Ipnosi e cura dello stress

29 settembre 2014

Ipnosi e cura dello stress

Molto spesso ci sentiamo sotto stress. Ma quali sono le patologie dello stress che uno psicologo o uno psicoterapeuta affronta nella sua pratica clinica?

Il viversi un evento o una condizione stressante, in alcuni casi, può portare ad una precisa risposta psicofisica non adattativa, che comunemente chiamiamo stress.

La risposta ad un evento o ad uno stimolo, può non essere funzionale ed adattiva per la persona. In questo caso la persona rimane e mantiene uno stato di tensione.

In questi casi, la persona può iniziare a soffrire di un disturbo dell’adattamento, di un disturbo acuto da stress, di un disturbo post traumatico da stress oppure di una vera e propria psicosi acuta da stress.

Disturbo dell’adattamento

Il disturbo dell’adattamento è caratterizzato da disturbi significativi, di lieve o moderata entità. Le cause principali di un disturbo dell’adattamento sono dovute ad un evento emozionale significativo come una malattia fisica,  il pensionamento,  una separazione dal partner o alla perdita del lavoro. La persona non riuscendo a trovare e a usare nuove strategie di coping (processo tramite il quale una persona cerca di far fronte alle nuove richieste ambientali e intrapsichiche) non riesce a gestire e a superare l’evento. L’individuo può dimostrare dei sintomi o dei comportamenti al di là di quanto prevedibile all’esposizione dell’evento stressante. Di solito una volta che il fattore stressante (o le sue conseguenze) sono scomparsi i sintomi non persistono più di sei mesi. I fattori stressanti possono essere eterogenei, singoli o costituiti da più eventi, ricorrenti o continui, interessare un singolo individuo o intere comunità, come nelle calamità naturali. Umore depresso, ansia, la combinazioni di entrambi e alterazione del comportamento sono i sintomi predominanti. 

Disturbo acuto da stress (DAS)

La caratteristica tipica del disturbo acuto da stress (DAS) è la gravità oggettiva dell’evento, la sua durata, il grado di coinvolgimento del soggetto e la naturale predisposizione personale. Il disturbo acuto da stress ha una durata che varia dai due giorni alle quattro settimane. Se persiste oltre questo arco di tempo si entra nel disturbo post traumatico da stress (Dpts).

I criteri per valutare il disturbo acuto da stress sono secondo il DSM IV:

La persona è stata esposta ad un evento traumatico in cui vi erano i seguenti elementi:

  • La persona ha vissuto o ha assistito o si è confrontata con un evento o più eventi che hanno comportato la morte o una minaccia per la vita o una grave lesione o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri.

La risposta comprende paura intensa e sentimenti di orrore.

  • Durante o dopo l’esperienza dell’evento stressante presenta i seguenti sintomi dissociativi: riduzione della consapevolezza dell’ambiente circostante (stordimento), derealizzazione e depersonalizzazione, amnesia dissociativa (non ricordare eventi dell’evento traumatico).
  • L’evento traumatico si ripresenta in almeno uno dei seguenti modi: immagini, pensieri, sogni, illusioni, flashback. Il soggetto continua ad avere persistenti sensazioni di rivivere l’esperienza traumatica.
  • Marcato evitamento degli stimoli che rievocano ricordi del trauma.
  • Sintomi marcati di ansia e del tono dell’umore. Scarsa concentrazione, irritabilità, ipervigilanza e irrequietezza motoria.
  • Il disturbo dura minimo due giorni e massimo quattro settimane e si manifesta entro quattro settimane dall’evento traumatico.
  • Il disturbo causa un disagio clinicamente significativo impedendo lo svolgimento delle funzioni relazionali e sociali, ostacolando l’individuo a compiere compiti fondamentali come la cura personale, recarsi a scuola o al lavoro.
  • Il disturbo non deve essere causato dall’uso o dall’abuso di una sostanza o da un quadro clinico generale non meglio specificato di un disturbo psicotico breve.

