!! Ho indovinato? Bene, allora viste le mie capacità d’indovino ti dico che invece non lo saresti! Ma come! dopo aver vinto una somma simile come si può pensare di non essere più felici?

Una ricerca sull’emozione felicità

Lo psicologo sociale Philip Brickman condusse nel lontano 1978 uno studio proprio sulle persone che avevano vinto la lotteria per capire se erano più felici. Brickman intervistò ventidue persone che avevano vinto alla lotteria mezzo milione di dollari di cui sette avevano vinto un milione.

L’intervista era composta da una sola domanda: «Quanto sei felice d’aver vinto alla lotteria?».

Come puoi ben immaginare tutti i ventidue intervistati risposero d’essere molto più felici dopo la vincita.

Dopo un anno Brickman andò a ritrovare i vincitori e gli fece la stessa domanda. Le risposte degli intervistati questa volta lasciarono intendere che la vincita alla lotteria non aveva fatto la differenza riguardo alla loro felicità complessiva. Brickman allora confrontò le risposte dei ventidue milionari con ventidue persone prese a caso dall’elenco telefonico e non emerse nessuna differenza significativa.

Anche se i milionari avevano potuto acquistare una villa, mettersi nel garage una fuori serie e passare le vacanze in alberghi a cinque stelle, dopo un anno il loro livello di felicità era destinato a spegnersi. Brickman volle andare a fondo sull’argomento e continuò la ricerca intervistando ventinove persone che, a causa di un incidente, avevano perso l’uso delle gambe o delle braccia.

Subito dopo l’incidente si dichiararono profondamente infelici e senza alcuna speranza, ma dopo un anno dall’incidente il loro livello di infelicità e di insoddisfazione non era diverso dal gruppo di controllo che non aveva subito alcun incidente.

Come spiegare tale meccanismo psicologico?

L’automatismo psicologico che sta alla base della normalizzazione sia del sentirsi felici sia del sentirsi infelici, fa leva solamente su un singolo aspetto e la nostra attenzione non riesce ad assegnare uguali energie su tutti gli aspetti potenzialmente rilevanti per un giudizio.

La nostra mente finisce per focalizzare solo gli attributi più salienti, quelli immediatamente disponibili per arrivare ad un giudizio veloce e definitivo, ma allo stesso tempo tralascia tutto il resto. Possiamo dire che per risparmiare forze ed energie, la nostra mente ha imparato a vedere solo una cosa alla volta a scapito dell’insieme. Meglio poche certezze sicure anche se sbagliate, che tante insicurezze anche se esatte.

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Una esperienza personale sulla felicità

Il mio professore di Psicologia Clinica, Alessandro Salvini ci invitava a leggere non tanto i libri di Clinica ma la letteratura classica dell’Ottocento per capire l’animo umano. Come dargli torto visto come Tolstoj descrive in Anna Karenina il povero Vronsky in questo modo:

Vronsky intanto, malgrado il completo appagamento di quello ch’egli aveva così a lungo desiderato, non era pienamente felice….Questo appagamento gli aveva mostrato l’eterno errore che commettono gli uomini che si figurano la felicità nell’appagamento di un desiderio. (L. Tolstoj, Anna Karenina).

Vronsky che per gran parte del romanzo anela il desiderio di possedere Anna Karenina, nel momento in cui Anna lascia il marito per lui, si accorge che la felicità tanta agognata non arriva e lascia Anna Karenina.

Ora come avrai capito quello che ci rende felici non è certo quello che desideriamo o quello che possediamo, ma un insieme di cose che raggruppate assieme le possiamo chiamare stile di vita. Solamente uno stile di vita fatto da un mix di lavoro, tempo libero, relazioni soddisfacenti e passioni ci potrà far avvicinare a quello che semplicemente ed ingenuamente definiamo felicità.

In conclusione, conoscendo il mio interesse per la psicologia orientale, ti lascio con un proverbio taoista: «Se domani, dopo la vittoria di stanotte, contemplandoti nudo allo specchio scoprirai un altro paio di testicoli, che il tuo cuore non si riempia di orgoglio, figlio mio, vuol semplicemente dire che ti stanno inc….». Dedicato a tutti gli uomini che se vantano d’essere i più bravi.