Problemi d’ansia…come uscirne

10 luglio 2017

Ansia

Da sempre l’uomo si è confrontato con i propri limiti. Ci sono persone che amano superare i propri limiti, altre, invece, che si fanno bloccare dai limiti. La grande differenze tra chi sta bene psicologicamente e chi sta male è soprattutto nell’atteggiamento mentale.

Il primo passo per stare bene è credere in se stessi. Questo vuol dire che l’attenzione, il baricentro devono essere rivolti dentro noi stessi. Possiamo essere delusi o arrabbiati per i genitori che ci siamo trovati, per il fisico che la genetica ci ha fornito, ma la grande differenza tra chi sta bene e chi sta male psicologicamente è il focus dell’attenzione. L’attenzione deve essere “introversa” cioè deve essere rivolta dentro noi stessi. Io lo chiamo un “sano narcisismo”, che porta a pensare che noi siamo sia il centro della nostra sofferenza ma anche la soluzione. È dentro noi stessi che possiamo trovare le soluzioni per i nostri problemi psicologici.

Una ricerca ha evidenziato che in Europa ogni anno vengono acquistati più di centosettanta milioni di benzodiazipine, cioè medicine che servono per non sentire l’ansia. Oramai l’uomo moderno pensa che solo attraverso la pillola o le gocce si possano affrontare le difficoltà della vita. Peccato che le benzodiazipine provocano sia dipendenza sia tolleranza, quindi ne servono sempre di più per eliminare sintomo e dipendenza.

 

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L’ansia non è altro che il risultato psicofisico all’emozione paura. Ma se provo paura non posso pensare che la supererò prendendo un farmaco. Riuscirò a superare le mie paure solo se inizierò a credere in me stesso. Per superare le mie paure mi devo sentire forte. E per sentirmi forte non devo esserlo ma ci devo solo credere.

Le paure che ci provocano ansia però non sono le stesse paure dei nostri antenati. Mio nonno aveva paura di non mettere assieme il pranzo con la cena, aveva paura che i figli non avessero cibo o non avessero abbastanza caldo nelle notti fredde d’inverno, aveva paura di non riuscire a vivere. Oggi, invece, le persone hanno paura di non essere all’altezza, perché non sono abbastanza magre oppure perché non hanno l’ultimo smartphone o hanno paura di non essere capaci perché la società gli richiede uno status troppo alto. Ci siamo dimenticati che per vivere bene bisogna imparare a stare bene con se stessi e non rincorrere sogni ed obiettivi altrui.

La terapia eriksoniana con l’utilizzo dell’ipnosi parte dal principio che le persone hanno tutte le risorse per uscire dal proprio malessere. Caposaldo della terapia è l’attenzione alla persona e non alle dinamiche familiari del passato. La mente nell’evoluzione ha imparato a curarsi da sola come la pelle quando ci tagliamo. Se non lo facciamo è solo perché siamo troppo rigidi e non siamo disposti a lasciare andare quello che abbiamo imparato anche se è disfunzionale.

L’industria farmaceutica che produce ansiolitici potrebbe chiudere domani se le persone imparassero a credere in se stessi invece di pensare che le paure si posso bypassare con un farmaco. Non lo fanno perché il farmaco è veloce e da subito risultati soprattutto nel breve periodo. Purtroppo le cose importanti non si acquisiscono velocemente e nemmeno è facile raggiungerle. Non basta dirsi: “credo in me” o nemmeno “di sicuro ce la farò”. Queste frasi sono utili come è utile il pensiero positivo, ma non bastano. Per acquisire sicurezza ci vogliono tempo e pazienza e, guarda caso, questi due elementi sono sempre più merce rara in una società che corre e che vuole tutto e subito.