Esperienze negative e blocchi psicologici

25 Maggio 2015

Blocco psicologico

Ti sei mai sentito o sentita così?

  • pensi che ci sia qualcosa di sbagliato in te;
  • ti senti ansioso/a anche in situazioni in cui non lo dovresti essere;
  • le tue relazioni amorose sono un disastro e di solito ti innamori della persona sbagliata;
  • quando sei in gruppo ti senti sempre inadeguato/a e hai sempre quella sensazione di inferiorità;
  • per quanto tu faccia vivi sempre una sensazione di delusione e ti senti insoddisfatto/a;
  • pensi che nessuno ti capisca e che sei l’unico/a al mondo a vivere certe sensazioni.

 

Se hai risposto di sì ad una di queste affermazioni, allora stai vivendo un blocco psicologico e, molto probabilmente, tutti i tuoi sforzi non sono serviti a molto per uscire da una di queste situazioni.

Quando si finisce dentro ad una trappola psicologica la sensazione è di trovarsi a girare intorno, senza vedere una via d’uscita e, dopo tanta fatica, il risultato è sempre lo stesso: non sto bene. Lo schema è sempre uguale: l’emozione che non volevate provare e di cui avevate tanta paura, eccola spuntare di nuovo. Non la voglio e me la ritrovo nuovamente.

 

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Lo dovresti avere ormai capito: la tua mente emotiva non elabora le negazioni. Se non vuoi pensare al colore rosso, l’unica cosa che farà la tua mente sarà mantenere il colore rosso così saprà che non lo dovrà recuperare. Per non pensare al colore rosso deve sapere cosa non deve fare, cioè ricordare il colore rosso. Come diceva il mio professore di Neuroscienze, siamo ancora una specie in evoluzione ancora lontani dalla perfezione.

 

Come e quando creiamo un blocco psicologico?

Un blocco psichico è uno schema psicologico che utilizziamo di continuo, che nasce e si stabilizza in momenti cruciali del nostro sviluppo mentale. Ci sono due momenti nella vita dell’essere umano in cui lo sviluppo cerebrale è assolutamente importante e veloce: prima infanzia ed adolescenza. In questi due momenti la crescita cerebrale è notevolmente più veloce rispetto a tutto il resto della vita ed il numero di connessioni che si creano è molto più elevato. Se una persona ha subito traumi, abusi o, più semplicemente, non è riuscito ad elaborare delle esperienze emotivamente importanti, è molto facile che, durante queste due fasi cruciali dello sviluppo psicologico, continui a ripetere le stesse risposte emotive in modo disfunzionale, bloccandosi e ripetendo sempre lo stesso schema cognitivo emozionale. In questi casi il soggetto ha appreso che l’esperienza negativa vissuta, che è stata metabolizzata con una serie di emozioni e sensazioni negative, potrà essere rivissuta nel presente e potrà sicuramente incontrarla anche in un prossimo futuro. Un blocco psicologico non è altro che una profezia che si autoavvera in continuazione per il solo fatto che, se una cosa è successa in passato, potrà sempre riaccadere. Affinché un blocco psicologico si instauri definitivamente, bisogna che l’esperienza o l’abuso siano particolarmente gravi ed intensi oppure che si ripetano per un numero sufficiente di volte da permettere una reazione comportamentale stereotipata.

Tutti abbiamo vissuto delle esperienze negative, ma solo chi le ha vissute in modo ridondante e non ne ha trovato alcuna soluzione adattiva, svilupperà un blocco psicologico.

La cosa positiva di tutto ciò è che non nasciamo con questi blocchi, ma li apprendiamo nel corso della vita. Come ho detto, sono due i momenti dello sviluppo in cui il nostro cervello cresce con maggiore intensità, prima infanzia ed adolescenza, ma la cosa più importante è che l’essere umano come ha appreso uno schema, potrà apprenderne anche altri durante tutta la vita.