Nel descrivere l’esperienza soggettiva della trance ipnotica, si parla di modifiche temporali, di flusso di sensazioni e di rimozioni relative alla realtà esterna. L’attenzione viene spostata al mondo interiore del soggetto, le resistenze e la razionalità cosciente vengono a mancare e non vi è alcuna necessità di interagire socialmente. Il soggetto in ipnosi si sente presente e ha la consapevolezza del rapporto con un’altra persona – che è l’ipnotizzatore.

In ipnosi, una parte della psiche del paziente è legato alla psiche dell’ipnotizzatore, in un processo di comunicazione dinamico. L’ipnotizzatore può comunicare con una parte del sé del soggetto, poi con un’altra, instaurando un ponte psichico tra individuo ed ipnotizzatore.

Nell’auto ipnosi c’è molta più autonomia. Una parte cosciente della psiche fornisce suggerimenti alla parte inconscia. Di solito, le auto-istruzioni sono abbastanza specifiche e servono a rafforzare cambiamenti personali.

A volte l’individuo entra in uno stato ipnotico senza darsi suggerimenti o indicazioni specifiche. Questo si chiama ipnosi neutrale, è uno stato all’insegna del relax e le immagini fluttuano liberamente. Si tratta di uno stato di trance non strutturato.

Se si aggiunge un ingrediente a questo stato di trance, abbiamo la meditazione.

La trance meditativa è simile in qualità all’auto-trance ipnotica. Nella meditazione, tuttavia, l’individuo inizia senza nessun segnale evidente di induzione, e si concentra osservando una parte del corpo (ad esempio, il plesso solare), un suono (mantra), un’immagine simbolica (mandala), un sentimento spirituale, o una grande idea universale.

La pratica meditativa richiede dedizione, motivazione, una pratica quotidiana, molta pazienza, e richiede una certa solidità di mente.

A livello cerebrale cosa succede all’interno del cervello?

Il cervello in ogni fase della giornata che sia impegnato in una attività complicata come risolvere un rebus o che sia a riposo durante il sonno produce dei potenziali elettrici. Queste differenziali vengono raggruppati in quattro categorie principali.

Onde Beta, Alfa, Theta e Delta

Beta

Hanno una frequenza che varia da 13 a 30 Hz e sono associate alle normali attività di veglia, quando siamo concentrati sugli stimoli esterni. Sono alla base delle fondamentali attività di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda. Per esempio, leggendo queste righe il vostro cervello sta producendo onde beta. Esse, poi, ci permettono la reazione più veloce e l’esecuzione rapida di azioni. Nei momenti di stress o di ansia le beta ci danno la possibilità di tenere sotto controllo la situazione e dare veloce soluzione ai problemi.

Alpha

Hanno una frequenza che varia da 7 a 13 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, è concentrata sulla soluzione di problemi esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. Sono tipiche, per esempio, dell’attività cerebrale di chi è impegnato in una seduta di meditazione, yoga, taiji.

Theta

La loro frequenza è tra i 3 ed i 7 Hz e sono proprie della mente impegnata in attività di immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda. Il sogno ad occhi aperti, la fase REM del sonno (cioè, quando si sogna). Nelle attività di veglia le onde theta sono il segno di una conoscenza intuitiva e di una capacità immaginativa radicata nel profondo. Genericamente vengono associate alla creatività e alle attitudini artistiche. Favoriscono la capacità e la velocità di apprendimento, ed è noto che i bambini vivono naturalmente nella fase Theta, più che gli adulti; e ciò spiega perché essi riescano ad apprendere molto meglio che gli adulti, per esempio una seconda lingua.

Delta

Hanno una frequenza tra 0,1 e 3 Hz e sono associate al più profondo rilassamento psicofisico. Le onde cerebrali a minore frequenza sono quelle proprie della mente inconscia, del sonno senza sogni, dell’abbandono totale. In questo senso vengono prodotte durante i processi inconsci di autogenerazione e di autoguarigione.

Dr. Ceschi Psicologo Padova – Mestre