Tutto scorre – Panta Rei

18 ottobre 2019

Tutto scorre

Dopo l’ultimo articolo, ho ricevuto una email da parte di una persona che segue la rubrica: un articolo alla settimana.

Di seguito riporto la lettera che la lettrice mi ha inviato:

Dr Ceschi, ho letto l’articolo, non sono sicura di essere d’accordo sul considerare il presente e basta: io ho nostalgia di molte cose del passato, ma sono positive. Mi fanno gioire per quello che ho fatto, mi fanno sorridere per episodi accaduti in 34 anni di matrimonio. Il futuro, è vero, mi crea ansia ma solo ed esclusivamente per quanto capitatomi in questo ultimo anno. Altrimenti organizzerei molte cose: viaggi, programmi di svariati generi , ma solo perché vedrei dinnanzi a me ,”il tempo” che ora  sembra legato ad un filo. Ho provato a mettermi nei panni degli altri molte volte, e spesso  capivo quanta bontà e pazienza e affetto che queste persone avevano; nello stesso tempo ho visto meschinità, gelosie  cattiverie gratuite che non accetto, mi fanno stare male nel profondo (le vivo come ingiustizie). In un’ altra vita  probabilmente farei Zorro che arrivava nei momenti di difficoltà ad aiutare i più deboli e indifesi. Forse perché oggi mi sento debole e indifesa. Guai se non avessi il mio angelo, mio marito,  che ogni giorno cerca di soddisfare ogni più piccolo desiderio, percepisce i momenti tristi, le angosce che arrivano alla sera, i dispiaceri che la famiglia mi dà con atteggiamenti a dir poco ” sporchi” e che lui pacatamente e con estrema gentilezza minimizza. Credo quindi che ogni tempo abbia delle cose da “tenere strette”, belle e importanti, che ci fanno continuare la nostra strada con più leggerezza, con più  fiducia nel domani . A volte basta guardare un fiore, un tramonto, il silenzio della notte e tutto diventa perfetto, cosi come è. Alla prossima

Ho voluto condividere questa lettera perché la trovo molto toccante. Personalmente conosco la storia di questa lettrice. La persona in questione ha avuto un problema di salute abbastanza grave, per non dire grave. Ha subito una importante operazione ma adesso sta bene. Questa avvenimento inaspettato l’ha portata a cambiare la propria vita. Semplicemente ha cambiato stile di vita, ma come sempre tutto il male non vien per nuocere. L’arresto improvviso della routine quotidiana l’ha fatta riflettere ed ha consapevolizzato che quello che ha fatto per molti anni non le apparteneva più.

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La lettera mi ha toccato per vari motivi. Il primo è il rapporto di grande amore che ha da 34 anni con il marito. A dir poco invidiabile. L’unione di due persone che trovano uno nell’altra la forza e la comprensione reciproca e sanno mantenerla. Chapeau. La lettrice non è d’accordo con me quando dico che la cosa più importante è rimanere nel presente ed al massimo proiettarsi in un futuro prossimo. Sono pienamente convinto che la ragione non è oggetto di possesso, quindi non voglio rispondere cercando di convincere nessuno. Molto spesso vedo persone che soffrono per quello che hanno perso: un amore, una persona oppure uno status. Tutte queste persone che giustamente soffrono potrebbero però far proprio il pensiero di Eraclito, filosofo greco del VI sec. a.C.

Forse, perché ultimamente ho un irrefrenabile desiderio di riprendere in mano i libri di filosofia e di studiare veramente il pensiero dei grandi filosofi greci, ma vorrei rispondere alla lettrice con il pensiero di Eraclito.

«Dice Eraclito “che tutto si muove e nulla sta fermo” e non potresti entrare due volte nello stesso fiume”».

La mia concezione del passato non è quella di dimenticarlo o di negarselo. Anzi. Chi non ha memoria non ha identità. Ma penso che per vivere serenamente bisognerebbe fare nostra il concetto del: panta rei

panta rei «tutto scorre». Proposizione con cui gli eraclitei esprimono l’eterno divenire della realtà, paragonando quest’ultima a un fiume che solo apparentemente rimane uno e identico, ma che in effetti continuamente si rinnova e si trasforma, sicché non è dato tuffarsi in esso più di una volta, perché la seconda volta – a rigore – non è lo stesso fiume della prima. Questa concezione costituisce l’antitesi di quella dell’assoluta eterna unità e immutabilità dell’essere, affermata dalla scuola eleatica.

Avere ricordi belli o brutti ci serve per capire il nostro presente oppure il nostro futuro, ma rimanerci attaccati oppure sperare che non ritornino i momenti brutti oppure che si ripetano quelli belli è molto pericoloso, perché il flusso della vita è in continuo mutamento. I nostalgici dei tempi passati sono molti e ci saranno sempre, ma rimanere nel passato può solo farci perdere quello che stiamo vivendo ora.

Inoltre la lettrice mi racconta che ha visto come sono le persone quando ha provato a mettersi nei loro panni. Ha visto che ci sono persone buone, gentile ed altruiste, ma anche individui meschini, cattivi ed invidiosi.

Una volta che ho capito chi sei deciderò se frequentarti oppure potrò decidere di starti lontano. Le persone sono esseri unici ed ognuno ha le proprie peculiarità. In un mondo ideale tutto è bello e buono, la realtà, invece, è molto più complessa ed articolata ed in questa complessità c’è anche quello che noi definiamo brutto e cattivo.

Vi lascio con un regalo musicale