Che significato dai al cibo

Il cibo. Amore ed odio. In alcuni casi anche indifferenza, non curanza in altri ma sempre presente anche quando non c’è, perché il cibo è presente anche nella sua assenza.

Quante volte ti sei trovato ad immaginare il tuo piatto preferito aspettando che tua moglie o tua madre te lo prepari?

Il rapporto con il cibo è il rapporto più intenso che abbiamo. La prima cosa che facciamo quando nasciamo è cercare di mangiare. Ci fiondiamo verso il seno della madre (oggettivamente distratta dalla sforzo del parto) ed iniziamo a succhiare il colostro (primo latte materno).

Se questo è il nostro primo imprinting, possiamo dire che, una volta venuti al mondo, la nostra vita sarà sempre segnata dal cibo.

Magari ti starai chiedendo perché ho scritto questa lunga premessa. La risposta è molto semplice: perché stiamo parlando del rapporto più profondo che abbiamo: quello con il cibo.

 

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Non a caso, oggi come oggi, i professionisti che abbondano in tv sono i cuochi, ops!, scusate, gli chef. Sembra che le cose più importanti al mondo siano la cucina, i cibi e le infinite varietà di diete che possiamo seguire. Il cibo imperversa a tutte le ore in ogni rete televisiva.

Ma tu che rapporto hai con il cibo?

Cibo come compagno. In alcuni casi le persone usano il cibo come sostituto di un compagno. Ho sentito di persone che parlano al cibo. Ho visto persone inforcare dei maccheroni o una polpetta, osservarli e parlarci. Una delle scene più divertenti del film “Il diario di Bridget Jones” è quando lei si sente sola ed abbandonata e si siede sul divano con un barattolo da due chili di gelato con l’intenzione di finirlo. Il cibo come sostituto di un affetto.

Cibo come nemico. Per le anoressiche, invece, il cibo è un nemico da sconfiggere. Intraprendono una guerra contro il cibo, una guerra che, in alcuni casi, non avrà mai fine. Il cibo è visto come un veleno. Meno si mangia, più la felicità sarà vicina. Il cibo non deve entrare nella vita dell’anoressica e, se entra, deve uscire il prima possibile: con lassativi oppure bruciandolo con l’attività fisica.

Cibo come riempitivo. Vuoi fare una dieta semplice? Mangia solo quando hai fame e smetti di mangiare prima di sentirti sazio. Semplice, no? No! Molte persone non mangiano quando hanno fame. Ti sembra strano? Invece è molto frequente sentire di persone che non mangiano quando hanno fame, ma quando sono stressate, annoiate o ansiose. Il cibo dovrebbe avere una solo funzione: apportare calorie e nutrimenti al nostro organismo, ma non sempre lo usiamo per questo.

Cibo come medicina. Da sempre cibo, piante e fiori sono stati usati per curare malattie. Oggi sembra che sia ritornato di moda il cibo come elemento curativo. Sembra che ogni anno la “tribù” dei vegani aumenti del 10%. Solo alcuni anni fa, se uno diceva di essere vegano, veniva visto come un infettato, come uno che non era del tutto a posto con la psiche. Oggi se non hai un po’ di tofu in frigo non ti vuoi bene. Come cambiano velocemente le cose quando si parla di cibo. Il cibo come medicina è la moda del momento. Curcuma, zenzero, noci, soia e derivati sono alimenti che non possono mancare nella dieta di una persona che tiene al proprio benessere. Allo stesso modo, ci sono anche alimenti da evitare accuratamente: carni rosse, latte e derivati, farine di vario tipo e raffinazione sono, invece, veleno legalizzato. Ma nessuno si chiede che le persone che oggi hanno ottanta, novanta o cento anni hanno mangiato per metà della loro vita solo questi cibi? Per l’altra metà, invece, hanno mangiato gran poco.

Cibo come psicofarmaco. E siamo arrivati al cibo come psicofarmaco ossia quello che viene utilizzato per farci provare sensazioni piacevoli. Perché nessuno mangia cibo schifoso per provare sensazioni altrettanto schifose? In questo caso, il cibo viene utilizzato come antidepressivo, ansiolitico, ipnagogico. Questo è il caso delle persone che, se non mangiano almeno cinquanta grammi di cioccolata al giorno, diventano irascibili, se non violente. Il cibo come psicofarmaco lo riscontriamo anche nei depressi o negli ansiosi. Non sempre la depressione porta all’apatia culinaria; a volte porta anche alle abbuffate depressive. Invece per gli ansiosi non c’è nulla di meglio che mangiare quando sentono quella strana sensazione allo stomaco.

E tu come lo utilizzi il cibo?