Cosa è il disturbo ossessivo compulsivo DOC

09 marzo 2015

Disturbo ossessivo compulsivo

Cosa è il disturbo ossessivo compulsivo o DOC?

Per chi non ha sofferto di questa forma di disturbo psicologico, non è facile capire cosa vuol dire sentirsi oppressi da un pensiero che si dirama come le radici di un albero bloccandoti. Immaginate i vostri pensieri come se fossero delle radici che vi ancorano e vi bloccano a ripetere all’infinito quel flusso di sensazioni, emozioni, comportamenti e riti senza però arrecare un minimo di serenità o di sollievo.

Nella mia esperienza di psicoterapeuta ho visto pazienti che continuavano a pensare ad un numero e lo ritrovavano dappertutto, altri che non riuscivano ad allontanarsi da pensieri di gelosia anche se sapevano benissimo che il compagno era una persona fedele. Molto spesso i pensieri si associano a dei comportamenti ossessivi, portando il paziente a mettere in atto dei comportamenti compulsivi come: lavarsi le mani più e più volte o controllare se hanno chiuso l’auto una decina di volte e all’undicesima sentirsi nuovamente insicuri d’averlo fatto. Penso che questa forma di disturbo sia tra le più stressanti e chi ha la sfortuna di viversela, prova un’esperienza alquanto angosciosa.

La causa non è ancora del tutto chiara, ma secondo alcuni modelli psicologici alla base c’è una difficoltà ad esprimere certe emozioni, come la rabbia. La rabbia assieme alla paura, sono le due emozioni primarie che si possono riscontrare in tutti i mammiferi e non solo. Sono le prime emozioni che il nostro cervello ha elaborato e che sono servite alla specie per difendersi o per attaccare; in tal modo la specie ha potuto sopravvivere ed evolversi. Senza queste emozioni non ci saremo e, non a caso, nascono proprio dalle strutture cerebrali profonde, proprio da quella parte del cervello chiamata cervello rettiliano.

 

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La teoria della rabbia non espressa come causa dei disturbi ossessivi compulsivi è solo una teoria che deve essere ancora dimostrata e sicuramente non è la sola causa di un disturbo così complesso, ma dalla mia esperienza di psicologo lavorare con la rabbia porta ad un notevole stato di benessere per chi soffre di DOC.

Partendo dal principio che il nostro cervello, il quale crea la nostra mente, di sicuro non lavora contro noi stessi, ma per il nostro benessere come il resto del nostro corpo, possiamo affermare che i pensieri ossessivi compulsivi sono funzionali a qualcosa. Ma a cosa?

Pensate a quando siete arrabbiati. Come vi sentite?

Vi sentite carichi, pieni di forza ed energia che, in alcuni casi, si trasforma anche in azioni. Azioni cariche di energia con l’adrenalina che scorre nelle vene e che vi permette di sentirvi forti come non lo eravate prima di arrabbiarvi. Ora, se questa forza, questa energia per qualche motivo non la disperdete nell’ambiente verso una persona o un oggetto, dove va a finire? Di sicuro sappiamo che l’energia non si crea e non si distrugge, ma deve essere utilizzata. Non è difficile allora pensare che la nostra mente faccia l’unica cosa che può fare quando si trova a disposizione tutta questa energia: utilizzarla. Qual è un modo rapido per farlo? Di sicuro incanalarla in pensieri e, se non basta, in comportamenti ripetitivi.

Se ci pensiamo bene, per il cervello lo scopo è raggiunto.

Il problema è la rabbia non espressa che continua a mantenere alto il nostro livello energetico. Immaginatevi come una pentola a pressione che, una volta raggiunta la pressione, inizia a sfiatare il vapore dalla valvola. Se non le permettiamo di sfiatare, esploderà. Noi non siamo fatti molto diversamente: la nostra valvola sono i pensieri ed i comportamenti che ci permettono di non esplodere.

Per questo motivo dico sempre ai miei pazienti che soffrono di DOC d’iniziare a mettersi in contatto con la propria rabbia e solo allora potranno accorgersi che, rielaborando la rabbia, anche i pensieri ossessivi compulsivi si attenueranno.