Dopa aver parlato della teoria dell’attaccamento di John Bowlbly, delle differenze tra un rapporto madre figlio e un rapporto tra adulti. Da quali schemi siamo guidati nella scelta del partner e perché siamo portati a tradire, ed infine come tre ipotetiche persone replicano gli schemi di attaccamento appresi nell’arco di una vita, una domanda potrebbe insinuarsi nella nostra mente.

Ma una volta che ho appreso uno schema di attaccamento come faccio a cambiarlo?

Abbiamo visto come nei bambini si formano certi schemi mentali di se stessi e delle persona che si prende cura di loro, e come questi modelli interni relazionali si esprimono in modo sicuro, evitante o disorganizzato. Una volta che il modello viene appreso i meccanismi cognitivi dell’attenzione, della percezione e della memoria lavorano per confermare tali modelli e non per disconfermarli. La nostra mente è programmata solo per confermare le nostre aspettative e tutto quello che non rientra nelle nostre aspettative viene ignorato.

Studi cognitivi hanno dimostrato che la nostra mente molto spesso non fa la cosa più giusta, ma rielabora le informazioni in modo spiccio cercando di fare il minor sforzo possibile. L’essere umano quindi si trova a percorrere la medesima strada e riconoscendola ne prende familiarità. La stessa familiarità poi alimentata dalla sicurezza che gli impedisce di cambiarla. È sulla base di questi meccanismi che le persone si costruiscono la propria realtà e le proprie relazioni. In altre parole viviamo costantemente delle auto-profezie che inevitabilmente si avverano. Detto questo, potrebbe sembrare d’esserci messi all’interno di una gabbia da soli. Invece bisogna chiarire che per il 90% la nostra personalità non è innata ma appresa, e tutte che le cose che apprendiamo le possiamo anche disapprendere, ma soprattutto possiamo apprendere sempre cose nuove.

Potremmo essere fortunati, e trovare una persona che ha appreso un attaccamento sicuro che non reagisce in modo conforme alle aspettative dell’altro per confermare il proprio modello d’attaccamento. Una persona che non reagisce con il sarcasmo o con l’ironia, che non si allontana al minimo segnale di rifiuto. Trovare un partner o una persona in grado di dare cure continuative e costanti, capace di dare conforto in maniera soddisfacente, può aiutare il processo di cambiamento. Un partner, che ha queste caratteristiche, di sicuro può apportare un cambiamento profondo degli schemi cognitivi che fanno da filtro nei processi di elaborazioni delle informazioni interne ed esterne. Un altro modo potrebbe essere un processo di esplorazione del proprio modo di vivere le proprie emozioni. Con un percorso di psicoterapia possiamo dare nuovi significati a vecchi schemi, così profondi da diventare inconsapevoli. Quindi finché ci sarà un’alba dopo un tramonto ci sarà sempre la speranza di un domani diverso.