Perché i giovani si tagliano – una lettera di una lettrice

12 Dicembre 2019

Autolesionismo con tagli

Dopo l’ultimo articolo una lettrice mi ha scritto una lettera.

Ho ritenuto opportuno pubblicarla, perché la lettrice pone attenzione sul gesto egocentrico e non comprende perché una persona si debba far del male e non mostrare il proprio male. Forse, è proprio questo il nodo cruciale di tale comportamento.

Buona lettura

 

Gentile Dr Cerchi, ho letto l’articolo  su questa assurda forma di autolesionismo. Non saprei onestamente dare un perché, mi sembra incredibile fare qualcosa senza una motivazione.  Se dovessi farlo io (perché voglio attirare l’attenzione in famiglia) lo farei in maniera diversa , non certo con dei tagli poco profondi e tenuti nascosti.

Credo che venga fatto per se stessi, perché  forse vogliono dimostrare al loro io che sono forti al punto da ferirsi. La vedo proprio come un tentativo di voler evidenziare la loro poca considerazione per la vita, per il loro corpo, per la loro anima più  profonda. Sono una persona così  tosta che mi ferisco, faccio del male al mio corpo. Ecco come vedo questa patologia, un pò come l’anoressia che usando il corpo si impongono di rifiutare il cibo. Quello che forse non si rendono conto è  che la vita darà  già  molti problemi  alla “salute”, è che arrivare a fare certe cose è da sciocchi; con gli anni ci si rende conto che il corpo e la salute sono due cose importantissime, essenziali, uniche, e se non cominci a capirlo in giovinezza poi  il conto arriva, arriva sempre, più  o meno caro.

Io sono stata probabilmente una persona che ha fatto dell’autolesionismo  nel non risparmiare il mio corpo da una vita “esagerata, vissuta a grande velocità” ed ora cosa ho trovato? Un fisico molto provato, che devo tutelare; ecco bisognerebbe far comprendere quanto sia stupido adottare certi atteggiamenti. Se si vuole attirare l’attenzione in famiglia o con gli amici meglio un abbigliamento stravagante, un colore dei capelli  eccentrico. Non certo infliggendo ferite leggere che vengono poi  nascoste. Meglio un bel pantalone a fiori, maglione lilla e scarpe a righe con una capigliatura color melanzana. Così ho più  coraggio e non distruggo un fisico che sarà  UNICO.

 

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Ecco il contributo della lettrice che non comprende bene il significato di un comportamento autolesionista, ma che non ha lo scopo di essere messo in bella mostra.

Questo dovrebbe farci capire il significato egocentrico del gesto e non altruista del gesto. Queste personalità hanno uno spiccato egocentrismo e non riescono a condividere con gli altri le proprie emozioni, il proprio vissuto ed hanno bisogno di rimanere soli anche nel dolore.

Per questo motivo molto probabilmente non si metteranno dei pantaloni colorati o si vestiranno in modo eccentrico, bensì si rifugiano nel proprio “IO” che non riuscendo ad avere un contatto con il mondo esterno si atrofizza verso l’interno e per essere vivo ha bisogno di dolore. E? sempre bene ricordare che io esisto se c’è “qualcuno” che riconosce la mia esistenza, ma se questo “qualcuno” per vari motivi non mi riconosce, non mi vede allora io non esisto. Questo vissuto fa nascere una grande angoscia, che possiamo definire “angoscia esistenziale”, che non ha alcuna medicina se non il riconoscimento da parte dell’altro. Bisogna anche precisare che l’altro non è una persona qualunque, bensì una figura di vitale importanza come un genitore. Cosa di non poco conto.