Disturbo post traumatico da stress (Dpts)

Il Disturbo post traumatico da stress (Dpts) è una reazione di stress protratta nel tempo, dovuta ad un evento traumatico. La durata deve essere di almeno un mese. Anche nel disturbo post traumatico da stress (Dpts) i sintomi sono dissociativi e ansiosi nei confronti dell’evento traumatico, menomazione dell’attività fisiologica e menomazione delle attività lavorative e sociali. La differenza principale tra il disturbo acuto da stress e il disturbo post traumatico da stress è la durata e la gravità oggettiva dell’evento traumatico. Il disturbo post traumatico da stress inoltre può esordire anche dopo sei mesi dall’evento stressante. I sintomi sono più acuti ed il ritmo sonno-veglia è compromesso.

Psicosi acuta reattiva

La psicosi acuta reattiva si caratterizza per il suo esordio improvviso dopo un evento stressante di grande importanza o dalla combinazione di più fattori stressanti di minore grado. La sintomatologia è  tipicamente psicotica con allucinazioni, eloquio disorganizzato, deliri, comportamenti disorganizzati accompagnati da profondi cambiamenti affettivo-emotivi. La psicosi acuta da stress può durare da poche ore ad alcune settimane, dopo di che il paziente recupera il livello preesistente. Le caratteristiche cliniche dell’episodio acuto sono: modificazione dello stato di coscienza in condizioni di veglia, vissuti immaginativi deliranti, fenomeni oniroidi, disturbo della coscienza, disturbo dell’orientamento spazio-temporale ed alterazioni emozionali intense.

La terapia ericksoniana

Questi sono i quadri clinici che uno psicologo dovrebbe conoscere per inquadrare un caso clinico. Personalmente non faccio diagnosi, per il semplice motivo che il modello ericksoniano non considera la diagnostica un elemento importante per curare un disturbo da stress. L’ipnosi ericksoniana applicata ai disturbi da stress ed, in particolar modo al disturbo post traumatico da stress (Dpst), utilizza la suggestione come elemento fondamentale per la cura ed il superamento dell’evento stressante. Milton Erickson riprende antiche procedure di guarigione come l’uso delle metafore, paradossi, truismi e racconti di vita quotidiana per indurre uno stato di ipnosi e per affrontare indirettamente l’evento stressante.

Sono note le storie realmente vissute che amava raccontare ai propri pazienti. Era nato da una famiglia povera nel Mild West americano di inizio novecento, inoltre aveva combattuto con la poliomelite ed aveva rischiato di morire a causa della malattia. Ha dovuto imparare nuovamente a camminare dopo un grave attacco di poliomelite che lo aveva costretto in una sedia a rotelle ed aveva una visione semplice dell’uomo. Amava dire che una persona ha bisogno di lavorare, avere dei figli e sentirsi capace di sostenere se stesso e la propria famiglia.

Forse la più famosa storia che Erickson raccontava ai propri paziente è quella della mucca che non voleva entrare in stalla.

All’età di dieci anni in una giornata estiva Milton stava seduto vicino ad un ruscello nella fattoria di famiglia. Vide il padre alle prese con una mucca che non voleva saperne d’entrare in stalla. Il padre l’aveva presa per le corna e tirava con tutte le sue forze per portare la mucca all’interno della stalla. La mucca a sua volta faceva l’esatto contrario. Si era impuntata con le quattro zambe e tirava in opposizione al padre. Milton, che a quel tempo era ancora un ragazzino di una decina d’anni, se la rideva allegramente guardando il padre e la mucca impegnati entrambi a fare la stessa cosa senza alcun risultato. Ad un certo punto si alzò e si mise dietro la mucca. Il padre gli chiese d’aiutarlo e d’andare a tirare la mucca assieme a lui. Milton disse al padre che lo avrebbe aiutato, ma in modo diverso. Gli disse di mollare un po’ la presa e di stare attento perché la mucca sarebbe entrata di corsa nella stalla. Prese la coda della mucca ed iniziò a tirare con tutte le sue forze. La mucca, sentendosi tirata dal posteriore, non fece altro che andare nella direzione opposta, entrando di corsa nella stalla. Forse fu in questa occasione che ideò la prescrizione del sintomo come strumento per la cura di molte nevrosi.