L'importanza del padre nella crescita del figlio

Quanto importante è il ruolo di entrambi i genitori nello sviluppo psicologico ed emotivo di un bambino?

Forse non tutti si rendono conto dell’importanza di entrambi i genitori nella crescita affettiva e psicologica di un bambino. Siamo ancora convinti che molti dei problemi o, nei casi più gravi, dei disturbi psicologici che si possono riscontrare in un adulto siano dovuti al rapporto materno. Molto spesso mi accorgo che molti dei miei pazienti si soffermano sul rapporto materno e danno quasi per scontato che il padre abbia influenzato poco o nulla la loro vita psicologica. Anche quando hanno avuto un padre violento, assente o, peggio ancora, ambivalente.

 

Articoli correlati: Atteggiamenti che i genitori possono evitareGiulia un amore disorganizzatoLa teoria dell’attaccamento – L’amore come attaccamento sentimentale – Le paure innate dell’essere umano

 

Questo è molto strano perché sembra che sia molto più semplice razionalizzare e pensare di aver risolto o rielaborato le dinamiche con il padre, ma non si riesce mai a farlo con la madre.

Quanto è importante il rapporto con il padre?

Un padre può arrecare dei danni importanti ad un bambino e far crescere il figlio insicuro, ansioso, narcisista o borderline.

Sempre più spesso nella mia attività clinica noto quanti danni psicologici ed emotivi arreca una figura paterna disfunzionale ad un bambino che successivamente diventerà un adulto infelice.

Quello che mi sorprende, ma solo fino ad un certo punto perché ho capito a mie spese che il nostro cervello è bravissimo a nasconderci la causa che provoca il sintomo psicologico e si diverte a farci vedere e vivere solo il sintomo, è che le persone non sono consapevoli dell’importanza della dinamica paterna. Inoltre, mi sono accorto che anche in questo caso l’identità di genere fa la differenza perché soprattutto le donne cercano di giustificare o pensano di aver rielaborato il rapporto paterno. Gli uomini hanno una migliore consapevolezza del rapporto paterno e non hanno problemi a far ricadere sul padre il proprio stato psicologico. Sembra quasi che le donne abbiano una forma di reverenza o sudditanza nei confronti del padre. Senza andare a disturbare Freud, che come sempre aveva visto lontano, ho trovato in internet un’interessante ricerca che andrebbe a confermare le osservazioni fatte nel corso della attività clinica.

All’International Father Acceptance Rejection un team di psicologi ha confermato che il rifiuto da parte del padre è vissuto dal bambino in modo più devastante che se venisse perpetrato dalla madre. Questo team di psicologi proveniente da tredici nazioni diverse ha osservato che i bambini tendono a dare maggiore importanza e maggiore attenzione alla figura genitoriale con più prestigio, quella più forte a livello interpersonale. Da sempre questo ruolo è stato svolto dalla figura paterna. Non a caso la nostra cultura e non solo, si basa sulla famiglia patriarcale ed il padre è quello che ha l’ultima parola. Ancora oggi non è difficile sentire le madri che dicono ai propri figli: “se te lo lascia fare papà, va bene” oppure: “per me va bene, ma chiedi prima a papà”. Queste frasi ci fanno capire bene che l’ultima parola ed il vero permesso deve essere dato dal padre e non dalla madre.

Queste riflessioni vogliono semplicemente spostare l’attenzione sulla vere responsabilità educative ed affettive di entrambi i genitori. Troppo spesso sento dire, e purtroppo anche leggere, che l’attaccamento sicuro, ambivalente o disorganizzato dipende dalla persona che si è presa cura del bambino, che di solito è la madre. Questo può essere vero solo se troviamo una madre “amantide” che ha eliminato la figura paterna. In tutti quei casi in cui è il padre ad essere assente, la sola figura materna, per quanto possa essere presente ed amorevole, non basterà per far crescere un adulto forte e sicuro di se stesso. La figura paterna è e sarà sempre molto importante per far crescere un bambino sereno e sicuro.