Desideri e felicità

26 giugno 2017

Cosa desideri?

L’altra sera stavo facendo zapping annoiato e accaldato disteso sul mio divano. Mentre scorrevo i vari canali mi sono imbattuto nella faccia di questo signore.

Lo conosci?

Questo signore è l’ex presidente dell’Uruguay. Si chiama Josè Mujica soprannominato Pepe Mujica. È stato presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015. Forse molti di vuoi non lo conoscono ma è stato il presidente più povero del mondo e non perché l’Uruguay non paga i propri Presidenti ma perché rinunciava al 90% del suo stipendio per donarlo ai più bisognosi. Aveva rinunciato a trasferirsi nella casa presidenziale preferendo rimanere nella sua umile dimora alle porte di Montevideo e continuava a girare con la propria auto, un vecchio e scassato maggiolino degli anni 70’.

Quando penso ad una persona coerente, penso a lui e quando parla lo ascolto sempre anche se nessuno è perfetto, nemmeno Mujica. Dico questo perché quando il suo connazionale Suarez, attaccante della nazionale di calcio, durante i Campionati Mondiali in Brasile del 2014 aveva morso il nostro difensore Chiellini, lo aveva difeso definendo gli italiani dei provocatori e assolvendo il giocatore dopo un gesto veramente barbaro. Ma nonostante questa uscita, a mio parere poco felice, (sappiamo quanto sia importante il calcio in Sud America) quando parla questo uomo lo ascolto molto volentieri, perché, come ho detto, non è solo uno che dice delle cose giuste, ma è anche coerente con quello che dice. È  difficile per tutti esserlo ma trovare un politico che lo fa è quasi impossibile.

 

Nel discorso che aveva fatto alle Nazioni Unite nel 2013 parlò del mercato globale e di come il mercato ed il consumo stiano governando l’uomo e non viceversa. Quello che però mi ha fatto riflettere è stato quando ha menzionato gli antichi pensatori, da Seneca ad Epicuro, che sostenevano: povero non è colui che ha poco, ma quello che desidera tanto e desidera e desidera ancora di più, sempre di più”.

Il desiderio ci rende poveri d’animo ed infelici nel profondo.

Questa frase mi ha fatto pensare sia ai miei pazienti sia ai miei amici. Mi sono ricordato della compagna di un mio caro amico che è anche un collega. Il mio amico ha regalato un bell’anello di fidanzamento alla sua compagna. Un bel solitario del valore di qualche migliaio di euro e, visto che il mio amico non è proprio ricco, per lui è stato una dimostrazione d’amore non solo per il valore dell’anello ma anche per il fatto che era la prima volta che regalava un anello di fidanzamento. Gesto di per sé carico di significato.

 

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Una domenica mentre ci trovavamo assieme ad altre persone una nostra amica in comune aveva notato l’anello ed ha voluto vederlo. La fidanzata del mio amico, dopo averlo mostrato con orgoglio e dopo aver ricevuto le lusinghe delle altre donne, disse: “si, è bello ma è arrivato in ritardo, dopo la nascita di nostro figlio”.

Quando sentii questa frase pensai proprio che quella donna era un’eterna infelice perché costantemente proiettata a desiderare quello che non ha, di materiale ma anche di simbolico. Ho pensato anche che il mio amico si era portato il lavoro a casa, ma questo non gliel’ho detto.

Questo è il tipico atteggiamento per vivere male la vita: desiderare quello che non abbiamo, essere sempre alla ricerca di qualcosa, come l’auto più nuova o più grande, il vestito più alla moda o l’ultimo Iphone da 900 euro (ma cosa te ne fai di un cellulare da 900 euro se non telefonare ed andare a vedere Facebook o fare foto che non riguarderai mai) ma anche desiderare la cosa giusta per i nostri schemi mentali.

Questa donna si era lamentata perchè il bellissimo anello che aveva ricevuto era arrivato tardi, secondo i suoi canoni. Pensando questo si deprivava da sola della gioia dell’amore che il mio amico ha voluto dimostrale. Ho pensato che se l’ha fatto con l’anello molto probabilmente lo farà con tutto. Sarà una persona costantemente insoddisfatta perché desidera sempre qualcosa che non ha e forse l’unica cosa che le manca è saper amare, visto che amare è saper dare senza voler nulla in cambio.

In quell’occasione ho anche pensato che non è così scontato essere felici perché bisogna SAPER essere felici. La felicità, la serenità, lo stare bene con se stessi e con gli altri non è uno stato naturale ma bisogna saperlo fare. Mi auguro che il mio amico e collega glielo insegni…

Questo è il video di Mujica alle Nazioni Unite del 2013.