Attaccamento è sofferenza

14 Luglio 2014

Buddhismo e Mindfulness

Hai letto la vita di Siddhartha? Un uomo che visse più di 2500 anni fa diventato “divino” grazie a degli insegnamenti che si possono raccogliere nelle Quattro Nobili Verità e agli Otto Nobili Sentieri che sono le regole morali-etiche e comportamentali di un buon buddhista.

Le Quattro Nobili Verità sono i pilastri del buddhismo, praticamente affermano che nella vita c’è sofferenza, tale sofferenza è causata dall’attaccamento a una realtà impermanente.

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Ricordiamoci che lo stesso Freud aveva affermato che la sua terapia, la psicoanalisi, serviva a far sviluppare l’esame di realtà, affermando che la realtà è sofferenza. Se ci spostiamo dal campo della psicologia e andiamo in quello letterario, lo stesso Leopardi definiva la Natura matrigna e non madre.

Bisogna anche ricordare che lo stesso Siddhartha all’inizio non predicava una religione ma un modo di vivere, dettato da un atteggiamento mentale attivo nei confronti della realtà.

Quindi per diventare un Buddha non serve diventare un dio o una divinità, ognuno di noi può raggiungere lo stato libero dalle nevrosi. Perché è di nevrosi che si parla. Forse Siddhartha non sapeva d’essere un fine psicologo, ma sappiamo che già 2500 anni fa, le persone soffrivano delle stesse nevrosi che soffriamo noi.

L’interpretazione psicologica del buddhismo come modello concettuale psicologico e non religioso, associa al pensiero quindi alle parole la gran parte delle responsabilità nella creazione e nel mantenimento del sintomo nevrotico.

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I buddhisti invece accettano in modo incondizionato la realtà con la sofferenza insita nella realtà e apprendono attraverso la meditazione, il non attaccarsi ai beni materiali, ai propri pensieri, giudizi, idee o opinioni. La calma e la serenità si apprendono condividendo le Quattro Nobili Verità e applicando con l’esercizio gli Otto Nobili Sentieri.

Ma cosa sono le Quattro Nobili Verità?

Dal libro Suttapitaka, Majjhima-Nikaya, Saccavibhanga Sutta.

Fratelli, vi sono quattro verità:

  • L’esistenza della sofferenza,
  • La causa della sofferenza,
  • L’estinzione della sofferenza,
  • Il sentiero che conduce all’estinzione della sofferenza. Le chiamo le Quattro Nobili Verità.

Fratelli, la Prima Nobile Verità è l’esistenza della sofferenza.

Nascita, vecchiaia,malattia e morte, sono sofferenza.

Tristezza, ira, invidia,timore,ansia,paura e disperazione, sono sofferenza.

L’assenza di ciò che si ama, è sofferenza.

La presenza di ciò che si odia è sofferenza.

Il desiderio è sofferenza, è sofferenza.

Questa, è la Prima Nobile Verità.

Fratelli, la seconda Nobile Verità è la causa della sofferenza.

La causa della sofferenza è l’attaccamento.

L’attaccamento a sua volta è causato dall’ignoranza.

L’ignoranza che causa l’attaccamento è l’ignoranza della realtà, è l’ignoranza che la realtà è impermanente.

L’ignoranza della realtà produce l’attaccamento perché si crede permanente ciò che è impermanente.

L’attaccamento produce tristezza, l’ira, l’invidia, il timore, l’ansia, la paura e la disperazione.

Questa è la Seconda Nobile Verità.

Fratelli, la Terza Nobile Verità è l’estinzione della sofferenza.

La sofferenza può estinguersi con l’estinzione della sua causa, cioè dall’ignoranza e quindi dall’attaccamento.

Questa, è la Terza Nobile Verità.

Fratelli, la Quarta Nobile Verità è la via che conduce all’estinzione della sofferenza: sono gli Otto Nobili Sentieri.

Questa, è la Quarta Nobile Verità.

Non penso sia così difficile credere a quello che ha detto quest’uomo, perché se ci pensiamo bene lo facciamo di continuo. Senza rendercene conto rendiamo permanente ciò che di permanente non ha nulla.

Nel prossimo articolo vi parlerò degli Otto Nobili Sentieri.