La fine di una psicoterapia – una testimonianza

13 Novembre 2020

In questo articolo riporto una email che una ex paziente mi ha inviato qualche giorno fa. La riporto perché è importante quello che emerge da questa lettera. Buona lettura.

Buongiorno!
Ho letto l’articolo in cui parla di guarigione al 90% così in questo momento, con questo stato d’animo, ho deciso di scriverle.
Da un po’ come sa finalmente sto bene.
Con i miei alti e bassi… bassi tosti… non più però come in passato. Ma proprio stamattina parlavo con i miei della consapevolezza di me… di chi sono… delle mie potenzialità… della mia evoluzione.
Non è vero che non si arriva a quel 100%… nonostante le immense paure che continuano a mettere alla prova e gli scivoloni, quel 100% si raggiunge… eccome anche… io finalmente lo sento… e sa bene quanto tosto è stato il mio cammino e che nel contempo, proprio per questo motivo, sono incredula, grata ed immensamente felice di sentirmi così.
Mi ringrazio per la prima volta… finalmente riesco a dirmi che è un mio merito… ce l’ho messa tutta… nonostante le avversità… nonostante non fosse capito il mio dolore… nonostante in alcuni momenti io avessi pensato di non farcela… avessi desiderato non andare avanti… in tutti i sensi… non ho invece mollato… mai.
Ringrazio gli eventi arrivati… sappiamo che se non fossero accadute alcune cose probabilmente, nonostante il mio impegno, non ce l’avrei comunque fatta.
E ringrazio ancora Lei… il mio Caronte. Nessuno mi avrebbe potuto come sappiamo condurre dove sono arrivata.
Adesso il mio impegno, le mie speranze, sono tutte concentrate sul mantenere questa serenità.
Mi auguro finalmente arrivi la persona destinata a me.
Grazie ancora.

XXXX

 

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In queste poche righe è riassunto un percorso personale che è iniziato alcuni anni fa. Non voglio entrare nel merito del caso clinico perché ognuno di noi potrebbe trovarsi ad affrontare un momento difficile della vita, anche se la ragazza che ha scritto questa lettera ha vissuto momento molto duri in una fase della vita che non si dovrebbero vivere.

Il percorso di Anna (pseudonimo) è stato altalenante ma costante nell’obiettivo finale. Ma qual è l’obiettivo finale di un percorso di psicoterapia? 

L’obiettivo finale è sempre lo stesso. CRESCERE.

In questa parola sono racchiusi molti significati.

Il principale è lasciare andare il passato. Per crescere bisogna fare come fanno le “moeche” (granchi della laguna veneta che mutano e per farlo devono lasciare andare il vecchio carapace e crearne uno nuovo). Quando sono in questa fase però sono assolutamente vulnerabili perché esposti al pericolo.

Ecco cosa vuol dire crescere. Crescere è sinonimo di pericolo, ma un pericolo che si deve correre per poter essere più forti nell’immediato futuro.

Crescere vuol dire guardare la vita con gli occhi della realtà e non dell’illusione che tutto andrà bene, come nelle belle favole che ci leggevano quando eravamo piccoli.

L’analisi della realtà è una competenza che bisogna instillare nelle persone che molto spesso non vogliono accettarla. La realtà non è né bella, né brutta è solo la realtà. Nella realtà delle cose possiamo trovare tutto, anzi la realtà racchiude tutto: vita e morte, felicità e dolore, alti e bassi, eccitazione e noia. La realtà non va mai combattuta e nemmeno negata. La realtà va osservata e compresa, senza volerla cambiare oppure trasformare in quello che ci aggrada maggiormente.

Crescere vuol dire camminare da soli ed esserne orgogliosi di farlo, ma non perché è bello oppure facile, ma solo perché una volta nati diventa imprescindibile farlo. Quando una persona impara a camminare da solo impara a scegliere dove andare, impara a cadere e se vuole continuare a camminare deve imparare a rialzarsi, impara a non guardarsi le punte delle scarpe bensì ad alzare lo sguardo e guardare il mondo e comprenderlo.

Crescere non né facile, né difficile, né bello, né brutto. Per crescere dobbiamo imparare a non classificare quello che stiamo facendo ma solo viverlo rimanendo lontano dal giudizio. Crescere vuol dire non giudicare.

 

Alla fine della lettera c’era anche un Post Scriptum che riporto.

 

P.S. sabato sera scorso scrivo un post diretto all’uomo della mia vita. Domenica dal cilindro rispunta il XXXX a chiedermi se quest’anno voglio l’olio.
Lo odio. Però è l’unica persona che non riesco dopo un anno e dopo avergli dato dello stronzo per ben due volte a togliermi dalla testa… e che mi fa sempre battere il cuore… per la prima volta tra l’altro capisco cosa significa. Che meraviglia. Chissà come andrà a finire. Si vedrà. Buona domenica!

 

Crescere vuol dire saper amare una persona che ti faccia battere il cuore