schema mentale

Ti sei mai sentito insicuro?

Penso che la risposta sia sì!

Sentirsi insicuri fa parte della vita. Mi sarei preoccupato se avessi risposto di no: in questo caso la tua vita sarebbe stata messa in pericolo moltissime volte.

Sentirsi insicuri o avere quella sensazione interiore di incertezza che aiuta le persone a sfidare le proprie capacità e a conoscere le proprie potenzialità è funzionale al benessere psicologico e mentale delle persone. In questo modo le persone conoscono se stesse ed il mondo.

Ma questo non succede sempre. A volte questa insicurezza, le incertezze di farcela o di sentirsi capaci blocca le persone e le fa sentire incapaci. In questo caso si attiva uno schema disfunzionale involontario, automatico ed inconscio che non permette di vivere serenamente la propria vita.

 

Cos’è uno schema psicologico?

Uno schema psicologico è un modello mentale, cioè una serie di pensieri, emozioni, atteggiamenti e comportamenti più o meno inconsci, che attivandosi automaticamente e velocemente seguiamo senza metterlo in discussione perché troppo abituati a farlo. Uno schema mentale è come un copione che in maniera autonoma siamo portati a seguire. Lo facciamo perché sappiamo già dove ci porterà, avendolo appreso durante l’infanzia o nella prima adolescenza ed avendolo seguito moltissime volte lo rendiamo autonomo. Possiamo dire che gran parte di quello che facciamo (relazioni con gli altri, definire se stessi, immaginarsi un ipotetico futuro), lo facciamo usando schemi psicologici precostituiti.

 

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Nulla di male se lo schema è funzionale al nostro benessere: gli schemi psicologici sono utilissimi; ma se lo schema è disfunzionale, in questo caso le emozioni e gli stati d’animo ed, infine, il comportamento che susciterà saranno: paure immotivate, ansia e la conseguenza sarà un blocco dello sviluppo personale.

In questo caso si parlerà di schemi psicologici disfunzionali.

 

Come nasce uno schema psicologico disfunzionale?

Uno schema disfunzionale psicologico viene appreso nell’infanzia o nell’adolescenza e si instaura dopo un trauma come un lutto o un abbandono, ma non solo. Lo si può apprendere anche solo attraverso l’osservazione. Se il bambino cresce a stretto contatto con un genitore ansioso, apprenderà che il mondo fa paura, che vivere è difficile perché tutto fa paura. Anche se un genitore è iperprotettivo e non lascia che il bambino sperimenti e scopra il mondo in modo naturale, si può apprendere uno schema psicologico disfunzionale. Uno schema psicologico disfunzionale può nascere non solo in un ambiente iperprotettivo, ma anche in un ambiente dove non ci si sente protetti, quando chi ci dovrebbe far sentire al sicuro non lo fa. In questo caso il bambino apprenderà che il mondo è un ambiente pericoloso, perché effettivamente il mondo è pericoloso per un bimbo.

 

Come opera uno schema psicologico disfunzionale?

  • Inizia sempre con dei pensieri più o meno consapevoli, ma molto spesso inconsci. Questi pensieri sono di solito svalutanti. Sono pensieri negativi e riguardano se stessi o il mondo: non sarò capace, è troppo difficile per me, il mondo è pericoloso.
  • In contemporanea con i pensieri negativi si attivano sensazioni ed emozioni negative: paura, ansia, agitazione e senso d’angoscia.
  • Reazioni fisiche e comportamento d’evitamento. Alla fine tutto questo porta ad una serie di reazioni fisiche come tachicardia, fame d’aria, sudorazione e la conseguenza comportamentale è l’evitamento. Evitare di conoscere il mondo e di fare nuove esperienze.

 

Come cambiare uno schema psicologico disfunzionale

Per cambiare uno schema disfunzionale bisogna:

  • capirne l’origine. Fondamentalmente bisogna capire l’origine delle paure che hanno portato all’instaurarsi dello schema. Non di rado sono paure abbandoniche, perché un bambino vive costantemente questa paura.
  • una volta capita l’origine, bisogna iniziare un percorso di rassicurazione. Quando una persona ha paura, l’antidoto alla paura è il coraggio. Il coraggio è sempre uno schema psicologico in cui mi sento capace.
  • sviluppare il coraggio è semplice solo se si inizia un training di autovalutazione positiva.
  • migliorando l’immagine di se stessi, capendo di essere capaci e sentendosi forti, si potrà iniziare ad affrontare le proprie paure.
  • un passo importante in questo percorso è gratificarsi, per il solo motivo che si è importanti.
  • forse questo è il punto più importante: bisogna imparare e capire che si è IMPORTANTI!

Ora la domanda che ti potrai fare è: quanto importante mi sento? Quando parlo di importanza non voglio dire essere amministratore delegato di una importante società. Non di rado chi raggiunge queste posizioni lavorative nasconde una mancanza inconscia nel sentirsi importante. Sentirsi importanti vuol dire sentirsi amati, accettati e compresi per quello che si è, non per quello che si dovrebbe essere agli occhi di qualcun altro.