Come curare una fobia con la dissociazione

21 Febbraio 2012

cura delle fobie

Richard Bandler nel suo libro “Il potere dell’inconscio e della PNL” descrive molto bene la cura delle fobie attraverso un modello che potremmo chiamare “Il teatrino”.

L’autore parte dalla premessa che attraverso più dissociazioni visivo-cinestesiche la persona non vivrà più continuamente e costantemente la fobia come se stesse avendo luogo nel momento presente. La persona apprende a fare un passo indietro, vedere la situazione fobica o l’oggetto fobico da angolazioni diverse dando contenuti emozionali diversi.

Ora sappiamo che il problema ha origini e radici che si alimentano nel passato, ma molte terapie pensano che solo lavorando nel passato il problema si risolva e la fobia scompaia.

Tutte le terapie però concordano che per curare una fobia bisogna che il problema sia insopportabile per chi lo vive, finché rimarrà un minimo di guadagno secondario la persona continuerà in modo inconsapevole a ripetere il comportamento fobico.

Bandler riporta un caso di idro fobia o fobia dell’acqua. Un uomo aveva appreso la fobia dell’acqua dopo un annegamento. Era stato ripescato clinicamente morto, venne salvato grazie a una rianimazione andata a buon fine, tranne per il fatto che l’uomo miracolosamente salvato non riusciva più ad avvicinarsi all’acqua. La paura dell’acqua era così forte che non riusciva nemmeno a farsi la doccia ed era costretto a lavarsi usando un asciugamano bagnato.

Conoscere anche i minimi dettagli dell’esperienza può essere utile per lo psicologo, per capire il vissuto e le emozioni associate a tale esperienza, ma ai fini terapeutici non aiuta il paziente a guarire.

L’autore spiega in questo modo il suo modello terapeutico antifobico: “….feci osservare tutta l’esperienza al contrario. Facendolo si sarebbe sentito in modo diverso, perché il suo cervello avrebbe elaborato il ricordo in modo diverso. E quando ci sentiamo diversi, riusciamo a fare le cose che prima evitavamo e che ci spaventavano……sono convinto che le persone fobiche (e, in effetti, chiunque sia tormentato da paure, depressione e stati di quel tipo) stiano sostanzialmente eseguendo una qualche forma di suggestione post-ipnotica, che possono aver ricevuto da qualcuno o creato autonomamente.

Secondo l’autore molti disturbi psicosomatici, le irritazioni cutanee o l’ipertensione e tutti i disturbi connessi con lo stress, funzionano in maniera ipnotica.

CURA VELOCE DELLE FOBIE

  1. Immaginatevi seduti su una comoda poltrona di un cinema con lo schermo bianco leggermente sopra il livello degli occhi.
  2. Ora, una volta rilassati iniziate a guardare la scena che vi crea una reazione fobica. Potete iniziare da un momento particolare della sequenza (punto 1) e arrivare fino a quando la scena sfuma (punto 2). Tenervi a una distanza di sicurezza emotiva allontanando lo schermo se l’ansia diventa insostenibile.
  3. Ora, dissociatevi e uscendo dal vostro corpo entrate nella cabina di proiezione, da dove viene proiettato il film e guardatevi seduti in platea. Continuate a rimandare la scena fobica dalla cabina di proiezione cambiando i colori o la velocità. Mentre fate questo continuate ad osservavi mentre siete seduti in platea a guardare il vostro film.
  4. Bene, ora potete scendere dalla cabina di proiezione e rientrare nel vostro corpo. Potete entrare nel film alla fine della sequenza (punto 2) e vivere l’esperienza in uno stato tranquillo e rilassato. Ora che vi trovate alla fine della sequenza potete rimandare indietro il filmato fino all’inizio (punto1). Cambiate i colori e aggiungete una vostra canzone preferita. Potete farlo anche più volte
  5. Bene, ora potete ritornare sulla vostra poltrona e riguardare la scena dall’inizio. Se non siete soddisfatti del cambiamento ripetete i punti  3 e 4.