L’equilibrio instabile tra paura e sicurezza – Covid 19

06 Maggio 2020
Pandemia da Covid 19

Pandemia da Covid 19

Sono due mesi che siamo chiusi in casa a causa della pandemia da Covid 19. All’inizio nessuno aveva capito bene di cosa si trattasse e nemmeno a cosa saremmo andati incontro.

Questo ha portato ad un generale stato di confusione e d’incertezza. Abbiamo dovuto gradualmente imparare ad organizzarci la vita in modo completamente differente. Chi era abituato ai ritmi frenetici della quotidianità ha dovuto rallentare ed imparare a stare a casa tra le quattro mura domestiche.

Fin da subito le associazioni e gli enti che seguono la galassia delle violenze domestiche hanno lanciato l’allarme. Capendo bene che la situazione in certi contesti sarebbe stata drammatica. Purtroppo non sono stati smentiti e alcuni casi, anche gravi, sono stati riportati dai vari telegiornali.

Questo però è stato solo un aspetto della quarantena, che per molti non è e non sarà mai un problema, perché hanno una vita relazionale soddisfacente, ma anche le altre persone hanno dovuto fare i conti con la PAURA.

Posso affermare che il filo rosso che ha contraddistinto questi giorni è stata la PAURA.

Ho spesso parlato di questa emozione nei miei articoli, perché penso che la vita sia la risultate tra la ricerca costante tra il bisogno di sicurezza e la paura. Fondamentalmente ricerchiamo la sicurezza fin dalle prime ore di vita. L’abbraccio della mamma, dormire con i genitori, ricercarli quando per un attimo li perdiamo di vista. Ecco! Siamo bisognosi di sicurezza, ma nello stesso momento in cui ci sentiamo sicuri dobbiamo uscire da questo stato ed entriamo in uno stato di insicurezza dovuto alla paura.

 

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Questo equilibro, irraggiungibile, ci caratterizza, o almeno caratterizza la maggior parte delle persone. Appena raggiungiamo un certo grado di sicurezza tendiamo ad uscirci per spingerci verso qualcosa di ignoto, sapendo bene che l’ignoto è sinonimo di angoscia.

La paura ci serve per ricercare la sicurezza, ma la sicurezza ci porta alla ricerca della paura.

Un esempio esemplificativo lo possiamo ritrovare proprio questi giorni.

Ora sembra che la situazione stia lentamente ritornando alla normalità. Da lunedì 4 milioni di persone sono ritornate al lavoro e molti Governatori di regione stanno chiedendo maggiore autonomia nella gestione della quarantena.

Sembrano già lontani i giorni in cui c’erano quasi mille morti per Covid 19. La paura d’uscire, gli scaffali vuoti dei supermercati, le piazze vuote e le strade deserte, ci sembrano già lontane e le abbiamo relegate alla nostra memoria. Iniziamo a sentirci un po’ più sicuri, anche se gli esperti ci invitano a stare molto attenti. La paura di non trovare nulla al supermercati, di ammalarci e di far ammalare i nostri cari sta lasciando posto ad uno stato di sicurezza.

Stiamo iniziando a lasciare questa emozione per inoltrarci in un territorio che ancor prima di raggiungerlo lo viviamo idealmente: la sicurezza di una vita senza intoppi.

Nel momento in cui raggiungeremo la nostra sicurezza basata fondamentalmente sulla fine della pandemia, si rifarà largo la paura.

Paura di non essere più quelli che eravamo prima, paura di perdere il lavoro oppure di guadagnare molto meno di prima. Paura che lo status che abbiamo lasciato a causa della pandemia, non ritornerà più.

Tuttavia la paura ci porterà a ricercare la nostra sicurezza, ci farà scoprire risorse che non sapevamo d’avere. Ci allerterà tutti i sensi perché chi ha paura è sempre pronto a scattare, ad attaccare oppure a fuggire. La paura ci permetterà di ricercare nuove strade che prima nemmeno prendevamo in considerazione e ci aiuterà anche ad osare.

Ora puoi capire se sei in uno stato di paura oppure se ti sembra d’aver raggiunto un certo grado di sicurezza. L’importante è sapere che entrambe queste condizioni non sono e non saranno perpetue, bensì si alterneranno come il giorno e la notte, come le stagioni e come sta facendo ora il tuo cuore che mentre una parte si contrae l’altra si rilassa.